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Manhattan sul Pacifico

9 maggio, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Storie Usa, Storie di cucina

Barbecue a carbonella

In California ci siamo raffinati nell’arte tutta americana del barbecue. Il nostro maestro indiscusso era Christian. Christian si trasferì a Los Angeles una sera di marzo. Aveva lasciato New York che ancora nevicava. Lo accolse una California in versione eterna primavera, una di quelle notti magiche in cui ti chiedi se è l’aria che sa di mimosa o se sei tu che hai esagerato con il profumo. Christian lavorava per una banca tedesca. Sua moglie, Lisanne, lavorava per una casa editrice americana. Prima di partire lei ci telefonò esponendoci uno strano problema: ma a Los Angeles dove si lava la biancheria? Dapprima non capimmo. La biancheria si lava in lavatrice, o no? Poi ci ricordammo che a New York, visto lo spazio ridotto, generalmente non si tengono lavatrice e asciugatrice in casa, ma ogni palazzo ha un locale comune negli scantinati che serve tutti gli inquilini. A Los Angeles non è così e si possono tenere gli elettrodomestici dove si vuole: in casa, nel retrocucina o in garage. Ma la domanda era sintomatica della percezione che i nuovaiorchesi hanno della California, terra selvaggia. Pensammo: speriamo bene.
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La legge del buco e le affettatrici dell’Ohio

26 aprile, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Storie Usa

I buchi del formaggio Emmentaler. Agency: Swiss Publicis, Zurich; Creative Director: Markus Gut; Copywriter: Roy Spring; Art Director: Viviana Chiosi

Nell’anno Mille la Val d’Emme è immobile. L’Emme è il fiume che nasce tra le montagne di Berna e, scorrendo, per forza d’inerzia unisce il lago di Brienz al fiume Aar, affluente di sinistra del Reno. Le mucche pascolano tranquille inseguendo il loro destino fino a far esplodere le mammelle. I contadini le mungono due volte al giorno e raccolgono il latte in grandi contenitori. I batteri fermentano nel latte ma vi rimangono imprigionati: nemmeno loro riescono a scappare dalla Val d’Emme. Il gas che i batteri  producono si concentra  in alcuni punti della pasta e forma dei buchi. I buchi sono l’essenza del formaggio Emmentaler, il formaggio della val d’Emme. Continua a leggere »

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Gianni Giotta, pioniere del caffè espresso nel Far West

5 aprile, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Storie Usa

Gianni Giotta e Patrizia Sanvitale al Caffè Trieste; San Francisco 22 giugno 2002

È sabato mattina  e tira vento a San Francisco. Le raffiche sbattono la pioggia sulle vetrine dei negozi di North Beach, il quartiere italiano e cuore letterario della città,  al confine tra Chinatown, il Distretto finanziario  e l’Embarcadero. La pioggia non risparmia City Lights, la libreria che Lawrence Ferlinghetti, poeta, editore ed esponente di punta della Beat Generation, apre nel 1953 al 261 di Columbus Avenue, la via principale di North Beach, appena passata Broadway.  Subito diventa il ritrovo di artisti e letterati e tuttora è una delle librerie e case editrici più famose al mondo. Di qua sono passati tutti gli scrittori della generazione perduta: Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Borroughs, Neal Cassidy.
A mezzogiorno, dopo aver comprato una mezza dozzina di libri, ho una voglia di caffè che mi porta via. Un espresso vero, intendo dire, non un surrogato qualsiasi. Attraverso la strada, prendo una salitina, incrocio Grant Avenue e proprio all’angolo, al 609 di Vallejo Drive, mi imbatto nel Caffè Trieste. Entro, mi faccio largo tra i turisti, ordino un espresso e, sempre in inglese, chiedo: questo locale ha un nome di fantasia o il proprietario era di Trieste? La signorina che serve al banco mi guarda fisso negli occhi e poi mi dice: Mio nonno xe de vizin de Trieste.  Lei la xe de Muggia? No, de piazza Garibaldi, dico io. Good, bene. Nono xe de Rovigno. Per un attimo rimango senza parole. È evidente che la ragazza, da dietro la macchina dell’espresso, sta controllando la veridicità delle mie origini.  Nono non xe qua, el vien dopo pranzo per el conzerto dele due, aggiunge in un triestino un po’ arrugginito. Concerto? Si, semo una famia de cantanti.  I vien de tute le parti per scoltarne.  Arie de la Bohème ma anche canzoni country&western. Voglio conoscere suo nonno, dico. Se la spetta,  lo ciamo a casa. Confabulano al telefono, il nonno mi vuole parlare – in dialetto, naturalmente – e quando capisce che, per davvero, vengo da Trieste, la sua gioia diventa incontenibile. Femo l’intervista prima del conzerto. Va ben tra un’oreta? D’accordo. Vado in albergo a prendere il registratore e torno. Continua a leggere »

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L’altro deserto

24 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Storie Usa

Anza Borrego State Park, California

È un deserto con un’oasi di mille palme e una sola duna. Ha la sabbia, ma non è dorata. È, invece, disseminato di montagne, canyon, colline, rocce e cactus spinosi. È Anza-Borrego. Per i californiani, è “l’altro deserto”. Più caldo di Death Valley, meno conosciuto e meno frequentato di Palm Springs. Un deserto per gente vera. Una terra vasta e affascinante che rivela il suo carattere solo a chi lo affronta con coraggio, umiltà e rispetto, e voglia addentrarsi – a piedi con lo zaino in spalla, in sella a una mountain bike o, più comodamente, alla guida di una jeep a quattro ruote motrici – tra gli ottocento chilometri di strade e sentieri sterrati che lo attraversano in lungo e in largo. A questi viaggiatori, e solo a questi, riserva i suoi segreti più preziosi.

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Il mistero delle sardine scomparse

20 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette USA, Storie Usa

Cannery Row, Monterey, California

Più avanti si apre un mondo di sardine. È a Monterey, ex capitale dello stato della California, nel regno di John Steinbeck, il premio Nobel per la letteratura 1962 a cui la nativa Salinas, un villaggio di coltivatori d’insalata nell’entroterra, ha dedicato un museo e centro di ricerca. Fa un certo effetto camminare lungo il vicolo Cannery (Cannery Row) reso celebre dal romanzo omonimo. Qui nella prima metà del secolo c’era il più importante centro mondiale di produzione di sardine. Si vagheggia ancora oggi delle oltre centomila tonnellate di pesce catturato annualmente, con punte di duecento e passa tonnellate negli anni delle vacche grasse. Lungo il vicolo Cannery si contavano, allora, ben 19 aziende di inscatolamento e 20 di lavorazione indotta. La flotta peschereccia ancorata al largo del Fisherman Wharf, brulicava di battelli, oltre un centinaio. Le cronache riportano che in quel lontano 1950  il bottino  fu di 132mila tonnellate. Continua a leggere »

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