Buddhismo e vesti giallo zafferano
Faccio anche oggi una citazione da Alla ricerca del Buddha, perché è un libro che mi ha appassionato nella sua semplicità, nel suo stupore e che ho letto più di una volta. Uno di quei libri che comperi perché ha una copertina accattivante che promette una lettura divertente, ma che invece comincia in modo estremamente serio, come voi stessi potete constatare dalle prime righe che pubblico qui sotto, e finisce con qualche nota personale amara dell’autore, Perry Garfinkel. Un buon mix di incontri, interviste – compreso l’immancabile Dalai Lama – e accenni alla vita privata. Sembra che a qualcuno – come a Perrry Garfinkel, appunto, che, per inciso, è un giornalista del National Geographic – capiti sempre di trovare i personaggi giusti lungo il proprio cammino.
«L’uomo che mi ha insegnato di più sul buddhismo non era un monaco con il capo rasato e la veste giallo zafferano. Non parlava in sanscrito né viveva in un monastero sull’Himalaya. A dir la verità, non era nemmeno buddhista».
«Si chiamava Carl Taylor e non si era mai mosso da San Francisco. Doveva avere al massimo cinquant’anni e mi sembrava molto infreddolito, lì in quel letto con lo schienale rialzato nel giardino del reparto per malati terminali del Laguna Honda Hospital, nei pressi di Twin Peaks, a San Francisco. Era un pomeriggio d’estate. Con quel cielo di un blu perfetto che spesso in questa città significa un gelo che ti penetra nelle ossa. Carl stava morendo di cancro». (…)

«Lo Zen Hospice Project è un esempio di “buddhismo socialmente impegnato”, una definizione coniata dal monaco Thich Nhat Hanh, che fu esiliato dal Vietnam negli anni Sessanta per il suo attivismo pacifista e non-violento». (…)

«Nella sua comunità di Plum Village, nel Sud della Francia, assieme ad altri gruppi ospita regolarmente israeliani e palestinesi in workshop dedicati al tema della risoluzione del conflitto e della negoziazione di pace. Questi incontri (…) spesso si aprono in un clima di animosità ma, altrettanto spesso, si concludono tra gli abbracci». (…)

«”Con tutto questo buddhismo impegnato, prima si deve imparare ciò che ha imparato il Buddha stesso, cioè a fermare la mente. A quel punto non sei tu a prendere l’iniziativa: è l’iniziativa a prendere te”». (dice Thich Nhat Hanh, ndr).
Perry Garfinkel, Alla ricerca del Buddha. Un inviato speciale sulle vie della Verità, della Felicità, dell’Illuminazione, e dell’uomo che le trovò, Sonzogno Editore, Rcs Libri, Milano, 2007, pgg 15, 17, 18