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1. Oroscopi, Rob Brezsny e lo Yoga Sciamanico

1 ottobre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Psicologia, Ricette, Ricette di scrittura, Spiritualità

Nella vita ho pochi appuntamenti fissi, anzi, ne ho uno solo, il venerdì mattina all’alba, con Rob Brezsny. Brezsny è il mio astrologo di fiducia, mio e di milioni di americani, sudamericani, europei e di chissà quanti altri lettori al mondo. Anche perché il suo oroscopo compare, come per incanto, alle 00.00 di ogni venerdì, compatibilmente con il fuso orario. Per leggerlo, entro nel sito della rivista Internazionale, che lo pubblica tradotto in italiano.

Poeta, scrittore, musicista, Brezsny vive in California dove scrive oroscopi “letterari” e ha fondato il Beauty and Truth Laboratory, il Laboratorio per la bellezza e la verità, “una tribù di fanatici della speranza, un ricettacolo di amorevoli geni e virtuosi nell’arte di evocare la felicità”. È anche l’autore di La pronoia è l’antidoto alla paranoia. 888 metodi per diventare selvaggiamente felici, un bestseller pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2006.

Rob Brezsny (immagine scaricata dal web)

Rob Brezsny (immagine scaricata dal web)

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Immondizia e meditazione

15 marzo, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette, Spiritualità

Ricevo e volentieri trasmetto, come suggerito, questa illuminante chicca sulla meditazione che ho ricevuto da Guru Singh, allievo diretto di Yogi Bhajan:

«Seekers — students of the Infinite, students of yoga, students of life
— often complain that when they sit down to meditate, they are not always greeted by the pleasantness of openness, the attitude of readiness, or a heartfelt sense of willingness».

«The great master Yogi Bhajan said many times,
“If when meditating — all your garbage does not come out to greet you
— you are probably not meditating”»

«Meditation disassembles old thought patterns and reassembles them into ones
that better serve the ‘pre-awakened’ on the path to becoming ‘awakened’.
This is not always a dance — much of the time it is a struggle
— especially when you run into patterns that have become attachments».

«Attachments are common when patterns have been in place for many years
. . . and most of every one’s patterns have been.
They are entrenched in the established system
— the subconscious believes they are protecting your life perfectly
and does not plan on giving them up that easily».

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Gianni Giotta, pioniere del caffè espresso nel Far West

5 aprile, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Storie Usa

Gianni Giotta e Patrizia Sanvitale al Caffè Trieste; San Francisco 22 giugno 2002

È sabato mattina  e tira vento a San Francisco. Le raffiche sbattono la pioggia sulle vetrine dei negozi di North Beach, il quartiere italiano e cuore letterario della città,  al confine tra Chinatown, il Distretto finanziario  e l’Embarcadero. La pioggia non risparmia City Lights, la libreria che Lawrence Ferlinghetti, poeta, editore ed esponente di punta della Beat Generation, apre nel 1953 al 261 di Columbus Avenue, la via principale di North Beach, appena passata Broadway.  Subito diventa il ritrovo di artisti e letterati e tuttora è una delle librerie e case editrici più famose al mondo. Di qua sono passati tutti gli scrittori della generazione perduta: Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Borroughs, Neal Cassidy.
A mezzogiorno, dopo aver comprato una mezza dozzina di libri, ho una voglia di caffè che mi porta via. Un espresso vero, intendo dire, non un surrogato qualsiasi. Attraverso la strada, prendo una salitina, incrocio Grant Avenue e proprio all’angolo, al 609 di Vallejo Drive, mi imbatto nel Caffè Trieste. Entro, mi faccio largo tra i turisti, ordino un espresso e, sempre in inglese, chiedo: questo locale ha un nome di fantasia o il proprietario era di Trieste? La signorina che serve al banco mi guarda fisso negli occhi e poi mi dice: Mio nonno xe de vizin de Trieste.  Lei la xe de Muggia? No, de piazza Garibaldi, dico io. Good, bene. Nono xe de Rovigno. Per un attimo rimango senza parole. È evidente che la ragazza, da dietro la macchina dell’espresso, sta controllando la veridicità delle mie origini.  Nono non xe qua, el vien dopo pranzo per el conzerto dele due, aggiunge in un triestino un po’ arrugginito. Concerto? Si, semo una famia de cantanti.  I vien de tute le parti per scoltarne.  Arie de la Bohème ma anche canzoni country&western. Voglio conoscere suo nonno, dico. Se la spetta,  lo ciamo a casa. Confabulano al telefono, il nonno mi vuole parlare – in dialetto, naturalmente – e quando capisce che, per davvero, vengo da Trieste, la sua gioia diventa incontenibile. Femo l’intervista prima del conzerto. Va ben tra un’oreta? D’accordo. Vado in albergo a prendere il registratore e torno. Continua a leggere »

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From Food to Book

26 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Diario di cucina, Ricette
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L’altro deserto

24 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Storie Usa

Anza Borrego State Park, California

È un deserto con un’oasi di mille palme e una sola duna. Ha la sabbia, ma non è dorata. È, invece, disseminato di montagne, canyon, colline, rocce e cactus spinosi. È Anza-Borrego. Per i californiani, è “l’altro deserto”. Più caldo di Death Valley, meno conosciuto e meno frequentato di Palm Springs. Un deserto per gente vera. Una terra vasta e affascinante che rivela il suo carattere solo a chi lo affronta con coraggio, umiltà e rispetto, e voglia addentrarsi – a piedi con lo zaino in spalla, in sella a una mountain bike o, più comodamente, alla guida di una jeep a quattro ruote motrici – tra gli ottocento chilometri di strade e sentieri sterrati che lo attraversano in lungo e in largo. A questi viaggiatori, e solo a questi, riserva i suoi segreti più preziosi.

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