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Vapori e vaporiera

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Diario di cucina, Ricette Trieste

Sono cresciuta a Trieste, notoriamente la più orientale delle città di mare italiane e i miei primi ricordi sono legati ai vapori, le navi da carico che salpavano dal porto la mattina presto mentre mia madre cercava di farmi lavare. Tutte le mattine la stessa storia, tutte le mattine lo stesso suono: quello delle navi che partono e che arrivano salutando la città con tre fischi. Noi non abitavamo vicono al mare, ma quell’annuncio arrivava dappertutto, fino a piazza Garibaldi e oltre. Così, ogni volta che uso la vaporiera è come se mi sentissi di nuovo a casa.
La mia pentola a vapore non è altamente tecnologica. È tonda ed ha un coperchio ancora più tondo, nel senso che è bombato e ha un pippolino cilindrico di legno che dovrebbe essere un manico. Questo ce l’abbiamo messo noi quando si è rotto l’originale di bachelite. Carlotta, così l’abbiamo battezzata, è di alluminio ed è composta da un contenitore per l’acqua, da due strati con i buchi, quasi servissero a cuocere le castagne, e dal famoso coperchio. Continua a leggere »

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Birra, frutta e altri imbrogli

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Diario di cucina

Se si cuociono le verdure in pentola a pressione o nella vaporiera, si userà la loro acqua di cottura per cuocere la pasta o i risotti, in sostituzione dell’acqua e dado, che poi alla fine ha sempre lo stesso gusto.
Si può fare a meno anche del soffritto. Basta bollire le cipolle affettate in un po’ d’acqua per dieci minuti, grigliarle in una pentola antiaderente e procedere alla cottura dei sughi.
Per prevenire un’eccessiva formazione d’acqua, la pentola di coccio andrà, appoggiata sul fondo del forno. Se la precauzione non bastasse, a cottura ultimata si farà ritirare il sugo sul fuoco nella solita padella antiaderente.
La birra e la frutta, poi, risolvono brillantemente il problema dell’arrosto senza condimenti. L’aroma della birra, meno aromatico del vino, si amalgama meglio col cibo e si può usare prati: nei risotti, nei sughi, negli arrosti, sui petti di pollo alla griglia che, se tagliati troppo grossi, stentano un po’ a cuocere.
La frutta alleggerisce la compattezza delle carni e addensa naturalmente il sugo. L’uva, ad esempio, va molto d’accordo sia con il tacchino che con il filetto di maiale, che peraltro, a seconda della stagione, predilige mele e prugne.

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Non è vero che una patata è solo una patata

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Diario di cucina

La dieta non va considerata come tale, ma piuttosto come un gioco a cui tutta la famiglia partecipa a cominciare dal prossimo lunedì mattina.
Dieta è una parola che non può far parte del vocabolario di chi deve controllare il peso e il livello del colesterolo. Nell’Italia che la televisione ci propone, piena di amari e digestivi, viatico estremo che segue la santificazione della festa costellata di sofficini e merendine, ci fa sentire incompresi e messi da parte. Così, per evitare discussioni, mugugni su chi mangia cosa, costi eccessivi e inutili sprechi di tempo, tutta la famiglia pranzerà allo stesso modo.
Si farà un piccolo investimento acquistando qualche rotolo di carta da forno in più, approfittando delle offerte “compra tre paghi due” dei grandi supermercati, e pentole col fondo antiaderente di diverse misure: una da bistecche, una piccola per i sughi, una da forno per gli arrosti, così da poter cuocere più pietanze contemporaneamente e creare un menu completo in poco tempo.
Anche una vaporiera e una pentola a pressione saranno indispensabili. L’importante è non aggiungere acqua ai cibi durante la cottura. Se si bagnano, perdono il sapore e diventano immangiabili se non ci si mette il sale.
Naturalmente bisogna cercare di acquistare “materie prime” di una certa qualità o provenienti da coltivazioni biologiche, generalmente di gusto migliore. Non è vero che una patata è nient’altro che una patata.

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