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Premio Alpen

26 luglio, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Libri, Medicina integrata, Psicologia, Ricette, Senza categoria, Sorriso, Spiritualità, Trasmissioni tv

Il libro La mano che cura. Dialoghi con i maestri del benessere di Patrizia Sanvitale edito dalla Fondazione Cologni e da Marsilio Editori, è finalista al Premio Alpen Presolana. Pagine di Benessere 2011.

Presentazione: sabato 6 agosto, h. 16.o0, alla Sala Gardenia, al Centro Congressi dell’Hotel Milano

Gran Galà del Benessere con premiazione del vincitore: Hotel Milano, Sala del Caminone, ore 20.00

Bratto di Castione della Presolana (BG)


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La mano che cura

26 maggio, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Libri, Medicina integrata, Psicologia, Ricette, Senza categoria, Sorriso, Spiritualità, Trasmissioni tv

Quello che c’è di più profondo

nell’essere umano è la pelle.

Paul Valéry

La-Mano-che-Cura

È fresco di stampa il mio nuovo libro, La mano che cura, scritto per la Fondazione Cologni dei mestieri d’arte e pubblicato da Marsilio Editori.

Dopo il successo a Palazzo Vecchio a Firenze il 7 maggio, sono previste altre due presentazioni:

- Domenica 5 giugno, ore 12, al Castello di Belgioioso (PV) nell’ambito di Armonia, con Antonello Calabrese, presidente di Watsu Italia e Giovanni Leanti La Rosa, medico, fondatore della Scuola Europea del Massaggio e ideatore del massaggio antistress.

- Martedì 7 giugno, alle 18,30, al Circolo della Stampa di Milano, su invito. Con Franco Cologni, presidente della Fondazione Cologni dei mestieri d’arte e ideatore del libro; Cesare De Michelis, presidente di Marsilio Editori; Giovanni Leanti La Rosa, medico e fondatore della Scuola Europea del Massaggio; Stefania Kudrat Floreani, naturopata, esperta nel massaggio Bach, insegnante di Kundalini Yoga, docente di Floriterapia e Sali di Schussler; Carlo Tetsugen Serra, maestro zen, fondatore del monastero zen Il Cerchio e della scuola di zen Shiatsu.

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Ku Nye, massaggio tradizionale tibetano. Quarta parte

13 gennaio, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

Quando, uno degli ultimi giorni di dicembre del 2010, ho incontrato Daniela Crucitti, uno dei massimi esperti in Italia del massaggio tibetano Ku Nye, le ho chiesto di parlarmi del dottor Nida Chenagtsang – di cui da anni è allieva – il direttore dell’Accademia internazionale per la medicina tibetana (IATTM) e il co-fondatore dell’Istituto internazionale Ngak-Mang (NMI) che ha come obiettivo la conservazione e la diffusione della cultura ngakpa di Rebkong nella società tibetana contemporanea.

Monastero a Rebkong. Immagine scaricata dal web.

Monastero a Rebkong. Immagine scaricata dal web.

Il dottor Nida è un rifugiato politico?

«No, è un tibetano doc con passaporto cinese, nato ad Amdo, oggi Cina – un tempo territorio tibetano. È giovane, ha 39 anni, appartiene a una famiglia ngakpagli antichi yogi dai capelli lunghi e i vestiti bianchi, sciamani chiamati anche “uomini della pioggia”. Dottor Nida, il padre, i fratelli, sono tutti molto legati a questa tradizione».

Dottor Nida Chenagtsang, immagine sacricata dal web.

Dottor Nida Chenagtsang, immagine sacricata dal web.

Chi l’ha iniziata?

«Padmasambhava – conosciuto nel Paese delle nevi perenni come Guru Rimpoche e considerato l’essenza del Buddha Amitabha – lo yogi, il mago mistico che ha portato là il Buddhismo nell’VIII secolo».

Padmasambhava, immagine scaricata dal web

Padmasambhava, immagine scaricata dal web

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Ku Nye, il massaggio del popolo delle nevi. Prima parte

30 dicembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità
Mandala della medicina tibetana, immagine scaricata dal web

Mandala della medicina tibetana, immagine scaricata dal web

Ho incontrato a Milano Daniela Crucitti, massimo esperto italiano di Ku Nye – il massaggio tibetano basato sui Quattro Tantra – e le ho chiesto di parlarci di questa tecnica.

Cos’è il Ku Nye?

«È uno dei trattamenti contemplati dalla Medicina Tradizionale Tibetana (MTT) per il riequilibrio dei tre Umori, le tre energie bio-fisiologiche che, quando sono in stato di armonia fra loro, garantiscono il nostro stato di benessere e di salute».

Qual è la sua etimologia?

«Viene da Ku, oleazione, e da Nye, conciare la pelle degli animali».

A quando risale?

«I primi scritti risalgono al 1900 a. C., cioè a 3900 anni fa. I testi sono stati via via arricchiti fino ad arrivare, nell’VIII secolo d. C., alla codificazione dei Quattro Tantra».

Cosa sono i Tantra?

«Sono i testi fondamentali di questa millenaria scienza di guarigione. Sono composti da 1140 pagine e corredati da centinaia di testi contenenti commenti, cataloghi dell’antica farmacopea e centinaia di illustrazioni. Tutti insieme formano il sistema medico tibetano».

Cosa sono gli umori a cui accennava?

I tre umori sono Vento, Flemma e Bile e corrispondono rispettivamente al sistema nervoso, alle funzioni dell’anabolismo e del sistema linfatico e alle funzioni cataboliche e cardio-circolatorie. Si è in buona salute quando i tre umori sono in equilibrio. Se uno di questi è preponderante, si formerà un accumulo di energia nel relativo organo. Accumulo che poi straborderà e invaderà altri canali e la sede di altri umori, provocando così la malattia.

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Sono una mujer libre, una donna libera

19 novembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Felicità, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità
Doña leova, curandera messicana. Foto dell'autrice

Doña leova, curandera messicana. Foto dell'autrice

«Mi chiamo Leova, Doña Leova, sono di etnia nahuatl-azteca e vivo a Cuetzalan, sui monti dello stato di Puebla, nel Messico settentrionale. Sono sempre stata una bambina ribelle e ribelle  sono ancora oggi, tanto che, come portavoce di alcuni centri sociali del pueblo, del popolo, aiuto le donne ad affrancarsi dalla sottomissione e dalle violenze dei mariti: dico che è tutta colpa loro che non sanno farsi rispettare.

A 14 anni ho cominciato a fare la partera, la levatrice, seguendo le nostre tradizioni. Sono anche una sciamana, una curandera, e conosco le piante che aiutano a sentirsi meglio. È stata la nonna a insegnarmi tutto quello che so: una conoscenza che viene dagli antenati e che io ho appreso in silenzio, senza fare domande – non avrei ottenuto risposte. Ho carpito l’arte della guarigione con lo sguardo, ripetendo i suoi gesti e applicando il buon senso.

La nonna mi ha insegnato pochi ma indispensabili concetti per vivere una vita ricca e gioiosa: il rifugio nella preghiera; l’amore per la terra, per Dio e per se stessi; il rispetto per i progenitori e per i bambini. A non trattenere l’odio e la rabbia ma a lasciarli scorrere come l’acqua di un fiume – il suo flusso non si può interrompere – in modo naturale, portando le mani sull’ombelico. E mi ha educato, con l’esempio, a dividere la tortilla appena sufficiente per la mia famiglia, con chi non ha neppure quella. Tenere il cibo per se stessi porta alla solitudine così come trattenere la collera genera putrefazione.

La mia è una famiglia numerosa composta da quattro figli, le nuore, i nipotini e una bambina adottata. Ho anche un marito: faceva il maestro, adesso è in pensione. Lui però non interviene nelle mie decisioni, non glielo consentirei mai. Non gli ho neppure chiesto il permesso per venire in Europa.

Sono una donna felice, di una felicità che abita nel profondo del cuore e scaturisce dalla preghiera – è con la forza della preghiera che possiamo conquistarci la libertà e affrancarci dalla schiavitù dei nostri mariti. Inoltre, non penso al passato e vivo il presente. Sono sempre me stessa e non castro mai la forza che sento nella pancia, che è la nostra prerogativa. Non ci sono ricette segrete.

Da giovani, noi donne speriamo di andare spose a un principe. E per che cosa, poi? Per essere sue schiave? Questo non è mai stato il mio desiderio: sono una mujer libre, sono una donna libera. E lei, faccia come me: non si abbandoni agli eventi, sia forte, attinga la sua energia dalla pancia, come me faccio io. La pancia, si ricordi, la pancia».

Questo è uno stralcio dell’intervista a Doña Leova che ho incontrato nel novembre del 2010 a Milano, dove era di passaggio prima di partire per Basilea e Madrid e poi rientrare in Messico. Un’occasione per farmi fare una limpia, che è al tempo stesso un massaggio sciamanico e un rito di purificazione.

Desidero ringraziare Sangeet Kaur per l’ospitalità; le traduttrici, le terapeute e le altre amiche che hanno partecipato attivamente all’intervista. A Doña Leova, semplicemente grazie per i frammenti del sapere e della saggezza millenaria del suo pueblo di cui ci ha reso partecipi.

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