Tao e lacrime. Istruzioni per l’uso.
Anche oggi attingo dalla mia biblioteca e in particolare dal mio amato Yoga del Tao, che Cristiano Palazzini, il mio maestro di Qi Gong e Alchimia taoista, mi suggerì di leggere diversi anni fa.
«Durante la formazione del feto nel grembo materno, nella prima fase il cielo genera l’elemento acqua nelle pupille degli occhi che sono collegati ai reni; nella seconda fase la terra produce l’elemento fuoco agli angoli degli occhi, che sono collegati al cuore; nella terza fase il cielo crea l’elemento legno nelle iridi, che sono collegate al fegato; nella quarta fase la terra produce l’elemento metallo nel bianco degli occhi, che è collegato ai polmoni; nella quinta fase il cielo crea l’elemento terra nelle palpebre, che sono collegate allo stomaco. Così le essenze di tutti i cinque visceri sono situate negli occhi, mentre lo spirito originario, pur avendo sede nel cervello, si manifesta anche mediante gli organi della vista.» (…)
«Se nel corpo vi sono infermità latenti, le pupille non sono limpide e il bianco degli occhi presenta ventaure rosse o giallastre». (…) La fisiologia afferma che gli occhi appaiono per primi, quando si forma il feto, e le pupille compaiono dodici giorni più tardi. L’anatomia ci insegna che le lacrime sono formate da un liquido che lava il globo oculare e che sotto la cavità nasale vi è un condotto per lo scarico delle lacrime e del muco, collegato con le viscere. È attraverso tale condotto che le infermità vengono espulse, non essendovi altro canale che serva allo scopo».
Saggezza antica, buona per risalire all’organo associato ogni volta che gli occhi bruciano, che sono stanchi, che viene voglia di stropicciarli. Parola di Tao.

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Lo Yoga del Tao. Alchimia e immortalità, Lu K’Uan Yu, Edizioni Mediterranee, Roma, 1976.
La lettura è composta da brani tratti rispettivamente a pg. 69, II° capoverso; pg 70, III° e IV° capoverso; pg 71, I° capoverso.