L’atomica a pressione
Chi non è più giovanissimo ricorderà che veniva chiamata semplicemente “l’atomica”, perchè era considerata una bomba di acqua bollente lì lì sul punto di esplodere. E a qualche disattento è esplosa veramente schizzando ovunque resti di minestrone di verdura sulla parete di cucina appena ridipinta o peggio ancora carbonizzando la carne da brodo per aver dimenticato di aggiungere il giusto contenuto di acqua, un po’ come succede ad un’altra bomba atomica domestica, la macchinetta del caffè.
A noi in famiglia non è mai successo niente di simile, ma qualcosa di terrorizzante, anche se con un finale felice, c’è pur stato.
La prima pentola a pressione, l’atomica appunto, è entrata in casa quando io avevo solo tre anni e ricordo che aveva un sibilo infernale. Il fischio mi spaventava moltissimo e, non appena sentivo che quello strumento andava riempiendosi di vapore, mi nascondevo sotto il tavolo da cucina con il ripiano di marmo. Finchè un giorno, improvvisamente liberata da ogni timore, mi lanciai verso la cucina economica e letteralmente abbracciai l’atomica ancora in ebollizione sotto gli occhi terrorizzati di mamma e nonna.
A dispetto del suo nome, la pentola fu molto gentile con me e non sputò fuori nè il vapore nè il contenuto: un comportamento da vera signora. La mia pelle ne soffrì per qualche mese e fu riparata da una pomata alla candelula di colore giallastro e dall’odore inconfondibile. A distanza di quasi mezzo secolo, nessun segno di quella brutta ustione è presente sul petto e neppure sul braccio.
Dopo molti anni, quella prima pentola, che peraltro sopravvisse ai miei assalti e alla mia longeva nonna, fu sostituita da una più moderna e anche questa non ha mai conosciuto soste: lavora tutti I giorni, anzi più volte al giorno.
Cresciute con queste vecchie e salutari abitudini, mia sorella ed io non possiamo nemmeno immaginare cosa sarebbe la nostra vita di casalinghe a tempo perso senza la più attendibile delle pentole.
Insalata di patate al formaggio
Dosi per 4 persone
Ingredienti:
1/2 chilo di patate
1 1/2 di formaggio latteria fresco, Asiago, ecc.
1 vasetto di joghurt magro
2 cucchiai di olio
1 cucchiaino di semi di finocchio
1 spolveratina di paprica per il colore
Bollire le patate con la buccia nella pentola a pressione con poca acqua per mantenere intatto il sapore ed evitare l’aggiunta di sale. Spellarle e affettarle piuttosto grosse per evitare che si rompano.
Tagliare il formaggio molto sottile, unire alle patate. Condire con l’olio, lo joghurt e i semi di finocchio.
Spolverare con la paprica prima di servire.
Minestra di riso e fagioli
Dosi per 4 persone
Ingredienti:
200 grammi di riso
200 grammi di fagioli secchi
1 piccola cipolla, 1 carota, 1 foglia di alloro, una manciata di prezzemolo, olio, sale
Lasciare a bagno I fagioli in acqua per una notte.
Cuocere I fagioli in pentola a pressione insieme alla carota, la cipolla e l’alloro.
Passare la metà dei fagioli al setaccio e riversare il composto in pentola. Tenere da parte l’altra metà dei fagioli.
Cuocere il riso nel passato di fagioli allungato con 1/2 litro d’acqua. Due, tre minuti prima della fine della cottura, unire I fagioli interi. Togliere dal fuoco e aggiungere il prezzemolo tritato.
Lasciar depositare la minestra qualche minuto prima di servire. Aggiungere un cucchiaio d’olio nel piatto.
Passato di zucca
Dosi per 6 persone
Ingredienti:
1/4 di zucca (800 grammi circa)
2 cipolle
1 patata media
1 dado
noce moscata
Togliere la scorza alla zucca, dividerla in 8 pezzi. Cuocere in pentola a pressione per 10 minuti circa insieme a 2 bichieri d’acqua, alle cipolle lavate, pulite e tagliate in quarti, alla patata sbucciata e tagliata in quattro.
Frullare o passare al setaccio. Rimettere il composto in pentola ed eventualmente aggiungere un po’ d’acqua o di latte magro fino ad ottenere la consistenza desiderata. Portare a ebollizione.
Servire la crema con crostini. Se piace, aggiungere una spolveratina di noce moscata.