Browse > Home / Archive by category 'Storie di cucina'

| Iscriviti al Feed RSS

Mente e corpo, indissolubili

16 marzo, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Storie di cucina

«Non si può toccare un fiore senza turbare una stella, né sfiorare un solo atomo del corpo senza turbare un neurone. Perché persino un pensiero è un campo elettrico, un piccolo vortice, come i gorghi che si formano nei fiumi, con una sua carica energetica, che risuona nel corpo, nell’ambiente circostante e nell’universo».

«L’ago infisso in un punto lungo il tracciato dei meridiani “viaggia” ben oltre il tempo e lo spazio della fisicità. Ogni emozione, in Medicina Cinese, è considerato un evento non solo mentale, ma anche biochimico ed energetico, che modifica l’intero campo energetico del nostro essere. E può essere “corretta” e riarmonizzata attraverso il cibo». (…)

«È la dietetica, infatti, la via maestra al benessere del corpo e della mente: scegliere un cereale, un ortaggio, un frutto o un pesce piuttosto che un altro, in un determinato momento dell’anno e della propria vita, è un modo per assimilare l’energia della natura in quel particolare momento cosmico e ri-sintonizzarsi sulla medesima lunghezza d’onda del cosmo: ci si mantiene in salute quanto più si riesce ad assecondare la corrente».

Rosalba Pagano, La dietetica cinese, Xenia Tascabili, Milano, 2003, capitolo 4, Tipologie e prescrizioni dietetiche, pg 41.

Tags: , ,

Istruzioni per una ciotola di riso

13 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Spiritualità, Storie di cucina

«Fin dall’antichità, nelle comunità che praticano la Via del Buddha, sono stati istituiti sei incarichi per dirigere gli affari del tempio. I monaci responsabili di ciascun incarico sono tutti discepoli del Buddha, e svolgono le attività del Buddha tramite i propri compiti rispettivi. Tra questi vi è il tenzo, responsabile della preparazione dei pasti per la comunità»

Così comincia Istruzioni a un cuoco zen. Ovvero come ottenere l’illuminazione in cucina, scritto da Dogen nel 1237, all’età di 37 anni, essendo nato nel 1200. Dogen Zenji fu un maestro zen illuminato e uno dei più grandi pensatori del Paese del Sol Levante, che raggiunse l’illuminazione durante il suo soggiorno di studi in Cina. Rientrato in Giappone, fondò la scuola zen soto, ancora oggi una delle più seguite. Morì nel 1253. Istruzioni a un cuoco zen è ancora oggi considerato una pietra miliare nella comprensione dello zen e della pratica dello zazen, la meditazione seduta.

Dogen

«Nel corso dei secoli, molti grandi maestri e patriarchi, quali Guishan Lingyou e Dongshan Shochu (antichi zen master, ndr), hanno svolto la funzione di tenzo. Benché il compito sia proprio quello della preparazione dei pasti, nello spirito è diverso dal lavoro del cuoco o sguattero ordinario». (…) «Nel lavare il riso, levate tutto la polvere. Nel farlo, non perdete neppure un chicco di riso. Quando esaminate il riso, guardate contemporaneamente la polvere; quando esaminate la polvere, guardate anche il riso. Osservateli entrambi con attenzione. Allora, preparerete naturalmente un pasto che contiene i sei sapori e le tre qualità». (…) «Pulite i bastoncini, i mestoli, e tutti gli altri utensili; maneggiateli con ugual cura e consapevolezza, riponendo ogni cosa al suo posto naturale. Concentrate la mente sul vostro lavoro e non lasciate in giro le cose trascuratamente».

Continua a leggere »

Tags: ,

Cibo e meditazione

12 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Psicologia, Spiritualità, Storie di cucina

Il Dalai Lama è il Dalai Lama. Daniel Goleman è uno dei direttori del Consorzio per la ricerca sull’intelligenza emotiva della Rutgers University e membro dell’American Association for the Advancement of Science, oltre ad essere autore di diversi libri di successo, quali Intelligenza emotiva.

Mente corpo e sfera emotiva sono gli argomenti di cui parla il saggio a cura di Daniel GolemanConversazioni con il Dalai Lama. Le emozioni che fanno guarire – che raccoglie alcuni interventi significativi fatti da scienziati rigorosi e maestri buddhsti, alla presenza del Dalai Lama, nel corso della Mind and Life Conference che si è tenuta nel 1991 a Dharamsala, in India.

Il brano che segue è tratto dal capitolo La consapevolezza come medicina, al paragrafo: Ansia e fisica mentale, a pagina 126.Riporta la conversazione tra Sharon Salzberg, Jon Kabat-Zinn con interventi del Dalai Lama. Sharon Salzberg presenta alcune tecniche di meditazione della tradizione theravada – degli anziani – e Jon Kabat-Zinn, che insegna alla Stress Reduction Center Clinic dell’University of Massachusetts Medical Center di Worcester – parla della consapevolezza e della meditazione non in termini di spiritualità o di religiosità, ma come di una forma di aiuto a persone sofferenti affinché imparino a migliorare il proprio stato di salute fisica, emotiva e mentale.

1gol

Scrive Salzberg a proposito della meditazione che pratica: «È una tecnica che proviene dalla tradizione theravada e mi è stata insegnata dai miei maestri di pratica vipassana. Diamo loro (ai pazienti, ndr) tre chicchi di uvetta e li esortiamo a mangiarli uno per volta, con la massima consapevolezza. Per ogni chicco dovranno impiegare non meno di cinque minuti: li dovranno guardare, toccare, appoggiare sulla punta della lingua, infilarseli in bocca, e infine morderli e gustarne il sapore. Sono certo che con un po’ d’immaginazione riuscirete a sentirne il gusto anche voi. Mangiare è una delle cose che gli occidentali fanno più inconsapevolmente di qualsiasi altra. Molti dei nostri pazienti hanno problemi di sovrappeso: mangiano perché sono ansiosi o depressi, spinti da ragioni emotive – non mangiano perché il corpo è affamato, ma perché la loro mente lo è. Questo tipo di appetito che nasce dall’avidità non li soddisfa mai e non produce alcuna saggezza. Attraverso la consapevolezza del cibo, cerchiamo di sviluppare una nuova percezione delle cose». Continua a leggere »

Tags: , ,

Capodanno, ostriche e Casanova

31 dicembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Natale, Storie di cucina

Raffinata e gustosa, l’ostrica è il modo migliore per concludere degnamente la fine dell’anno sia che si scelga di organizzare un grande party sia che si opti per una cenetta intima e romantica. La leggenda che le ostriche siano afrodisiache è in relazione all’alto contenuto di vitamine del gruppo B e ai sali minerali, in particolare lo zinco. A questo proposito si narra che Giacomo Casanova – famoso per le sue avventure galanti – fosse un estimatore di ostriche e che iniziasse la giornata mangiandone 50 a colazione. I molluschi si servono crudi in piatti da 12 dopo averne pulito il guscio ma senza sciacquarli.

Tags: ,

Vischio, o la scopa del fulmine

29 dicembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Natale, Storie di cucina

Il vischio – pianta ritenuta magica e curativa che non affonda le radici nella terra ma vive sulla corteccia di alcuni alberi – è uno dei simboli del solstizio d’inverno. Per queste sue caratteristiche, in passato, i popoli del Nord Europa ribattezzarono il vischio “scopa del fulmine”, in quanto credevano che nascesse dall’impatto tra un fulmine e il tronco di un albero.

Secondo la leggenda, la scintilla che ne scaturisce sarebbe un’emanazione divina e il suo significato intrinseco è strettamente legato al concetto alchemico di Oro filosofale, tanto più che il ramo di vischio assume una bella colorazione dorata qualche mese dopo essere stato tagliato. Questa è la ragione per cui, ancora oggi, si regala il vischio a Natale.

Prima della nascita di Gesù, la pianta era associata a Venere, dea dell’amore, ed è a lei che si rifà l’usanza di baciarsi sotto il vischio.

Con l’avvento della religione cristiana, il concetto di amore tra due persone fu esteso all’umanità intera.

Tags: