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Chef esperto in Nua Phad Prig Sod e Pla Lard Prog, cercasi

20 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette USA, Storie Usa

Wolfgang Puck

La cucina di frontiera (la Fusion cuisine) è sbarcata persino a New York, che, per chi conosce la rustichezza e la scontrosità della sua gente, è come se ti dicessero che i banchieri di Wall Street vanno in ufficio col surf sul portabagagli dell’auto, al pari dei loro colleghi californiani. Lì, spesso, le influenze asiatiche sono sostituite, magari, dall’est europeo, dall’Africa del nord, ma il principio è più o meno lo stesso. Al menu italo-polacco del New TriBeCa Diner, per esempio, sovrintende Hussein Hussein, un egiziano che non sa niente di cucina egiziana, nè ha mai messo piede in Polonia, ma ha lavorato in ristoranti italiani. Una delle cuoche, Halina Sokolowska, cucina polacco, ma non parla nè inglese, nè egiziano. Per converso, Hussein non spiccica una parola di polacco, ma ha insegnato a Halina come fare gli gnocchi e le fettuccine primavera. Insomma, buon appetito. Continua a leggere »

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Un siciliano sulla West Coast

20 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette USA

Santi Visalli con l'autrice di questo blog

Il nostro amico Santi Visalli si è traferito a Santa Barbara. Santi è un fotografo di fama, siciliano trapiantato a New York e oggi ritiratosi sulle coste del Pacifico dove, dopo una vita spesa a raccontare storie per immagini, a sfuggire a situazioni poco ortodosse – come quella volta che eludendo i controlli della polizia federale e della mafia stessa, riuscì a intrufolarsi al cimitero e a fotografare il funerale di Joe Gambino, il capo di tutti i capi delle famiglie nuovaiorchesi – dà sfogo alla sua seconda passione, la gastronomia: coltiva pomodori, lattughe, cetrioli, fagiolini. Fra un raccolto e l’altro si perfeziona nella sua ricetta preferita: le linguine al vino. Continua a leggere »

La carrozza ristorante della città delle nebbie

20 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette USA

Fog City Diner, San Francisco

Il diner, quello vero, è un vagone ristorante fuori servizio, parcheggiato, di solito, lungo una strada di grande traffico. È un’istituzione nata più di sessant’anni fa in America e di cui l’America è disseminata. I diner si trovano dappertutto –  a Manhattan come a Chicago, a Minneapolis come a Miami, tra le montagne del Colorado e le pianure del Kansas. A  Los Angeles ce n’è uno famosissimo proprio sul Sunset Boulevard. I migliori – anzi il migliore, il Fog City Diner – è a San Francisco. I diner si vantano di servire pasti ventiquattro ore su ventiquattro e di non chiudere mai. Mai un giorno di festa. Il principio, da questa parti, è uno solo: meglio far ruotare i turni dei camerieri che perdere un cliente. Continua a leggere »

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Wish you were here

20 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette USA

L’attrazione principale di San Francisco, per gli americani, non è nè il Golden Gate, nè la discesa mozzafiato e tutta curve di Lombard Street, nè le colline di Sausalito con le loro case vittoriane, ma la raffinatezza della sua cucina. I più di tremila santuari dedicati al cibo, se si considera solo il perimetro della città, la dicono lunga sulla passione per la gastronomia di chi ci abita. Ogni angolo di strada è stato trasformato in una pasticceria o in un ristorantino dall’atmosfera intima e gradevole e gli alberghi di lusso si  distinguono per le delicatezze e la varietà dei piatti che propongono e fanno a gara per arruolare i più famosi e creativi cuochi del mondo. Per non parlare delle trattorie a conduzione familiare, delle birrerie, delle enoteche dove assaggiare i vini provenienti dalla Wine Country. Continua a leggere »

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Il monumento alla vongola perduta

20 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Ricette USA

Monumento alla vongola, Pismo Beach, California

Pismo Beach, la capitale mondiale delle vongole, è una tappa obbligata sulla strada per Carmel. È a circa quattro ore di macchina a nord di Los Angeles. È uno sputo di città acquattata in un punto strategico della Uno dove, di solito, il serbatoio dell’auto langue e lo stomaco necessita calorie.
Il posto è di quelli che ti muove l’appetito solo a vederlo e tutto quello che sogni è di sederti  a una trattoria con pergolato e vista sull’oceano, ordinare una caraffa di vino nuovo ghiacciato e strafogarti di vongole: gratinate, in bianco per il risotto,  col sugo rosso per gli spaghettini all’uso meridionale, saltate con prezzemolo e aglio. Col cavolo. Nel senso di imprecazione. La delusione è cocente, come in qualsiasi altro posto in America dove la bellezza della natura è mozzafiato si applica una legge infallibile: più il posto è bello, più mangi male.
In California vige un’ulteriore norma: dare le spalle a qualsiasi panorama di quelli che, a un italiano normale, viene fame solo a guardarlo. Sull’oceano, poi, la regola è ferrea. Evidentemente i pionieri che colonizzarono questo paese erano terraioli e un filo masochisti. Marciarono come muli dalla costa dell’est a quella dell’ovest e quando arrivarono alla fine della terra ferma, sulle spiagge della California ancora non attraversate dalle bagnine di Baywatch, si devono essere detti: eccoci arrivati. Girarono i loro carri verso l’entroterra dando le spalle all’oceano e si sedettero. Da allora non è cambiato niente. Continua a leggere »

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