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Yoga Tao o Tao Yoga?

25 gennaio, 2010 | Scritto da patrizia | Categoria: Spiritualità

Uno dei libri che da anni fanno parte della mia biblioteca “spirituale e alchemica” e uno di quelli che so a memoria si chiama Lo Yoga del Tao. Alchimia e immortalità, scritto da Lu K’Uan Yu e pubblicato in Italia da Edizione Mediterranee nel 1976, una sicurezza per noi che ci occupiamo di argomenti leggiadri.

Il libro del Tao

Il libro mi è stato suggerito dal mio amico Cristiano Palazzini, che è stato per sette anni anche il mio insegnante di Qi Gong e di alchimia taoista a Milano. A pagine 127, ai paragrafi due, tre e quattro, leggo a proposito della respirazione immortale”:

«(…) Quando la mia inspirazione immortale raggiunge i miei talloni, di fatto essa è andata dalla cavità originaria dello spirito (tsu ch’iao, fra e dietro gli occhi) al midollo allungato – la parte superiore, allargata, del cordone spinale, che forma la parte inferiore del cervello e controlla la respirazione, la circolazione, ecc. – il quale è collegato coi due canali psichici che partono dai talloni. Quando inspiro in tal modo, anche la mia concentrazione si porta da questa cavità al midollo allungato, spingendo il soffio (vitale) postnatale dai talloni nel sentiero dei talloni (tung chung) fino alla base della spina dorsale, poi lungo la colonna vertebrale fino all’occipite prima di raggiungere il cervello  (ni wan). Ciò indica che i talloni sono la radice dell’inspirazione immortale».

«Quando la mia espirazione immortale torna al midollo allungato nella cavità originale dello spirito (tra e dietro gli occhi), che è collegata alla cavità mortale alla base del pene (il perineo, ndr) , anche la mia concentrazione si sposta trasferendo il soffio vitale postnatale (che ha raggiunto il cervello) dal midollo allungato nel sentiero del tronco (tung ti), poi più giù (lungo il canale jen mo) attraverso la gola (e il torace fino) alla cavità chiang kung (il plesso solare) e il centro del tan t’ien inferiore, prima di raggiungere la porta mortale. Questo dimostra che la cavità mortale è la radice della esalazione immortale».

«Così il soffio vitale (postnatale) andrà su e giù indipendentemente dalla respirazione comune compiuta usando il naso e la bocca, e col tempo le sue ascese e discese continue metteranno in moto la vitalità prenatale, così che, quando il soffio vitale sale, la vitalità prenatale scende, e viceversa; ciò costituisce il funzionamento macrocosmico che continuerà senza fine e senza pause».

«Il mio maestro disse: “Se capirete perfettamente questa respirazione immortale, conseguirete l’immortalità».

Per chi pratica la Kundalini Yoga, la respirazione immortale avviene senza che se ne abbia consapevolezza, senza che si debba pensare a nulla. È però importante averne coscienza, sapere cos’è e avere la certezza che avviene. Fiducia innanzitutto.

Alchimia


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