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Armonia e Arte del massaggio

3 giugno, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Libri, Medicina integrata, Psicologia, Sorriso, Spiritualità

Presentazione del mio nuovo libro

La mano che cura.

Dialoghi con i maestri del benessere.

Marsilio Editori, a cura Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte

Tecnica, mano e cuore nell’arte del massaggio:antichi riti, nuovi saperi

ad Armonia (Castello di Belgioioso, PV)


Domenica 5 giugno alle ore 12, nel Salone da Ballo del Castello di Belgioso, nel giorno conclusivo di Armonia, l’importante rassegna dedicata delle discipline bio naturali, il volume verrà presentato agli operatori e al vasto pubblico della manifestazione da Antonello Calabrese, Presidente dell’Associazione Watsu Italia, con l’autrice Patrizia Sanvitale e con Giovanni Leanti La Rosa, direttore della Scuola Europea di Massaggio.

La mano che cura

L’ultimo nato della collana editoriale “Mestieri d’Arte”, edita da Marsilio e curata dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, affronta un tema particolarmente affascinante e in modo del tutto inedito: l’arte della mano che cura, riabilita e dà benessere in molti, straordinari modi, raccontata da alcuni dei suoi più illustri protagonisti.

Trenta ritratti. Trenta interviste. Trenta maestri nell’arte del massaggio che, dialogando con Patrizia Sanvitale, giornalista e sociologa, raccontano le tecniche di un mestiere antico e quasi magico, forte di tradizioni arcaiche e di declinazioni nuovissime.

Attraverso i racconti coinvolgenti delle esperienze e dei saperi sviluppati nel corso degli anni, alcuni “guru” del benessere ci aiutano a ripercorrere le tappe di un’umanità perduta, di un rapporto di comunicazione e fiducia con gli allievi, i clienti e tutti coloro che attraverso il contatto ricercano aiuto e comprensione ma anche pazienza, tenacia, serietà nel lavoro, generosità, sincerità.

Le declinazioni più originali dei massaggi tradizionali si affiancano a discipline nuove o ancora assai poco conosciute: dalla fisioterapia alla chiropratica all’osteopatia; dallo shiatsu al reiki, dalla tecnica craniosacrale al linfodrenaggio al massaggio Bach e antistress; dal rolfing alla riflessologia al massaggio ayurvedico e ai trattamenti specificamente indirizzati ai bambini, come il massaggio tuina e quello bioenergetico. Senza dimenticare il massaggio estetico. E molte pratiche in cui il tocco si fa più magico e misterioso, connesso a riti e saperi ancestrali, come il massaggio thailandese e californiano, quello inca o berbero, bowtech e neuro-training… Fino al fuori tema della danceability, la danza del cuore.

Le fotografie di Laila Pozzo, architetto milanese e ritrattista raffinata, rendono ogni storia indimenticabile dando un volto ad ognuno di questi maestri e dischiudendone l’intensa umanità.

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La mano che cura

26 maggio, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Libri, Medicina integrata, Psicologia, Ricette, Senza categoria, Sorriso, Spiritualità, Trasmissioni tv

Quello che c’è di più profondo

nell’essere umano è la pelle.

Paul Valéry

La-Mano-che-Cura

È fresco di stampa il mio nuovo libro, La mano che cura, scritto per la Fondazione Cologni dei mestieri d’arte e pubblicato da Marsilio Editori.

Dopo il successo a Palazzo Vecchio a Firenze il 7 maggio, sono previste altre due presentazioni:

- Domenica 5 giugno, ore 12, al Castello di Belgioioso (PV) nell’ambito di Armonia, con Antonello Calabrese, presidente di Watsu Italia e Giovanni Leanti La Rosa, medico, fondatore della Scuola Europea del Massaggio e ideatore del massaggio antistress.

- Martedì 7 giugno, alle 18,30, al Circolo della Stampa di Milano, su invito. Con Franco Cologni, presidente della Fondazione Cologni dei mestieri d’arte e ideatore del libro; Cesare De Michelis, presidente di Marsilio Editori; Giovanni Leanti La Rosa, medico e fondatore della Scuola Europea del Massaggio; Stefania Kudrat Floreani, naturopata, esperta nel massaggio Bach, insegnante di Kundalini Yoga, docente di Floriterapia e Sali di Schussler; Carlo Tetsugen Serra, maestro zen, fondatore del monastero zen Il Cerchio e della scuola di zen Shiatsu.

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La dodicesima illuminazione. L’ultima, fino alla prossima

30 aprile, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette, Spiritualità, Trasmissioni tv

James Redfield, l’autore americano del celeberrimo La Profezia di Celestino, nonchè della Decima Illuminazione e dell’Undicesima Illuminazione – oltre alla Guida alla profezia di Celestino e la Guida alla Decima Illuminazione – ha appena dato alle stampe la sua ultima fatica letteraria: La dodicesima illuminazione. L’ora del risveglio, tradotto da Luisa Ravetta e pubblicato in Italia da Corbaccio (€ 18,60).

La Dodicesima notte è un polpettone di 308 pagine di facilissima lettura, attesissimo in tutto il mondo da almeno una decina di milioni di lettori amante del genere, in cui gli eroi dei precedenti romanzi trovano stralci di un antico Documento che potrebbe salvarli dagli Apocalittici, in grado di accelerare l’arrivo dell’Armageddon che scatenerebbe un conflitto planetario ponendo la parola fine alla storia dell’Uomo sulla Terra. L’avventura dei protagonisti si conclude con un messaggio di pace a conferma della veridicità, appunto, della Dodicesima Illuminazione.

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Qui di seguito trovate qualche passo del libro di James Redfield:

«(…) Quando raggiungiamo la certezza interiore di aver fatto delle autentiche esperienze spirituali, a quel punto dobbiamo viverle nella loro pienezza e senza nasconderci, e dobbiamo raccontarlo a tutti, perché se esiste veramente un’influenza – e io credo che ci sia – questa aiuterà ciascuno di noi a raggiungere più velocemente un livello superiore di consapevolezza nell’ambito della nostra esperienza spirituale» fa dire Redfield a Coleman, uno dei protagonisti del romanzo. Personaggio che assicura anche che «i gruppi sono il modo migliore di porcedere: nel momento in cui una persona raggiunge una nuova forma di consapevolezza, gli altri la vedono e la percepiscono, e in breve tempo in ciascuno di loro si attiva la stessa regione cerebrale. Così facendo, tutti ricevono una prova immediata. Si tratta del processo che si cela dietro l’idea di un contagio positivo della consapevolezza».

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La magia della sintesi creativa

26 aprile, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Psicologia, Ricette

Come si accende un’intuizione? Che cos’è la devozione distaccata? E il flusso? In che famiglie nascono le persone creative? Più talento, più curiosità o più tenacia? Che rapporto c’è tra creatività e follia? Il cervello  creativo pesa di più? Come si evitano le trappole del pensiero? È più creativo un polpo o una gallina? Le menti creative vanno bene a scuola? Che cosa muove la creatività? La si può misurare? E definire? Scienza, arte o impresa? Caso, caos o competenza? Creativi si nasce o si diventa? Sono alcune delle domande  a cui tenta di dare una risposta Anna Maria Testa nel suo libro La trama lucente (Rizzoli).

Scrive Anna Maria Testa: «La magia della sintesi creativa (…) chiede una dose di passività ricettiva superiore alla norma: è quella che permette ai materiali primari di emergere “improvvisamente, inaspettatamente, di getto, come in un lampo, durante la meditazione, la contemplazione, il fantasticare, il rilassamento, l’assunzione di droghe, i sogni …”, ma chiede anche una dose superiore di attività intenzionale e consapevole per gestire quei materiali adeguatamente».

E cita lo psichiatra italiano Silvano Arieti: «È una magia di cui “la persona rimane la depositaria (…), un segreto che non può rilevare né a se stessa né agli altri. Quello che non è più un segreto è il modo in cui il suo processo creativo si svolge, raggiunge la sua conclusione, e quali condizioni facilitino la sua comparsa”.  Tra queste: l’isolamento inteso come via verso l’interiorità e l’introspezione, il pensiero libero e privo di censure, l’ingenuità e l’innocenza, la capacità di rivivere traumi del passato trasformandoli, la vivacità e la disciplina». (…)

Continua l’autrice: «Solo onorando il mito che ciascuno porta in sé – la ghianda che in potenza contiene l’intera quercia, cioè la piena espressione della vocazione individuale – è possibile ricostruire un rapporto equilibrato con la realtà, evitare derive patologiche, compiere il proprio destino». A questo punto la Testa cita James Hillman: «”(La creatività) non è un dono o una grazia speciale, una capacità, un talento o un artificio. Piuttosto è un’immensa energia la cui origine è al di là della psiche umana e che spinge a dedicarsi a se stessi attraverso un nesso specifico con l’altro. La creatività costringe alla devozione verso la propria persona nel suo divenire attraverso quel nesso, e porta con sé un senso di impotenza e di crescente consapevolezza del proprio potere luminoso (…), è più umana e più potente del suo possessore. Questi, in realtà, corre sempre il rischio di essere posseduto. Operando come coazione, la forza è sempre eccessiva”». (…)

Scrive ancora a questo proposito la Testa: «La possessione prende varie forme: modelli archetipici che possono combinarsi o contaminarsi, a cui l’esperienza creativa può aderire in momenti diversi. Sono la saggezza del senex che mette ordine nel caos. La giocosità del puer che sfida con fiducia l’ignoto. La sregolatezza del ribelle o del folle: ombra, distruzione, morte». (…) Nella creatività, «la bellezza, per Hillman, è fondamentale: “Quando siamo toccati, mossi e aperti all’esperienza dell’anima, scopriamo che ciò che vive in essa non soltanto è interessante e significativo, necessario e accettabile, ma è anche attraente, amabile, bello”». Continua l’autrice: «L’anima è il motore di tutto: trova il senso delle cose, traduce gli eventi in esperienza, si comunica nell’amore, ha un’ansia religiosa  e un rapporto speciale con la morte. Realizza, scrive Hillman (…) la “possibilità insita nella nostra natura, il fare esperienza attraverso la speculazione riflessiva, il sogno, l’immagine e la fantasia».

Anna Maria Testa cita, tra gli altri, Ludwig Wittgenstein, secondo cui “il talento è una fonte da cui sgorga acqua sempre nuova. Ma questa fonte perde ogni valore se non se ne fa il giusto uso”. Più chiari di così, non si potrebbe essere.

Per l’autrice è questo il momento storico in cui ognuno deve assumersi consapevolmente le proprie responsabilità: «in un’epoca come la nostra, di passioni tristi, forse è il momento giusto perché ognuno diventi responsabile della creatività che ha in sé e, disegnando la trama dei propri pensieri, delle scelte e delle azioni, contribuisca alla trama mutevole che lo unisce a tutto il resto. E, poco o tanto, la modifichi, rendendola più luminosa».

Annamaria Testa, La trama lucente. Che cos’è la creatività, perché ci appartiene, come funziona. Rizzoli, 475 pgg, € 19,50.

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Libri, libri e ancora libri

18 aprile, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità, Trasmissioni tv

Nelle ultime settimane ho letto un po’ di libri. Il primo, The Opus. La visione. Realizza i tuoi sogni! Diventa l’artista della tua vita, di Douglas Vermeeren (edizioni Tea), vuol essere una” fiaba moderna che ispira e illumina”. Ma più che una fiaba, è un polpettone trito e ritrito in cui l’autore scrive frasi come questa di pagina 17: «Il vostro Opus è diventare la migliore, la più grande, la più incredibile, doviziosa e straordinaria persona sia possibile diventare». O come quella che riporta a pagina 30, della sua amica Tami Walsh : «Siate voi stessi. Non conformatevi, non trasformatevi, trovate i vostri doni naturali. Li avete. Ne avete moltissimi. Andate avanti con quelli». Insomma, niente di nuovo sotto il sole. La storia, poi, non ha né capo né coda e racconta dell’incontro tra Vincenzo, un bambino, e un vecchio musicista che gli insegna a suonare il violino e lo aiuta a diventare uno dei musicisti più apprezzati al mondo. L’idea in sé sarebbe bella, ma è evidente il desiderio di scrivere un libro in fretta e furia sull’onda del primo successo. Già, perché Vermeeren è l’autore di The Opus – libro e documentario omonimo – un bestseller da milioni di copie.

Un altro libro, sempre edito da Tea, l’ho letto in treno e si chiama Un giorno uno sconosciuto mi diede una chiave, di Andrea Black, e sono arrivata in fondo soltanto perché ero su uno di quei Frecciabianca che attraversano l’Italia da ovest a est, tra compagni di scompartimento maleducati con un cellulare per orecchio, e l’omino che passa su e giù con il carrellino delle bibite, peccato che questa volta non l’avevano rifornito di acqua calda e quindi non poteva vendere nemmeno un misero tè. Andrea Black racconta la vicenda scialba di Leah, avvicinata da uno sconosciuto che, dopo averle consegnato una chiave, scompare tra la folla anonima. Ma Leah non è la sola ad aver ricevuto una chiave in regalo. Un anonimo bla, bla, bla.

Ma sulla insipida torta editoriale a due strati scopro la ciliegina rossa e fresca di Penney Peirce, sempre di Tea: Frequency. Il potere delle vibrazioni personali. Come usare l’energia per trasformare la nostra vita. Prefazione di Michael Bernard Beckwith. Traduzione di Bruno Amato. Un gran bel libro di 377 pagine pieno di esempi e con tanto di glossario che merita non solo una lettura, ma una rilettura attenta, poi uno studio approfondito anche perché offre, a ogni fine capitolo, la possibilità di esercitarsi sui temi trattati nelle pagine precedenti. È uno di quei libri che ha già trovato posto sul mio comodino, ormai famoso e ingombro, di cui ho già parlato altre volte nel mio sito. Un bel volumotto, di quelli che basterebbe leggere solo questo per capire tutto della vita, e a soli dieci euro. La Peirce parte dall’idea che l’umanità stia lasciandosi alle spalle l’era dell’informazione e stia entrando in quella dell’intuizione e che per sviluppare il nostro potenziale intuitivo è necessario utilizzare i princìpi della frequenza che regola l’energia e la consapevolezza. Tutto ciò che ci circonda è vibrazione e tutti noi possediamo una nostra personale frequenza vibrazionale. Il manuale insegna a individuarla e a metterci in sintonia con noi stessi e il mondo che ci circonda. Un libro che consiglio caldamente a tutti di leggere.

C’è poi Meditazioni per donne sempre di corsa di Anna Talò, pubblicato da Corbaccio, uno di quelli che porteresti volentieri, al posto di una bottiglia di vino, alla tua migliore amica che ti ha invitato a cena (€ 12,90, ma non vale naturalmente la lettura di un saggio del livello di Frequency, anche se la copertina cartonata e la sopracoperta colorata e divertente vi faranno fare bella figura). La Talò – giornalista, consulente editoriale, traduttrice (ha già pubblicato Le vere signore non parlano mai di soldi ) scrive con gusto e ironia di argomenti di solito pesanti e seriosi e offre molti spunti interessanti. Ottimo, agile, divertente e soprattutto utile, visto che racchiude 25 meditazioni per prendere fiato e ritrovare la serenità quando si è in macchina ferme a un semaforo, ci si fa la doccia o si stira.

Lascio per ultimo Il cambiamento. Dall’ambizione di avere alla consapevolezza di essere (Corbaccio, € 12,90), dell’amato Wayne W. Dyer, psicoterapeuta prima che scrittore e conferenziere di successo. Di Dyer, Corbaccio ha pubblicato Il tuo sacro io, Come fare miracoli, Credere per vedere, Inventarsi la vita, Dieci segreti per il successo e l’armonia, La voce dell’ispirazione (disponibili anche dall’editore Tea). Poi In armonia, La saggezza di ogni giorno, Che cosa volete davvero per i vostri figli?, C’è una soluzione spirituale per ogni problema, Il potere dell’intenzione, La saggezza del Tao, Niente scuse!.

Un assaggio di quanto scrive Dyer? «Sono tre i segnali che indicano la corretta via: fiducia in se stessi, fiducia negli altri e fiducia nella Sorgente dell’essere». E cita Lao Tzu in Tao Te Ching (pgg. 144-45):

“Voi credete di poter governare

l’univero e migliorarlo?

Io non credo che ciò sia possibile.

Ogni cosa (e ogni persona) sotto il cielo

è un vaso sacro e non può essere controllato.

Cercare di controllarlo porta alla rovina.

Cercare di afferrarlo è perso”.

Dimenticavo, il capitolo primo comincia con una citazione poetica tratta da Il profeta di Kahlil Gibran:

“Il vostro corpo è l’arpa dell’anima

e sta a voi trarne dolce musica

oppure suoni confusi …”

Che altro dire? Tra le due citazioni che ho riportato, c’è un libro tutto da leggere, un mondo di spiritualità  scritto in punta di penna.

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