La pietra filosofale
«Vinto dalle tue insistenti preghiere, carissimo fratello, mi propongo di descriverti in questo breve trattato sull’arte nostra diviso in otto capitoli, crete regole di operazioni semplici ed efficaci e di parlarti delle vere e autentiche tinture.»
«Avendo pace con Dio, tieni sempre fisso in mente il fine della tua opera; tieni per certo che, se avrai costantemente presenti queste regole che a me furono date da Alberto Magno, non dovrai andare in cerca di re e potenti, ma invece i re e i potenti ti onoreranno. Tu sarai stimato da tutti, servendo con questa arte i re e i prelati, giacchè non solamente tu potrai aiutare costoro, ma anche tutti gli indigenti, e quanto si è ricevuto gratuitamente, non deve essere dato per nessun prezzo in eterno.»
«Queste regole siano dunque inviolabilmente custodite e sigillate nel tuo cuore; Infatti nell’altro mio libro destinato al volgo ho parlato filosoficamente, ma a te ho scritto più apertamente, come a un figlio discretissimo, confidando nel tuo silenzio».
Tommaso d’Aquino, L’alchimia ovvero Trattato della pietra filosofale. Cura e traduzione di Paolo Cortesi. Edizione integrale con testo latino a fronte. Il brano è parte del capitolo: Trattato sull’arte alchemica di Tommaso d’Aquino dato a frate Reginaldo, pg. 57.