Quando il samsara è solo un concetto
«Nota del curatore: quello che segue è un testo di Dzogchen per la prima volta tradotto in lingua occidentale. In esso l’autore, un grande maestro Nyingmapa, Ju Mipham Namgyel (1846-1914), indica in pochi versi la “vera natura della mente”».
«Nel momento fortunato dello stato finale, per quanto riguarda le quattro fasi (relative a camminare, stare seduti, mangiare e dormire), avviene una trasformazione dei prana karmici e delle tendenze abituali da cui sorgono tutti i concetti. si possiede la capacità di rimanere nella città della saggezza innata e immutabile. Ciò che viene detto samsara è solo un concetto. La grande saggezza trascende tutti i concetti. In questo momento qualsiasi cosa sorga si manifesta completamente perfetta. Lo stato della grande chiara luce è continuo – giorno e notte. È al di là della linea di demarcazione fra presenza e distrazione; non può deviare dal suo stato grazie alla consapevolezza della condizione originaria onnipervadente. In questo momento non si ottiene qualcosa per mezzo dello sforzo. Tutte le qualità della base e della via, senza eccezione alcuna: chiaroveggenza, compassione, ecc., si manifestano automaticamente; e si sviluppano come cresce l’erba in estate. Libera da apprensione e presunzione, al di là di speranza e timore, è la beatitudine mai nata che non conosce fine, immensa come il cielo. Questo grande yoga è (come) il gaio Garuda nel cielo dell’equanime Grande Perfezione. Meraviglioso!»

«Dopo essersi basati sulle istruzioni essenziali di un maestro, il metodo per manifestare questa saggezza fondamentale è portare a termine le due accumulazioni (di merito e saggezza) immense come l’oceano. E allora, senza difficoltà (la realizzazione) sarà nel proprio pugno. Meraviglioso!»
«Grazie al potere di questa spigazione possano tutti gli esseri giungere a vedere il giovane Manjusri, (il quale è) l’attività compassionevole della propria consapevolezza; il supremo maestro, e l’essenza del diamante (lo Dzogpa Chenpo della chiara luce)».

«In tal modo, possiamo noi tutti raggiungere la perfetta illuminazione in questa stessa vita».
Scritto da Mipham Jamyang Dorje Rinpoche, tradotto da Khempo Palden Sherab, Khempo Tsewong Dongyal, Deborah Lockwood, Michael Katz.
Namkhai Norbu, Lo Yoga del sogno e la pratica della luce naturale. Le antichissime tecniche tibetane dello Dzogchen ci insegnano a entrare nella realtà del sogno per controllarlo, trarne aiuto e ispirazione e per raggiungere una maggiore consapevolezza lungo la via della liberazione. A cura di Michael Katz, edizione italiana a cura di Adriano Clemente, Astrolabio, Ubaldini Editore, Roma, 1993, capitolo 5, “Il Buddha nel palmo della mano”, pgg101-102.