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L’inutilità degli oggetti e l’essenza della vita

2 giugno, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Libri, Psicologia, Ricette USA, Sorriso, Spiritualità, Storie Usa

Anna è una donna di 92 anni che vive a Trieste in una residenza per anziani. Ha visto la sua casa per l’ultima volta una sera d’inverno del 2004, quando è caduta rompendosi l’osso sacro. Dopo tre mesi di calvario, Anna viene accolta nella struttura in cui ancora si trova: ha con sé una piccola borsa con dentro una vestaglia, due camicie da notte, tre cambi di biancheria e un piccolo beautycase. La porta del suo appartamento si è chiusa dietro di lei per sempre. Addio al pianoforte, agli spartiti di musica, ai ninnoli, alle lenzuola con i pizzi, e addio anche ai manicaretti e al vino rosso che ama tanto. Le figlie le comperano un televisore nuovo, un cellulare, le portano un po’ di vestiti. Amici e allievi le riempiono la stanza di fiori, di piante e di libri. Dopo quasi sette anni, oggi, 2 giugno 2011, Anna possiede ancora pochissime cose e quelle che ha le sembrano troppe.

Annamaria è entrata in convento a 17 anni, rinunciando a ogni cosa. L’armadio della sua stanza contiene un cambio d’abito e di biancheria e sul comodino c’è il libro di meditazione e di preghiere. Annamaria vive felice, glielo si legge negli occhi.

Una sera, lo sguardo fisso alla solita giungla che il National Geographic Channel propone a getto continuo, un pensiero mi sfiora la mente: gli animali selvatici migrano senza valigia. La scoperta dell’acqua calda, come si dice, ma io non ci avevo mai fatto caso, almeno non in termini di rapidità negli spostamenti.

Anna, la mia mamma; Annamaria, la zia di mio marito, hanno in comune con tigri, rinoceronti e gru il senso di libertà che si prova a vivere leggeri. La relazione tra persone e animali può suonare blasfema, ma provo per loro una certa invidia. Arturo, il nostro pastore tedesco nato alle porte di San Diego, aveva portato con sé molti più oggetti quando si era trasferito insieme a noi a Milano: la gabbia con cui aveva viaggiato grande quanto un tavolo quadrato per quattro persone, la ciotola per l’acqua e il cibo (leggi salmone), tre guinzagli con i rispettivi collarini, una museruola d’ordinanza e medicine varie. Oltre, naturalmente, al passaporto, ai documenti di viaggio e agli attestati che lo dichiaravano esente da rabbia e altre malattie canine. By by California, ben arrivato in Italia.

Tutto questo mi è passato per la mente qualche giorno fa leggendo, di Dave Bruno, La sfida delle 100 cose. Come mi sono liberato di quasi tutto. Ho ricostruito la mia vita e mi sono riappropriato della mia anima – l’esperienza di un uomo che ha arricchito la sua vita semplificandola, riducendola cioè a 100 fatidici oggetti – (Tecniche Nuove, Milano, 2001, € 14,90). Dave è un californiano doc, nato a San Diego dove tuttora vive con la moglie, le tre figlie e il cane meticcio Piper. Ha un master in tema di religione e dei suoi risvolti nella vita americana, la passione per il surf, la bici e l’escursionismo, ed è cofondatore della casa editrice ChristianAudio specializzata in audiolibri.

La sfida delle 100 cose di Dave Bruno

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Il denaro e la legge dell’attrazione

26 gennaio, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità, Storie Usa

Chi non ha letto La legge dell’Attrazione? Chi non ha visto il film-documentario The Secret, Il segreto, e comprato il libro omonimo? Chi non ne ha almeno sentito parlare? Chi non conosce Esther e Jerry Hicks? Dò per scontato che ne siate perfettamente informati, tuttavia, nel caso vi sia sfuggito qualcosa, scrivo qui qualche nota sugli autori che vi farà impazzire d’invidia, mettendovi automaticamente nella posizione opposta a quella dei principi sui quali si basa la Legge dell’Attrazione, che presuppone un pensiero, un atteggiamento, un modo di comportarsi estreamente positivi.

Un giorno Esther Hicks comincia a ricevere semplici messaggi per come mettersi in comunicazione con il proprio Sé interiore e come elevare la propria coscienza da un’entità superiore, chiamata Abraham. Nel 1986, Esther e il marito Jerry Hicks rivelano la loro fonte di notizie ad alcuni soci e decidono in seguito di rendere partecipi gruppi sempre più numerosi di persone su come vivere un’esistenza felice, o quanto meno migliore. Ogni anno, a partire dal 1989 i due coniugi presentano laboratori interattivi sulla Legge dell’Attrazione in almeno 50 città. Fino a oggi, in compagnia del fantomatico Abraham, hanno pubblicato più di 700 tra libri, cassette, CD, videocassette e DVD. Con i proventi, eliminate le tasse che negli Stati Uniti vanno rigorosamente pagate fino all’ultimo penny, si sono regalati la casa dei loro sogni a Del Mar, sull’oceano Pacifico a nord di San Diego, in California, e una casa in Texas, vicino al centro “di attrazione permanente” dove lavorano.

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DNA e JUNK DNA

29 dicembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Ricette, Spiritualità

Ricevo e volentieri ripubblico questo testo molto interessante di Guru Singh.

Guru_Singh___His_Holiness_2006

The entire universe is built on code —
this material code has an assortment of frequencies making up the elemental chart.
We live in the physical results of this code:
we dream and plan in this code;
we speak and act in this code;
we succeed and fail in this code.
When we are timid and passive, this is a code of our fate;
when we are active and proactive, it is the code of our destiny.
It is life-code.

The human quest is constantly asking: does this code make common sense . . .
are there patterns within this code . . . and . . .
how can I / we cause this code to be more sensible, more accurate and more fruitful?
How can we consistently build — not only our lives, but our collective cultures —
through the harmonies of an aligned life?

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Don’t worry, be happy

16 novembre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Psicologia, Sorriso, Spiritualità, Storie Usa

Oggi  il New York Times scrive di felicità, domani lo faranno tutti i quotidiani italiani e del mondo occidentale. È come se il Dalai Lama non ne avesse mai parlato, come se ci si fosse già dimenticati di Matthieu Ricard, il monaco buddhista eletto nel 2008 l’uomo più felice del pianeta, come se non si sapesse che da più di vent’anni, mentre i nostri governanti discutono di Prodotto Nazionale Lordo, il re del Bhutan misura il suo Pil – che per lui è Gross National Happiness – in termini di felicità dei suoi sudditi. E come se, nel corso dei secoli, non fossero mai stati scritti libri sull’argomento – a proposito, l’ultimo in ordine di tempo è La ricerca della felicità. Dall’età dell’oro ai giorni nostri di Georges Minois con un saggio introduttivo di Luciano Canfora, edizioni Dedalo, 2010 il più esauriente ma anche il più triste saggio sulla felicità che si potesse concepire, a riprova che non esiste.

Il NYT, dicevo, pubblica, sul tema, un articolo molto circostanziato costruito sulla ricerca di Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert, psicologi dell’Università di Harvard, che hanno intervistato 2.200 persone dalle quali hanno ottenuto 250mila risposte, e hanno scoperto che in testa alla scala della felicità c’è il sesso. E questo, scusate, non mi sembra una novità. La novità sta invece nell’aver dimostrato, per esempio, che pensare a situazioni o luoghi piacevoli porta a uno stato di contentezza. Che per un americano, immaginare di fare un viaggio in Italia, di visitare e fare cose particolarmente interessanti nel nostro Paese, porta già a un innalzamento dell’umore.

Dice il dottor Gilbert: “Il cuore va dove lo porta la testa, e non gliene importa molto di dove si trovano i piedi”. Il vecchio adagio secondo cui il viaggio per antonomasia sarebbe quello della fantasia, è ancora valido – leggere, a questo proposito Honolulu e altri racconti di W. Somerset Maugham, Adelphi 2010, a pagina 119. L’altra novità è il mezzo con cui le risposte sono state raccolte, e per rendersene conto basta entrare nel sito “trackyourhappiness”.

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La fisica quantistica e l’arte di osservare

18 ottobre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette, Spiritualità, Storie Usa

Ricevo e volentieri ritrasmetto questo testo di Guru Singh, uno degli allievi di Yogi Bhajan, che vive a Los Angeles.

«The quantum laws of physics live vivaciously within the nature of humanology, but science even today has discovered less than half of these laws that yogis have known and lived by for centuries. Science has yet to allow this magical half to raise it voice in the midst of the logical roar.Learn to work with the magical half of this multi-verse as well as the prevailing logical half.
Be a source-knower — become a source-seer
. . . know and see what will cause the world of your world to evolve more rapidly than ever. Release every limitation, every small biased thought; release every presentation that prevents the extraordinary.

Because the world that is happening to you is happening through you
. . . the observed and the observer become the same event and manifest the power of thought.
When you observe this without judgment, you leave this neutral attitude within the collective human potential and humanity becomes more prosperous.
When you observe the world at large without judgment, you leave a blessing.

Any judgment traps the world in the exact way being judged
. . . forgiveness moves and releases the traps forward to a new moment.
Forgiveness is the antidote to judgment, far closer to the way you wish.
Use this magical power of observation to become a healer of your world.
You will notice that discomfort — even disease — is like a hand full of sand
. . . when you observe it closely you will notice that all of the parts are always in motion.
This motion is able to transmute the discomfort into comfort;
the sickness into healing . . . every action creates equal reaction.

Even in the case of serious disease, the ease is equally available right next to it. Acknowledge this ease; acknowledge the comfort
— the comfort and ease will acknowledge you back . . . will become more active.
Remember: energy flows where your attention goes.
Focus your attention on that which will heal . . . feed the ease — nourish the comfort . . .
the blessings of this world are right there at your thought-tips,
the new evolution of human consciousness . . . .»

The Guru Singh Global Community Team
Yoga West
1535 S. Robertson
Los Angeles, CA 90035

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