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Tragedie: scuola di vita

2 marzo, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Psicologia, Ricette, Spiritualità

Dalai Lama, immagine scaricata dal web

Imparare dalle tragedie

«Se ti accorgi che una situazione o una persona sta per causarti sofferenza, è importante mettere in pratica tecniche volte a evitare che ciò succeda; ma una volta che sia cominciata, la sofferenza dev’essere considerata non un peso, bensì una cosa che può aiutarti. Piccole sofferenze, nel corso dell’esistenza attuale, possono purificare il karma di tante azioni cattive accumulate nel corso delle esistenze precedenti. Adottando questa prospettiva riuscirai a vedere i mali dell’esistenza ciclica; più lo farai e più ti risulterà sgradevole praticare le non virtù». (…) Considerata in tal modo, la sofferenza può fornire un’opportunità notevole di pratica e di riflessione. Da questo punto di vista, i nemici sono maestri di forza interiore, coraggio e determinazione. (…) Per quanto sia difficile da credere, con il tempo è possibile sviluppare un simile atteggiamento. Ecco come fare».

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Cibo e meditazione

12 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Psicologia, Spiritualità, Storie di cucina

Il Dalai Lama è il Dalai Lama. Daniel Goleman è uno dei direttori del Consorzio per la ricerca sull’intelligenza emotiva della Rutgers University e membro dell’American Association for the Advancement of Science, oltre ad essere autore di diversi libri di successo, quali Intelligenza emotiva.

Mente corpo e sfera emotiva sono gli argomenti di cui parla il saggio a cura di Daniel GolemanConversazioni con il Dalai Lama. Le emozioni che fanno guarire – che raccoglie alcuni interventi significativi fatti da scienziati rigorosi e maestri buddhsti, alla presenza del Dalai Lama, nel corso della Mind and Life Conference che si è tenuta nel 1991 a Dharamsala, in India.

Il brano che segue è tratto dal capitolo La consapevolezza come medicina, al paragrafo: Ansia e fisica mentale, a pagina 126.Riporta la conversazione tra Sharon Salzberg, Jon Kabat-Zinn con interventi del Dalai Lama. Sharon Salzberg presenta alcune tecniche di meditazione della tradizione theravada – degli anziani – e Jon Kabat-Zinn, che insegna alla Stress Reduction Center Clinic dell’University of Massachusetts Medical Center di Worcester – parla della consapevolezza e della meditazione non in termini di spiritualità o di religiosità, ma come di una forma di aiuto a persone sofferenti affinché imparino a migliorare il proprio stato di salute fisica, emotiva e mentale.

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Scrive Salzberg a proposito della meditazione che pratica: «È una tecnica che proviene dalla tradizione theravada e mi è stata insegnata dai miei maestri di pratica vipassana. Diamo loro (ai pazienti, ndr) tre chicchi di uvetta e li esortiamo a mangiarli uno per volta, con la massima consapevolezza. Per ogni chicco dovranno impiegare non meno di cinque minuti: li dovranno guardare, toccare, appoggiare sulla punta della lingua, infilarseli in bocca, e infine morderli e gustarne il sapore. Sono certo che con un po’ d’immaginazione riuscirete a sentirne il gusto anche voi. Mangiare è una delle cose che gli occidentali fanno più inconsapevolmente di qualsiasi altra. Molti dei nostri pazienti hanno problemi di sovrappeso: mangiano perché sono ansiosi o depressi, spinti da ragioni emotive – non mangiano perché il corpo è affamato, ma perché la loro mente lo è. Questo tipo di appetito che nasce dall’avidità non li soddisfa mai e non produce alcuna saggezza. Attraverso la consapevolezza del cibo, cerchiamo di sviluppare una nuova percezione delle cose». Continua a leggere »

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Dalai Lama, la mente e la materia.

27 novembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Spiritualità

«Quando prendiamo in considerazione l’interrelazione esistente a livello sottile tra mente, corpo e ambiente, vediamo che le cose materiali sono composte di cellule, atomi e particelle e che la coscienza si esprime in una succesione di momenti. Questo significa che la mente e la materia hanno chiaramente differenti nature e che quindi hanno differenti cause sostanziali. Le cose materiali, come le particelle, gli atomi e le cellule, sono poste in essere da altre entità materiali, mentre la mente è posta in essere da un precdente istante mentale, qualcosa che è luminoso e che ha la capacità di essere consapevole. Ogni momento di consapevolezza, dunque, ha come causa un precedente momento di consapevolezza. Questo è il ragionamento con cui la logica buddhista afferma che esiste, a livello di mente sottile e di energia sottile, un continuum senza inizio di mente e materia».

Dal commento introduttivo del Dalai Lama a Il libro tibetano dei morti, Padmasambhava. Prima edizione integrale, oscar Mondadori, Milano, 2007, pg. IX, II° capoverso.

Segue post sulle “Apparenze della mente”.

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La natura delle apparenze.

27 novembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Spiritualità

«Tutte le cose che appaiono sono manifestazioni della mente. L’ambiente circostante che sembra inanimato, anch’esso è mente. Le forme di vita essenziale che si manifestano come le sei classi di esseri viventi, anch’esse sono mente. I dolori delle tre esistenze inferiori, anch’esse sono mente. I cinque veleni che costituiscono gli stati mentali dissonanti dell’ignoranza, anch’essi sono mente. La consapevolezza, che è la saggezza originaria che si autogenera e si manifesta, anch’essa è mente. I pensieri benefici che conducono al conseguimento del nirvana, anch’essi sono mente. Gli ostacoli delle forze e degli spiriti malefici, anch’essi sono mente. Le divinità e le realizzazioni (spirituali) anch’esse sono mente. Le diverse forme di pura (visione), anch’esse sono mente. Lo stato concentrato e non concettuale (della meditazione), anch’esso è mente. I colori tipici degli oggetti, anch’esso sono mente. Lo stato senza caratteristiche e senza elaborazione concettuale, anch’esso è mente. La non-dualità dell’uno e della molteplicità, anch’essa è mente. L’indimostrabilità dell’esistente e del non-esistente, anch’essa è mente.

Non ci sono apparenze al di fuori di (quelle che si originano) dalla mente».

Da: Padmasambhava. Il libro tibetano dei morti. Prima edizione integrale con il commento del Dalai Lama, a cura di Graham Coleman e Thupten Jinpa. Oscar Mondadori, 2007, Milano, pg. 52.

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