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B U O N N A T A L E ! !

13 dicembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Libri, Psicologia, Sorriso, Spiritualità

Che tutti gli esseri siano in pace e felici! Che tutti gli esseri siano liberi dall’ignoranza, dall’avidità, da ogni avversione!
Che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza, da ogni conflitto
e da ogni dispiacere!
Che tutti gli esseri siano colmi di amichevole gentilezza, di
compassione, di gioia altruistica e di equanimità!
Che tutti gli esseri siano pienamente illuminati!

Nella speranza che il testo della benedizione possa contribuire alla diffusione di una vera pace tra gli uomini, come riflesso di una finalmente raggiunta pace interiore”.

Il mantra e l’augurio sono di Flavio Munikumara Pelliconi, con cui il Maestro è solito chiudere le sue sedute di meditazione.

Dal 1982 Pelliconi studia e pratica la Meditazione Vipassana che da anni usa anche come forma di terapia con sedute dedicate ai malati e alle loro famiglie. È stato tra i fondatori, e poi consigliere, dell’Unione Buddhista Italiana. Collabora con la rivista Dharma – Quaderni di Buddhismo e coordina le iniziative del Centro Maitreya di Milano.

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Don’t worry, be happy

16 novembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Psicologia, Sorriso, Spiritualità, Storie Usa

Oggi  il New York Times scrive di felicità, domani lo faranno tutti i quotidiani italiani e del mondo occidentale. È come se il Dalai Lama non ne avesse mai parlato, come se ci si fosse già dimenticati di Matthieu Ricard, il monaco buddhista eletto nel 2008 l’uomo più felice del pianeta, come se non si sapesse che da più di vent’anni, mentre i nostri governanti discutono di Prodotto Nazionale Lordo, il re del Bhutan misura il suo Pil – che per lui è Gross National Happiness – in termini di felicità dei suoi sudditi. E come se, nel corso dei secoli, non fossero mai stati scritti libri sull’argomento – a proposito, l’ultimo in ordine di tempo è La ricerca della felicità. Dall’età dell’oro ai giorni nostri di Georges Minois con un saggio introduttivo di Luciano Canfora, edizioni Dedalo, 2010 il più esauriente ma anche il più triste saggio sulla felicità che si potesse concepire, a riprova che non esiste.

Il NYT, dicevo, pubblica, sul tema, un articolo molto circostanziato costruito sulla ricerca di Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert, psicologi dell’Università di Harvard, che hanno intervistato 2.200 persone dalle quali hanno ottenuto 250mila risposte, e hanno scoperto che in testa alla scala della felicità c’è il sesso. E questo, scusate, non mi sembra una novità. La novità sta invece nell’aver dimostrato, per esempio, che pensare a situazioni o luoghi piacevoli porta a uno stato di contentezza. Che per un americano, immaginare di fare un viaggio in Italia, di visitare e fare cose particolarmente interessanti nel nostro Paese, porta già a un innalzamento dell’umore.

Dice il dottor Gilbert: “Il cuore va dove lo porta la testa, e non gliene importa molto di dove si trovano i piedi”. Il vecchio adagio secondo cui il viaggio per antonomasia sarebbe quello della fantasia, è ancora valido – leggere, a questo proposito Honolulu e altri racconti di W. Somerset Maugham, Adelphi 2010, a pagina 119. L’altra novità è il mezzo con cui le risposte sono state raccolte, e per rendersene conto basta entrare nel sito “trackyourhappiness”.

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7. Il Chod e i 6 Yoga di Naropa

13 ottobre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Psicologia, Ricette, Spiritualità

Prosegue il mio innamoramento per le pratiche sciamaniche e per una in particolare, il rituale del Chod, in origine un sistema integrato di liturgia e di meditazione che si è sviluppato nella cultura himalayana nell’XI secolo d. C. e che si pratica ancora oggi. L’intento è di raggiungere l’elevazione attraverso lo sradicamento dell’ignoranza spirituale e dell’attaccamento egoico. In altri anche se troppo semplicistici termini, consiste nell’offerta della propria carne, scuoiata dal proprio corpo, alle divinità, durante un rito tantrico. Un dono, quello del rito del Chod, che la tradizione tibetana ci ha lasciato in eredità, e che oggi è conosciuto in tutto il mondo”grazie” alla fuga di tanti monaci da Tibet e Nepal nei nostri Paesi in Occidente.

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Tragedie: scuola di vita

2 marzo, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Psicologia, Ricette, Spiritualità

Dalai Lama, immagine scaricata dal web

Imparare dalle tragedie

«Se ti accorgi che una situazione o una persona sta per causarti sofferenza, è importante mettere in pratica tecniche volte a evitare che ciò succeda; ma una volta che sia cominciata, la sofferenza dev’essere considerata non un peso, bensì una cosa che può aiutarti. Piccole sofferenze, nel corso dell’esistenza attuale, possono purificare il karma di tante azioni cattive accumulate nel corso delle esistenze precedenti. Adottando questa prospettiva riuscirai a vedere i mali dell’esistenza ciclica; più lo farai e più ti risulterà sgradevole praticare le non virtù». (…) Considerata in tal modo, la sofferenza può fornire un’opportunità notevole di pratica e di riflessione. Da questo punto di vista, i nemici sono maestri di forza interiore, coraggio e determinazione. (…) Per quanto sia difficile da credere, con il tempo è possibile sviluppare un simile atteggiamento. Ecco come fare».

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Cibo e meditazione

12 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Psicologia, Spiritualità, Storie di cucina

Il Dalai Lama è il Dalai Lama. Daniel Goleman è uno dei direttori del Consorzio per la ricerca sull’intelligenza emotiva della Rutgers University e membro dell’American Association for the Advancement of Science, oltre ad essere autore di diversi libri di successo, quali Intelligenza emotiva.

Mente corpo e sfera emotiva sono gli argomenti di cui parla il saggio a cura di Daniel GolemanConversazioni con il Dalai Lama. Le emozioni che fanno guarire – che raccoglie alcuni interventi significativi fatti da scienziati rigorosi e maestri buddhsti, alla presenza del Dalai Lama, nel corso della Mind and Life Conference che si è tenuta nel 1991 a Dharamsala, in India.

Il brano che segue è tratto dal capitolo La consapevolezza come medicina, al paragrafo: Ansia e fisica mentale, a pagina 126.Riporta la conversazione tra Sharon Salzberg, Jon Kabat-Zinn con interventi del Dalai Lama. Sharon Salzberg presenta alcune tecniche di meditazione della tradizione theravada – degli anziani – e Jon Kabat-Zinn, che insegna alla Stress Reduction Center Clinic dell’University of Massachusetts Medical Center di Worcester – parla della consapevolezza e della meditazione non in termini di spiritualità o di religiosità, ma come di una forma di aiuto a persone sofferenti affinché imparino a migliorare il proprio stato di salute fisica, emotiva e mentale.

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Scrive Salzberg a proposito della meditazione che pratica: «È una tecnica che proviene dalla tradizione theravada e mi è stata insegnata dai miei maestri di pratica vipassana. Diamo loro (ai pazienti, ndr) tre chicchi di uvetta e li esortiamo a mangiarli uno per volta, con la massima consapevolezza. Per ogni chicco dovranno impiegare non meno di cinque minuti: li dovranno guardare, toccare, appoggiare sulla punta della lingua, infilarseli in bocca, e infine morderli e gustarne il sapore. Sono certo che con un po’ d’immaginazione riuscirete a sentirne il gusto anche voi. Mangiare è una delle cose che gli occidentali fanno più inconsapevolmente di qualsiasi altra. Molti dei nostri pazienti hanno problemi di sovrappeso: mangiano perché sono ansiosi o depressi, spinti da ragioni emotive – non mangiano perché il corpo è affamato, ma perché la loro mente lo è. Questo tipo di appetito che nasce dall’avidità non li soddisfa mai e non produce alcuna saggezza. Attraverso la consapevolezza del cibo, cerchiamo di sviluppare una nuova percezione delle cose». Continua a leggere »

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