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La mano che cura

26 maggio, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Libri, Medicina integrata, Psicologia, Ricette, Senza categoria, Sorriso, Spiritualità, Trasmissioni tv

Quello che c’è di più profondo

nell’essere umano è la pelle.

Paul Valéry

La-Mano-che-Cura

È fresco di stampa il mio nuovo libro, La mano che cura, scritto per la Fondazione Cologni dei mestieri d’arte e pubblicato da Marsilio Editori.

Dopo il successo a Palazzo Vecchio a Firenze il 7 maggio, sono previste altre due presentazioni:

- Domenica 5 giugno, ore 12, al Castello di Belgioioso (PV) nell’ambito di Armonia, con Antonello Calabrese, presidente di Watsu Italia e Giovanni Leanti La Rosa, medico, fondatore della Scuola Europea del Massaggio e ideatore del massaggio antistress.

- Martedì 7 giugno, alle 18,30, al Circolo della Stampa di Milano, su invito. Con Franco Cologni, presidente della Fondazione Cologni dei mestieri d’arte e ideatore del libro; Cesare De Michelis, presidente di Marsilio Editori; Giovanni Leanti La Rosa, medico e fondatore della Scuola Europea del Massaggio; Stefania Kudrat Floreani, naturopata, esperta nel massaggio Bach, insegnante di Kundalini Yoga, docente di Floriterapia e Sali di Schussler; Carlo Tetsugen Serra, maestro zen, fondatore del monastero zen Il Cerchio e della scuola di zen Shiatsu.

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B U O N A P A S Q U A ! ! !

22 aprile, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Senza categoria

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Buona Pasqua a tutti

Patrizia

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B U O N E F E S T E ! ! !

21 dicembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Psicologia, Ricette, Senza categoria, Sorriso, Spiritualità

L’uomo sereno procura

serenità a sè e agli altri.

Epicuro

Auguro a tutti di essere sereni almeno a Natale

Patrizia

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Strategie e decisioni

29 novembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

I seguenti suggerimenti, di fondamentale importanza per vivere una vita gioiosa e in piena consapevolezza, sono tratti da La strategia del topo. Le migliori decisioni sono quelle che si prendono. Come imparare a cogliere le opportunità con intelligenza e capacità di reazione di Rita Pohle, Tea, Milano, 2010.

1. Alcuni eventi accadono senza che si possa avere alcuna influenza su di essi. Per esempio, non si può decidere in merito al fatto che piova, ci s’innamori o cresca l’erba del prato. Ci sono fatti che vanno accolti per come accadono, e che richiedono decisioni personali per reagire a essi in modo adeguato.

2. Prendiamo costantemente decisioni delle quali, di solito, non siamo consapevoli. Chi crede di essere incapace di prendere decisioni si sbaglia: in verità lo fa continuamente! Quando si alza, quando indossa le scarpe marroni anziché quelle nere, quando sceglie di non mangiare un pezzo di cioccolato.

3. Chi non decide da sé, lascia che siano gli altri a farlo. Se si vuole determinare la propria vita, è necessario prendere delle decisioni, altrimenti si finisce con l’essere guidati da quelle degli altri.

4. Una decisione a favore di qualcosa è sempre una decisione a sfavore di qualcos’altro. Nel momento in cui si sceglie una possibilità, spesso si scartano le altre. Non esistono decisioni prefette, ma decisioni migliori e peggiori.

5. Mentre la ragione sta ancora valutando, il cuore ha già deciso da tempo. Talvolta è meglio ascoltare il proprio istinto, anche quando sembra indicarci la strada più scomoda: scegliere un percorso meno agevole può riservare sorprese inaspettate e rivelarsi alla fine un grande vantaggio.

6. La decisione di intraprendere una nuova strada può comportare anche conseguenze spiacevoli. Perciò servono coraggio ed energia! Per godere di una decisione e lasciarsi andare pienamente a qualcosa di nuovo, è necessario separarsi dalle vecchie abitudini e scaricare la zavorra.

7. Sapere cosa non si vuole è il primo passo verso una decisione. Dire espressamente: «NO, in nessun caso desidero ciò!» può accelerare un processo decisionale e rendere possibile una scelta chiara, anche quando a prima vista non sembra tale e anzi parrebbe non condurre da nessuna parte.

8. Non esistono occasioni perdute, soltanto decisioni mancate. Non è mai troppo tardi per soddisfare antichi desideri. La realizzazione della nostra vita è in ogni momento nelle nostre mani.

9. Anche non voler decidere quando si è sotto pressione è una decisione! Alcune decisioni non si possono prendere così su due piedi, ma richiedono un processo di maturazione. In tale processo rientra l’analisi delle diverse alternative prima di compiere una scelta. Anche non prendere nessuna decisione è una decisione.

10. Non esistono decisioni sbagliate: sulla strada verso la meta si devono mettere in conto le deviazioni. La paura delle conseguenze non deve impedire di prendere delle decisioni. Persino una decisione che a posteriori risulta sbagliata porta con sé qualcosa di buono: nuove esperienze, dalle quali si può apprendere per decidere più facilmente la volta successiva.

11. Se si sapesse già cosa decidere, quale immagine suggerirebbe questa decisione? Chi guarda dentro di sé e immagina quali nuove esperienze sarebbero possibili in seguito a una scelta, troverà molto più semplice prendere una decisione.

12. Non si può accontentare tutti con le proprie decisioni. Ma si può accontentare se stessi! Ognuno deve scegliere la propria strada da sé, anche quando ciò comporta decisioni sgradite agli altri e rischia di ferirli.

13. Una decisione è possibile soltanto superando la paura delle conseguenze. La paura dell’ignoto e dei cambiamenti ostacola la volontà di decisione. Ma chi è in grado di vincere questa paura andrà incontro a una vita varia ed emozionante, ricca di opportunità sempre nuove.

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Mitterand e la formula magica del benessere

23 novembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Psicologia, Pubblicità, Sorriso, Spiritualità

François Mitterand, presidente della Repubblica francese per due mandati consecutivi, dal 1981 al 1995, vinse le elezioni sfruttando un’intuizione semplice semplice che trasformò in un altrettanto facile e conciso slogan elettorale: “La forza della tranquillità”. Sì, Mitterand sentiva di rappresentare la forza della tranquillità e i francesi gli hanno creduto tanto da riconfermarlo nel suo incarico.

Possiamo applicare la formula di Mitterand anche a noi stessi. Come annotava lo scrittore francese Jules Renard nel suo Diario, «l’ideale della calma è in un gatto seduto». Quieto ma pieno di energia e pronto a scattare: un comportamento da felino.

È quello che accade anche agli umani nei rari momenti in cui si percepisce l’energia interiore, il risultato di un mix vincente composto da fiducia in noi stessi, negli obiettivi che ci siamo posti e nei progetti nei quali siamo coinvolti, dal piacere di fare un certo lavoro o una certa attività, che si riassumono nella facilità e nella leggerezza con le quali affrontiamo gli obiettivi che ci siamo dati. Vuol dire impegnarsi per sentirsi sempre in forma, pieni di energia, sereni, fiduciosi, sorridenti, di buon umore, felici e mai distrutti, demotivati, stressati, stanchi, nervosi, annoiati, agitati, irritati, con un senso di disagio e di paura incollati addosso.

Come dice l’OMS – l’Organizzazione Mondiale della Sanitàla salute è uno stato di benessere totale, fisico, sociale e mentale della persona; non è una semplice assenza di malattia o d’infermità“. È dunque del nostro complesso psico-fisico che dobbiamo occuparci per evitare l’insorgenza della malattia. Certo, il suo equilibrio è piuttosto instabile, comporta sforzi continui nel tentativo di raggiungere l’armonia del corpo e dello spirito. Anche perché spesso confondiamo eccitazione con energia, per esempio quando beviamo un caffè zuccherato. E altrettanto spesso crediamo che la nostra calma e la nostra energia dipendano esclusivamente dal “buon” comportamento di familiari, amici, colleghi nei nostri confronti. Niente di più falso, perché sono in relazione prima di tutto con il nostro modo di fare e con la forza del nostro pensiero positivo.

Meglio l’attività fisica di un espresso. George Clooney permettendo.

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