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I fiori in insalata

20 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette USA

Masdevallias e Odontoglossums non hanno ancora fatto la loro apparizione nelle nostre  cucine ma, prima o poi, qualcuno riuscirà a modificare geneticamente pure le orchidee, i più bei fiori mai comparsi sulla terra, per renderle commestibili. Nel frattempo, dobbiamo accontentarci di infiorare i nostri piatti con crisantemi, garofani, gerani, lavande, gelsomini e con i meno delicati fiori di zucchina. Ripieni. Una festa per gli occhi e, non dimentichiamolo, una tripudio per lo stomaco – noi italiani lo sapevamo molto prima che gli scienziati americani dimostrassero scientificamente che il colore dei cibi stimola l’appetito e la digestione. Continua a leggere »

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Buffet Usa

19 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette USA

Il buffet, letteralmente  una tavola imbandita con cibi e bevande alla quale i commensali si servono da soli, è una delle certezze su cui si basa il sistema di  ristorazione in America. Non è esattamente un’avventura elettrizzante,  manca di immaginazione, creatività e di quel pizzico di spudoratezza che fa di un pasto un evento da ricordare.  Nella maggior parte dei casi si dovrebbe parlare di appiattimento dei sapori piuttosto che di ricerca di equilibrio. Spesso, l’unico volo pindarico sono i crostini all’aglio e al parmigiano, gli ingredienti-tipo nei quali sono riposte le speranze del consumatore medio. O gli olii di scarto, profumati con essenze chimiche che vengono distribuiti ai ristoranti in taniche di plastica da un gallone ciascuna, più o meno quattro litri, già pronti per essere serviti ai clienti. Da queste parti li chiamano salad dressing e a loro è affidato il compito di far rinvenire il sapore di foglie di lattuga gigante, spinaci con il peduncolo più grosso e più lungo della foglia stessa, o gambi di sedano verde ai quali nessuno ha pensato di togliere i fili. Persino le spezie, in questi buffet, sono state depauperate del loro caratteristico sapore e dell’odore penetrante.  Perché la prima regola da seguire, per soddisfare una clientela così eterogenea come quella americana, è che non ci devono essere sapori predominanti e che, se ci sono, vanno stiracchiati, allungati, stemperati, annacquati. Niente di immorale potrà succedere davanti a una di queste tavole così imbandite. A meno che non si beva come spugne per cercare di rimediare a ciò che si è scelto. Continua a leggere »

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