Narici e cervello
La prima grande rivoluzione che possiamo attuare dentro di noi è quella della respirazione, o più precisamente, dell’inspirazione e dell’espirazione, visto che avviene in tempi diversi, che si rincorrono. Una di quelle cose che diamo per scontate, a cui non pensiamo mai se non perché ci manca il fiato quando abbiamo dato troppa corda al cane, quando siamo in montagna, quando la quantità di polveri sottili è alle stelle, o ancora quando temiamo qualcosa, siamo in una situazione di pericolo. In quest’ultimo caso in particolare, non riusciamo né a inspirare né a espirare, se non prendendo coscienza di quello che ci sta accadendo. La paura è una forza arcana che dobbiamo riuscire a trasformare.
Da secoli l’alimentazione ayurvedica, lo Yoga, il Nada Yoga o Yoga del suono e quello della respirazione hanno cambiato in meglio la vita di milioni di persone in ogni angolo del mondo. È un sistema a incastro: ne conosci una parte e ti viene la frenesia di saperne di più, sempre di più. Non ti basta mai. È una droga. Ho sviluppato anch’io questo genere di dipendenza. Così ogni volta che mi sento stanca, che un’allergia mi disturba, che manderei tutto e tutti in quel paese, mi abbandono al respiro di fuoco. Respiro cioè a stantuffo, con il ventre – lo gonfio inspirando e lo sgonfio espirando – soffiando come se fossi una locomotiva, calcolando più o meno due cicli al secondo, e contando fino a cento. Funziona sempre, qualsiasi sia il problema da affrontare. Il sangue circola, l’ossigeno sale al cervello, e ci si sente rinnovati nel corpo e nello spirito.

A proposito di respirazione, ho trovato queste righe in uno dei libri della mia biblioteca. Il titolo del capitolo è già un programma.
«Yin e yang, Ida e Pingala, sistema nervoso parasimpatico e simpatico. Quale che sia la sua tradizione, empirica o scientifica, l’essere umano avverte che il segreto della felicità e della salute passa per l’equilibrio delle due forze che lo attraversano. La respirazione è l’espressione più evidente di questo antagonismo. Inspirazione, espirazione: i movimenti sono opposti e complementari. Costituiscono il motore stesso della vita».

«Eppure, noi respiriamo male. Spesso stressati, siamo dominati dagli stimoli nervosi simpatici. Il nostro respiro è corto, rapido e superficiale. L’ossigenazione dei globuli rossi è modesta, la circolazione del sangue è rallentata e la quantità di energia disponibile per le cellule dell’organismo è debole. La sofferenza che ne deriva per il corpo aumenta lo stress. E noi respiriamo ancora peggio. Si crea un circolo vizioso. Un circolo di cui non abbiamo consapevolezza».
«Non avendo mai separato il corpo dello spirito, l’Oriente possiede tecniche efficaci per spezzare questo circolo infernale. Cinesi o indiane, agiscono tutte sulla respirazione e insegnano allo spirito come controllare i movimenti del corpo. Poiché la respirazione è l’unico meccanismo biologico che può essere sia consapevole sia inconsapevole, sia automatico sia volontario. In un primo tempo uno sforzo di attenzione consente di renderci consapevoli di quanto siamo contratti. In seguito, una inspirazione profonda basta per aumentare gli stimoli parasimpatici. L’equilibrio nervoso si ristabilisce, l’ossigenazione del sangue aumenta, le cellule producono maggiore energia, e il corpo, alleviato, si rilassa».
Vivere e guarire. Allegato a Ayurveda. Arte di vivere arte di guarire. Un film di Pan Nalin. DVD + libro, Feltrinelli Real Cinema, Milano, 2008. I brani sono tratti da pagg. 61 e 62.