Per un morale alle stelle
Visto che è domenica, visto che è San Nicolò, visto che è una di quelle domeniche d’autunno grigie e umide, visto che ho bisogno di tirarmi su di morale, voglio dedicare a me stessa questa storiella zen. E quando dico a me stessa, intendo dire a tutte le donne che, come me, si guardano allo specchio ogni volta che possono: in quello di casa, dell’ascensore – peccato che non ci sia sempre – nel bagno del treno e dell’aereo; nelle vetrine dei negozi, nei vetri sporchi degli autobus e delle metropolitane che, essendo per l’appunto sporchi, sono gli unici che riflettono un’immagine decente anche se surreale, quindi credibile.

Larve in un cadavere.
Un sutra riferisce un mondo che ebbe luogo tra Sariputra e uno dei suoi discepoli, riguardo alle ossa di un cranio che si stava decomponendo in un cimitero. Vermi e larve brulicavano negli orifizi. Disse il discepolo al maestro:
«Che orribile spettacolo!».
«Le ossa che vedi» rispose Sariputra, «erano la testa di una donna stupenda. Sino alla morte non pensò che alla propria bellezza, e aveva amanti in gran numero. Immenso era il fascino che esercitava su di lei la bellezza. Neppure dopo la morte riuscì a distaccarsene; la sua coscienza si è perpetuata nel desiderio di un uomo ricchissimo! Il suo karma funesto l’ha trasformata in larve brulicanti in un cadavere che imputridisce».
Da: La tazza e il bastone. Storie zen narrate dal maestro Taisen Deshimaru. Traduzione di Isabella Farinelli. °31° Conoscenza religiosa. SE srl, Milano, 1983, pg 79.