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	<title>Alchimie &#187; Ricette Trieste</title>
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	<description>Queste sono le storie che vi voglio raccontare</description>
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		<title>L&#8217;atomica a pressione</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 21:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non è più giovanissimo ricorderà che veniva chiamata semplicemente “l’atomica”, perchè era considerata una bomba di acqua bollente lì lì sul punto di esplodere. E a qualche disattento è esplosa veramente schizzando ovunque resti di minestrone di verdura sulla parete di cucina appena ridipinta o peggio ancora carbonizzando la carne da brodo per aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi non è più giovanissimo ricorderà che veniva chiamata semplicemente “l’atomica”</strong>, perchè era considerata una bomba di acqua bollente lì lì sul punto di esplodere. E a qualche disattento è esplosa veramente schizzando ovunque resti di minestrone di verdura sulla parete di cucina appena ridipinta o peggio ancora carbonizzando la carne da brodo per aver dimenticato di aggiungere il giusto contenuto di acqua, un po’ come succede ad un’altra bomba atomica domestica, la macchinetta del caffè.<br />
A noi in famiglia non è mai successo niente di simile, ma qualcosa di terrorizzante, anche se con un finale felice, c’è pur stato.<br />
La prima pentola a pressione, l’atomica appunto, è entrata in casa quando io avevo solo tre anni e ricordo che aveva un sibilo infernale. Il fischio mi spaventava moltissimo e, non appena sentivo che quello strumento andava riempiendosi di vapore, mi nascondevo sotto il tavolo da cucina con il ripiano di marmo. Finchè un giorno, improvvisamente liberata da ogni timore, mi lanciai verso la cucina economica e letteralmente abbracciai l’atomica ancora in ebollizione sotto gli occhi terrorizzati di mamma e nonna.<span id="more-33"></span><br />
A dispetto del suo nome, la pentola fu molto gentile con me e non sputò fuori nè il vapore nè il contenuto: un comportamento da vera signora. La mia pelle ne soffrì per qualche mese e fu riparata da una pomata alla candelula di colore giallastro e dall’odore inconfondibile. A distanza di quasi mezzo secolo, nessun segno di quella brutta ustione è presente sul petto e neppure sul braccio.<br />
Dopo molti anni, quella prima pentola, che peraltro sopravvisse ai miei assalti e alla mia longeva nonna, fu sostituita da una più moderna e anche questa non ha mai conosciuto soste: lavora tutti I giorni, anzi più volte al giorno.<br />
Cresciute con queste vecchie e salutari abitudini, mia sorella ed io non possiamo nemmeno immaginare cosa sarebbe la nostra vita di casalinghe a tempo perso senza la più attendibile delle pentole.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Insalata di patate al formaggio</span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
1/2 chilo di patate<br />
1 1/2 di formaggio latteria fresco,  Asiago, ecc.<br />
1 vasetto di joghurt magro<br />
2 cucchiai di olio<br />
1 cucchiaino di semi di finocchio<br />
1 spolveratina di paprica per il colore<br />
Bollire le patate con la buccia nella pentola a pressione con poca acqua per mantenere intatto il sapore ed evitare l’aggiunta di sale. Spellarle e affettarle piuttosto grosse per evitare che si rompano.<br />
Tagliare il formaggio molto sottile, unire alle patate. Condire con l’olio, lo joghurt e i semi di finocchio.<br />
Spolverare con la paprica prima di servire.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Minestra di riso e fagioli </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
200 grammi di riso<br />
200 grammi di fagioli secchi<br />
1 piccola cipolla, 1 carota, 1 foglia di alloro, una manciata di prezzemolo, olio, sale<br />
Lasciare a bagno I fagioli in acqua per una notte.<br />
Cuocere I fagioli in pentola a pressione insieme alla carota, la cipolla e l’alloro.<br />
Passare la metà dei fagioli al setaccio e riversare il composto in pentola. Tenere da parte l’altra metà dei fagioli.<br />
Cuocere il riso nel passato di fagioli allungato con 1/2 litro d’acqua. Due, tre minuti prima della fine della cottura, unire I fagioli interi. Togliere dal fuoco e aggiungere il prezzemolo tritato.<br />
Lasciar depositare la minestra qualche minuto prima di servire. Aggiungere un cucchiaio d’olio nel piatto.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Passato di zucca </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 6 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
1/4 di zucca (800 grammi circa)<br />
2 cipolle<br />
1 patata  media<br />
1 dado<br />
noce moscata<br />
Togliere la scorza alla zucca, dividerla in 8 pezzi. Cuocere in pentola a pressione per 10 minuti circa insieme a 2 bichieri d’acqua, alle cipolle lavate, pulite e tagliate in quarti, alla patata sbucciata e tagliata in quattro.<br />
Frullare o passare al setaccio. Rimettere il composto in pentola ed eventualmente aggiungere un po’ d’acqua o di latte magro fino ad ottenere la consistenza desiderata. Portare a ebollizione.<br />
Servire la crema con crostini. Se piace, aggiungere una spolveratina di noce moscata.</p>
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		<title>Vapori e vaporiera</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Vaporiera]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono cresciuta a Trieste, notoriamente la più orientale delle città di mare italiane e i miei primi ricordi sono legati ai vapori, le navi da carico che salpavano dal porto la mattina presto mentre mia madre cercava di farmi lavare. Tutte le mattine la stessa storia, tutte le mattine lo stesso suono: quello delle navi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono cresciuta a Trieste, notoriamente la più orientale delle città di mare italiane </strong>e i miei primi ricordi sono legati ai vapori, le navi da carico che salpavano dal porto la mattina presto mentre mia madre cercava di farmi lavare. Tutte le mattine la stessa storia, tutte le mattine lo stesso suono: quello delle navi che partono e che arrivano salutando la città con tre fischi. Noi non abitavamo vicono al mare, ma quell’annuncio arrivava dappertutto, fino a piazza Garibaldi e oltre. Così, ogni volta che uso la vaporiera è come se mi sentissi di nuovo a casa.<br />
La mia pentola a vapore non è altamente tecnologica. È tonda ed ha un coperchio ancora più tondo, nel senso che è bombato e ha un pippolino cilindrico di legno che dovrebbe essere un manico. Questo ce l’abbiamo messo noi quando si è rotto l’originale di bachelite. Carlotta, così l’abbiamo battezzata, è di alluminio ed è composta da un contenitore per l’acqua, da due strati con i buchi, quasi servissero a cuocere le castagne, e dal famoso coperchio.<span id="more-31"></span><br />
Credo che di questi tempi la vecchia ingombrante vaporiera di alluminio, tuttora in funzione, sia praticamente un cimelio e quelle di acciaio siano a prova di ogni esperimento. Questo tipo di pentola è assolutamente indispensabile nel caso in cui si sia in dieta. Ogni tipo di dieta: ipocalorica, iposodica, a basso contenuto di grassi. Diventa insostituibile quando si capisce che le verdure, che di questi tempi non sono molto saporite, sono più gustose cucinate al vapore. Non occorre aggiungere sale, basta condire con un po’ d’olio una volta servite.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Crema di zucchini e piselli </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
4 zucchine grandi<br />
1 piccola scatola di pisellini surgelati<br />
1 cipolla media, una manciata di prezzemolo<br />
1 tazza di latte scremato<br />
grattugiata di formaggio fresco tipo latteria<br />
4 fette di pane a cassetta per crostini<br />
Lavare, pulire e tagliare le zucchine in due parti e cuocere nella vaporiera insieme ai piselli finchè tutto non è diventato tenero. Frullare o passare al setaccio con un po’ dell’acqua di cottura per mantenere il composto morbido. Rimettere in pentola con 1 tazza di latte e 1 tazza del brodo di verdure. Girare bene e lasciare sul fuoco a fiamma bassa fino a quando la minestra ha raggiunto il punto di ebollizione.<br />
Nel frattempo tagliare il pane a dadini e fare I crostini in una pentola antiaderente senza l’aggiunta di olio o, se si preferisce, tostate le fette di pane e poi tagliarle a triangoli. Dividere la minestra in 4 piatti fondi, cospargere di prezzemolo ed eventualmente un po’ di peperoncino. Se piace, aggiungere una grattatina di formaggio fresco.</p>
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