Internet e magia
«Come profetizzò Italo Calvino nel 1965: “Il territorio che il pensiero laico ha sottratto ai teologi è sul punto di cadere in mano ai negromanti“».
«L’evento è in piena attuazione e ha trovato il suo spazio sulla rete virtuale di Internet. Maghi, stregoni, veggenti, fatine affascinanti, gnomi laboriosi hanno i loro siti nel cyber-spazio: davanti al computer si compiono iniziazioni e sortilegi, si partecipa ai sabba, si operano vaticini, si proclamano prodigi. Internet è stata definita in un convegno pubblico e da un giurista cattedratico come la “dimostrazione che esiste la telepatia”. Peccato che le immagini dello schermo passino per il doppino telefonico e non attraverso non precisate onde cerebrali telepatiche …»
«Internet è certamente la nuova frontiera dell’esoterismo e della magia; per i patiti del mistero c’è solo da scegliere. (…) La magia “virtuale” coinvolge un numero impressionante di persone. Agire su internet non è solo una modalità tecnologica, ma viene proposta come un’esperienza di potere occulto. Si ritiene che la rete metta in circolo energie sacre e che possa legittimare eventi prodigiosi e taumaturgici. (…) ».

«I nuovi templi cibernetici hanno la pretesa di coagulare le energie sacre del cosmo e riversarle sugli utenti. Antiche divinità dimenticate sono evocate e adorate nello spazio virtuale: da Thor e il suo mantello magico al dio Mitra, da Kalì alla religione asatru, l’antico credo dei vichinghi norvegesi. Nei siti asatru, è frequente imbattersi in sacrifici rituali on line. (…) Ma la dea più amata è l’Iside egiziana, che ha moltissimi siti. (…)Non mancano i siti dei satanisti, in parte collegati al neopaganesimo, in parte autonomi. Lo scontro tra le forze del bene e del male si è spostato nel ciclo elettronico. (…) Anche la stregoneria fa affari d’oro con innumervoli siti che propongono elfi, folletti, streghe volanti, templi circondati da megaliti, pentoloni ribollenti. (…)»
«A prima vista la magia, con la sua tradizione arcaica, sembrerebbe porsi agli antipodi del mondo tecnologico-digitale, ma non è così. Anzi la rete (specialmente nelle sue nicchie di realtà virtuale) appare come un regno magico in cui tutto è possibile. (…) Una pletora di gruppi sono nati grazie a Internet e sono imperniati sulla potenzialità magica del computer e della rete: il cyber-spazio non è solo veicolo di sacralità, ma è sacro esso stesso. Molti intravedono nella struttura virtuale di Internet una sorta di imitazione della mente di Dio». (…)

«Esiste una coincidenza tra la magia e la più rarefatta tecnologia, come sostiene il tecno-sciamano Mark Pesce: “Il cyber-spazio e il piano astrale degli occultisti sono coincidenti: entrambi sono informazione in azione … Il mondo fisico non possiede i contenuti magici che riscontriamo nel cyber-spazio … Ed esso ci insegna le vie della magia insita nella natura”».
«La cultura di rete legittima un fraintendimento fatale. Proprio nel mondo virtuale la magia si mostra, pur nel suo splendore telematico, per quello che è: il mondo della grande illusione. Come Prospero, il mago protagonista della Tempesta di Shakespeare, così il cyber-esoterico consapevole potrebbe dire: “Tutto si sfalderà nell’aria, nell’aria sottile / tutta la costruzione senza fondamenta di questa visione, / le torri sormontate da nubi, i palazzi fastosi, /i templi solenni, il grande globo stesso / tutto si dissolverà come questo spettacolo che svanisce / non lasciando dietro di sé nemmeno una nube leggera”».

Cecilia Gatto Trocchi, Storia esoterica d’Italia, Prefazione di Rino Cammilleri, Piemme, Alessandria, 2001, capitolo XVI: Internet: nuovo spazio per antiche magie, pgg. 245-249.