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Il segreto della giovinezza

24 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette

Qualche giorno fa sono passata a salutare il medico ayurveda Vaidya Swami Nath Mishra, una vecchia conoscenza, e tra una chiacchiera e una tisana rigorosamente biologica – «se non è bio ne faccio a meno», dice in un italiano che va interpretato – gli ho chiesto qual è il suo segreto per mantenersi in forma.

«Comincio la giornata bevendo un bicchiere d’acqua tiepida, mi massaggio con olio per riscaldare il corpo e sono pronto per i miei quotidiani esercizi di Yoga, Mantra e Respirazione. Poi medito, faccio una doccia per rilassarmi e per ultimo colazione».

Quanto ci mette?

«Non molto: un’ora».

Ci si dovrebbe massaggiare tutte le mattine?

«Sì, è una saggia pratica di mantenimento della giovinezza e pure di ringiovanimento. Io lo faccio anche la sera. Provi, si troverà bene».

Naturalmente sto provando. Tengo l’olio d’oliva in un angolo del piatto-doccia, così non devo uscire bagnata per andare in cucina a prendere la bottiglia che ho dimenticato sul tavolo la sera prima. Per ora mi massaggio solo la mattina. Da lunedì – quale lunedì? – lo farò anche prima di andare a letto. Datemi un mese di tempo e  vi aggiornerò sui risultati.

dr. Vaidya Swami Nath Mishra

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Narici e cervello

17 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Psicologia, Spiritualità

La prima grande rivoluzione che possiamo attuare dentro di noi è quella della respirazione, o più precisamente, dell’inspirazione e dell’espirazione, visto che avviene in tempi diversi, che si rincorrono. Una di quelle cose che diamo per scontate, a cui non pensiamo mai se non perché ci manca il fiato quando abbiamo dato troppa corda al cane, quando siamo in montagna, quando la quantità di polveri sottili è alle stelle, o ancora quando temiamo qualcosa, siamo in una situazione di pericolo. In quest’ultimo caso in particolare, non riusciamo né a inspirare né a espirare, se non prendendo coscienza di quello che ci sta accadendo. La paura è una forza arcana che dobbiamo riuscire a  trasformare.

Da secoli l’alimentazione ayurvedica, lo Yoga, il Nada Yoga o Yoga del suono e quello  della respirazione hanno cambiato in meglio la vita di milioni di persone in ogni angolo del mondo. È un sistema a incastro: ne conosci una parte e ti viene la frenesia di saperne di più, sempre di più. Non ti basta mai. È una droga. Ho sviluppato anch’io questo genere di dipendenza. Così ogni volta che mi sento stanca, che un’allergia mi disturba, che manderei tutto e tutti in quel paese, mi abbandono al respiro di fuoco. Respiro cioè a stantuffo, con il ventre – lo gonfio inspirando e lo sgonfio espirando – soffiando come se fossi una locomotiva, calcolando più o meno due cicli al secondo, e contando fino a cento. Funziona sempre, qualsiasi sia il problema da affrontare. Il sangue circola, l’ossigeno sale al cervello, e ci si sente rinnovati nel corpo e nello spirito.

I Chakra che vengono ripuliti dal respiro consapevole

A proposito di respirazione, ho trovato queste righe in uno dei libri della mia biblioteca. Il titolo del capitolo è già un programma.

A ogni cervello la sua narice

«Yin e yang, Ida e Pingala, sistema nervoso parasimpatico e simpatico. Quale che sia la sua tradizione, empirica o scientifica, l’essere umano avverte che il segreto della felicità e della salute passa per l’equilibrio delle due forze che lo attraversano. La respirazione è l’espressione più evidente di questo antagonismo. Inspirazione, espirazione: i movimenti sono opposti e complementari. Costituiscono il motore stesso della vita».

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Il cibo degli dei

11 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Psicologia, Ricette, Spiritualità

Il cibo degli Dei è un libro di facile lettura e comprensione, in parte teorico, in parte pratico, ricco di schede sulle qualità dei singoli alimenti e corredato di ricette di facilissima esecuzione. Spiega come da almeno tre millenni lo Yoga suggerisca di curare l’alimentazione, nella certezza che il cibo influenzi, oltre la salute fisica, anche la mente e la sfera emotiva. Anche perché ciò che mangiamo non si sottrae alla legge cosmica per cui l’universo è regolato da tre forze: Tama, statica; Raja, dinamica; Sattva, senziente. Stando a queste leggi inafferrabili, corpo e mente dipendono strettamente dall’energia che assorbiamo con il cibo. Neanche dire che quello sattvico o senziente, è quello che ci porta sulla strada dell’evoluzione psicologica e spirituale.

Krshna Nero

Scrive l’autore, Christian  Franceschini: «La dieta influenza il pensiero della persona e i pensieri delle persone influenzano la cultura, e quest’ultima è responsabile dell’espressione effettiva di una società. Mentre nelle civiltà prevalentemente carnivore si sviluppò un maggior interesse verso il mondo fisico o materiale e si sviluppò una mentalità analitica ed accademica, le civiltà vegetariane svilupparono maggiormente una scienza intuitiva e mistica. Le prime cercavano il paradiso nel godimento della vita animale, istintiva, le seconde rifiutavano il mondo e le sue sofferenze, rifugiandosi nella pura pratica spirituale. Naturalmente questa è una generalizzazione (…) In quel contesto sociale diversi grandi personaggi , come il principe Siddhartha detto il Buddha (l’illuminato) o il nobile Mahaviira (fondatore della religione jainista) o il re Krsna, insegnarono alla società con mentalità godereccia, che il vero paradiso  o felicità stava nella spiritualità». (…)

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Ayurveda, mantra e pomodoro: intervista con Dada Krsnananda. Parte Prima

10 ottobre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Spiritualità

Dada Krsnananda (Sì, la grafia è esatta) è un monaco Ananda Marga – che in sanscrito significa Sentiero di Beatitudine – il quale, oltre a occuparsi di elevare lo spirito di molti comuni mortali, è un esperto di cucina ayurvedica.

Dada Krsnananda

Dada Krsnananda

Dada quando ha cominciato a studiare l’Ayurveda?

«È una lunga storia. Dovrei cominciare col dire che non mi sono mai affibiato un’identità etnica, mi considero semplicemente un essere umano. Inoltre, da bambino curioso quale ero – interessato a etnie diverse dalla mia, alla loro cultura, a come vivono e a come mangiano – ho avuto la fortuna di vivere a Singapore, una città-stato che è, a tutti gli effetti, un crogiolo di razze. Ancora adesso prendo tutto il buono che trovo nei Paesi che visito. Mi piace molto il cibo buono, sono una buona forchetta. Le confesserò che dopo aver vissuto più di dieci anni in Italia, continuo a condire tutto con l’olio extravergine di oliva e, quando posso, lo porto con me. Per tornare alla sua domanda, ho sempre avuto la passione per la cucina naturale. L’ho studiata a lungo negli anni in cui mi preparavo a diventare monaco».

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Ayurveda, mantra e pomodoro: intervista con Dada Krsnananda. Parte Seconda

10 ottobre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Spiritualità

Dada Krsnananda (sì, il nome è scritto esattamente) è un monaco Marga ed è un grande esperto di cucina ayurvedica. È cittadino del mondo. Nato a Singapore, ha vissuto a lungo in Germania, in Italia negli Stati Uniti e in molti altri Paesi. Visita spesso il Portogallo e trascorre gran parte dell’anno in Portorico, aiutando i più poveri dei poveri.

Dada Krsnananda

Dada Krsnananda

Secondo lei i principi dell’Ayurveda possono essere adattati a un pranzo italiano?

«Certamente. Basta sostituire le spezie indiane con quelle italiane o con erbe quali la salvia e il rosmarino. Anche voi adoperate le spezie: le usavano già i Romani. Per non parlare del Quattrocento, quando i navigatori le portavano a casa insieme alla seta, dall’Oriente, dalla Cina, dall’India, aggiungendo così nuovi profumi ai piatti della tradizione locale. E non dimentichiamo che gli spaghetti sono una creazione cinese e sono arrivati da voi grazie a Marco Polo. Come vede c’è sempre stato nell’Uomo il desiderio di scoprire cosa fanno e come mangiano i suoi simili in altre parti del mondo. Ce l’ho anch’io questa curiosità».

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