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	<title>Alchimie &#187; Ricette di scrittura</title>
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	<description>Queste sono le storie che vi voglio raccontare</description>
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		<title>1. Oroscopi, Rob Brezsny e lo Yoga Sciamanico</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 16:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Alchimia]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
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		<category><![CDATA[Sciamanesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella vita ho pochi appuntamenti fissi, anzi, ne ho uno solo, il venerdì mattina all&#8217;alba, con Rob Brezsny. Brezsny è il mio astrologo di fiducia, mio e di milioni di americani, sudamericani, europei e di chissà quanti altri lettori al mondo. Anche perché il suo oroscopo compare, come per incanto, alle 00.00 di ogni venerdì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nella vita ho pochi appuntamenti fissi, anzi, ne ho uno solo, il venerdì mattina all&#8217;alba, con Rob Brezsny</strong>. Brezsny è il mio astrologo di fiducia, mio e di milioni di americani, sudamericani, europei e di chissà quanti altri lettori al mondo. Anche perché il suo oroscopo compare, come per incanto, alle 00.00 di ogni venerdì, compatibilmente con il fuso orario. Per leggerlo, entro nel sito della rivista <em><a href="http://www.internazionale.it/oroscopo/">Internazionale</a>,</em> che lo pubblica tradotto in italiano<em>. </em></p>
<p><em> </em>Poeta, scrittore, musicista, Brezsny vive in California dove scrive oroscopi &#8220;letterari&#8221; e ha fondato il <em>Beauty and Truth Laboratory</em>, il Laboratorio per la  bellezza e la verità, &#8220;una tribù di fanatici della  speranza, un ricettacolo di amorevoli geni e virtuosi nell’arte di  evocare la felicità&#8221;. È anche l&#8217;autore di <em>La pronoia è l&#8217;antidoto alla paranoia. 888 metodi per diventare selvaggiamente felici</em>, un bestseller pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2006.</p>
<div id="attachment_2111" class="wp-caption aligncenter" style="width: 192px"><img class="size-full wp-image-2111" title="images" src="http://www.patriziasanvitale.com/wp-content/personaluploads/2010/10/images.jpg" alt="Rob Brezsny (immagine scaricata dal web)" width="182" height="277" /><p class="wp-caption-text">Rob Brezsny (immagine scaricata dal web)</p></div>
<p><span id="more-2106"></span></p>
<p><span>«<strong>Pensate che la vita sia fondamentalmente una  lotta spietata</strong> in cui vale la regola del più forte, che la nostra  società sia in decadenza, che i fili del nostro destino siano manovrati  da poteri occulti su cui non abbiamo alcun controllo? Siete in errore»,  dice Rob Brezsny nell&#8217;anteprima del libro. «Se proprio si vuole sposare una teoria  cospirazionista, perché non immaginare una trama alle nostre spalle per  farci del bene?» &#8220;Brezsny&#8221;, continua la descrizione del libro&#8221;, ci conduce alla scoperta di un universo che, a  saperlo prendere, si rivela amichevole e accogliente. Disponendosi con  mente aperta a cercare il lato sorprendente e poetico delle cose, ad  accogliere i doni straordinari che la vita quotidiana può offrire, si  può davvero diventare più leggeri, più gioiosamente creativi, ma anche  più lucidi e consapevoli, meglio preparati per reagire al continuo  bombardamento di cattive notizie e messaggi ansiogeni da parte dei  media. Con irresistibile ironia, Brezsny dimostra che tutto sommato il  pessimismo e il cinismo imperanti sono armi spuntate per affrontare la  realtà, e ci offre ben 888 metodi per diventare ragionevolmente  ottimisti e selvaggiamente felici&#8221;. </span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jzIC8bBfFQE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/jzIC8bBfFQE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span><strong>Nel suo libro, Brezsny consiglia per esempio</strong>: «Vai nel posto più orribile che tu conosca: il parcheggio di un supermercato, lo spiazzo antistante una casa diroccata, una discarica o il luogo che simboleggia qualcosa di cui dovresti profondamente vergognarti e che hai sempre mantenuto segreta, e costruisci una teca dedicata alla Bellezza, alla Verità, all&#8217;Amore». Avrò mai il coraggio di farlo?</span><span> </span></p>
<p><span>Comunque la pensiate, questo è l&#8217;Oroscopo della Bilancia, il mio, per la settimana dall&#8217;1 all&#8217;8 ottobre.<br />
</span></p>
<p>“Tutte le cose vengono prima sognate”, ha scritto il poe­ta francese Gilbert Trolliet. Il filosofo Gaston Bachelard aggiunge: “La <em>rêverie</em> creatrice anima il futuro”. Il tuo compito per le prossime settimane, Bilancia, è seguire queste idee. Evoca nella tua mente immagini che anticipano la vita che vorrai vivere l’anno prossimo. In questo momento hai lo straor­dinario potere di generare profezie che si autorealizzano. Il tuo compito per le prossime settimane, Bilancia, è seguire queste idee&#8221;.</p>
<p><span>Inutile dire che mi ha entusiasmato e che lo seguirò alla lettera. Domani vi spiegherò perché.</span></p>
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		<title>Zen, scrittura e falde acquifere</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 10:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette di scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Con parole sue]]></category>
		<category><![CDATA[Zen]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta tanto un libro umoristico sulla scrittura. Ha più di vent&#8217;anni ma è sempre un piacere leggerlo. Il principio da cui parte l&#8217;autrice, Natalie Goldberg, è legato alla filosofia Zen, secondo cui &#8220;il fine della scrittura è la scrittura, il fine della meditazione è la meditazione, il fine di fare zazen è per l&#8217;appunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una volta tanto un libro umoristico sulla scrittura. Ha più di vent&#8217;anni ma è sempre un piacere leggerlo</strong>. Il principio da cui parte l&#8217;autrice, Natalie Goldberg, è legato alla filosofia Zen, secondo cui &#8220;il fine della scrittura è la scrittura, il fine della meditazione è la meditazione, il fine di fare zazen è per l&#8217;appunto fare zazen&#8221;. Un principio chiaro e lampante, esattamente il contrario a quello che generalmente anima chi decide di mettersi a scrivere anche solo la nota della spesa, che in genere è in uno stato di confusione totale. Chi scrive, invece, deve avere in mente idee precise, massima concentrazione e desiderio di superare se stesso, di non autocensurarsi, di andare oltre i limiti fisici, mentali e spirituali del panorama che lo circonda, fosse un foglio di carta, lo schermo di un computer, una stanza  o il mondo intero. Bisogna avere il coraggio di provare, di ammettere che lo stile non è fantastico, che la storia non va a parare da nessuna parte, cancellare e ripetere l&#8217;esercizio un numero &#8220;x&#8221; di volte. Le varianti non si contano e tutto ciò che viene da pensare è che si vorrebbe essere pagati quanto una collaboratrice domestica o un immigrato clandestino. Sì, un tot allora, ma santiddio qualcosa. Chi scrive si accontenta di poco, almeno qui da noi. Per essere felice gli bastano pochi minuti di notorietà, magari in un sito come questo. Warhol insegna.</p>
<p><span id="more-1362"></span><a href="http://www.nataliegoldberg.com/books.html" target="_blank">Natalie Goldberg</a> scrive: «Non preoccupatevi dei vostri talenti e delle vostre capacità: si sviluppano con l&#8217;esercizio. <a href="http://www.bamboointhewind.org/lineage_katagiri.html" target="_blank">Katagiri Roshi</a> ha detto: &#8220;Le capacità sono come una falda acquifera sotto la superfiice della terra&#8221;. La falda acquifera non appartiene a nessuno, ma chiunque vi può attingere. (&#8230;) Basta esercitarsi a scrivere; quando si impara a dar fiducia alla propria voce, allora la si può dirigere. Se volete scrivere un romanzo, scrivetelo. Se vi va di scrivere saggi o racconti, scriveteli. Scrivendoli, imparerete come si fa. Potete star certi che a poco a poco acquisirete le tecniche e il mestiere che vi servono». (&#8230;)</p>
<p>«A scrivere si impara scrivendo. Sembra semplice, e loè. Non si impara uscendo da noi stessi per rivolgersi ad autorità esterne che secondo noi sanno come si fa. (&#8230;) L&#8217;aspetto più tragico del nostro sistema scolastico è che prende i bambini, poeti e narratori per natura, e lo costringe a leggere poesie e racconti per poi prendere le distanze da quello che hanno letto e &#8220;parlarne&#8221;». (&#8230;)</p>
<p>«A scuola si presenta la poesia come se il poeta avesse celato nelle proprie parole una chiave segreta, e fosse compito del lettore trovarla. Ma la poesia non è un romanzo giallo. (&#8230;) Imparate a richiamare alla memoria le immagini e i versi esattamente come il poeta li ha creati. Non allontanatevi da quel calore, da quel fuoco, per &#8220;parlarne&#8221;. Restateci vicini. È così che imparerete a scrivere. Restate vicini all&#8217;opera originale. Restate vicini alla vostra mente originale, e scrivete partendo da lì».</p>
<p>In un&#8217;<a href="http://ascentmagazine.com/articles.aspx?articleID=97&amp;page=read&amp;subpage=past&amp;issueID=08" target="_blank">intervista</a>, alla domanda se secondo lei l&#8217;Ego è coinvolto nella scrittura, la Goldberg ha candidamente detto:</p>
<p>«<span id="content">Well, I call it monkey mind. It tries to undermine all your writing, telling you constantly you’re no good, you shouldn’t be writing, etc, etc. I’ve learned to work with monkey mind, I don’t pay attention to it or let it run my life. Some people follow that voice like it was God, but really, it’s just a little mechanical thing in our minds that is repeating, “You’re no good, I hate you, you shouldn’t try this”. I found out that monkey mind is the guardian at the gate. It guards the jewels. You have to be willing to stand up to it under all circumstances … the jewels aren’t going to be given easily to you». </span></p>
<p>Natalie Goldberg. <em>Scrivere Zen. Manuale di scrittura creativa. questo libro è dedicato alla </em>pratica <em>della scrittura. Ogni capitolo è un breve esercizio, e gli esercizi sono altrettante finestre che aprendosi, una dopo l&#8217;altra, senza un apparente disegno sistematico, ci rivelano a pezzo a pezzo un panorama sconfinato ed esaltante: chi non sentirà, almeno per un istante, l&#8217;impulso irresistibile di tuffarcisi dentro, è perduto.</em> Ubaldini Editore, Roma, 1987. I brani sono tratti dal capitolo <em>Attingere alla falda acquifera</em>, pgg. 38 e 39.</p>
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		<title>Jorge Luis Borges e la realtà della fiaba</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 08:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette di scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Con parole sue]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[«Mi piacerebbe che oggi parlassimo di una cosa che molti desiderano sapere. Di come cioè, si produce in lei il processo della scrittura: come ha inizio nel suo intimo una poesia o un racconto. (&#8230;)»
«Comincia con una specie di rivelazione. Uso questa parola in modo modesto, non presuntuoso. A un tratto so che sta per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«</strong><em><strong>Mi piacerebbe che oggi parlassimo di una cosa che molti desiderano sapere. </strong>Di come cioè, si produce in lei il processo della scrittura: come ha inizio nel suo intimo una poesia o un racconto. (&#8230;)»</em></p>
<p>«Comincia con una specie di rivelazione. Uso questa parola in modo modesto, non presuntuoso. A un tratto so che sta per accadere qualcosa e questo può essere, se si tratta di un racconto, il principio o la fine di esso. Se è una poesia, è invece un&#8217;idea più generale; a volte è stato il primo verso a essermi suggerito. Qualcosa insomma mi viene dato; poi intervengo io, e forse a questo punto si rovina tutto &#8230; Nel caso di un racconto, conosco il principio, il punto di partenza, e il fine, la meta da raggiungere. Ma debbo scoprire, coi miei mezzi limitati, che cosa succede tra il principio e la fine. E ci sono altri problemi da risolvere, per esempio se è opportuno che il fatto sia raccontato in prima o in terza persona. Poi bisogna cercare l&#8217;epoca adatta al racconto; la mia soluzione personale è, lo trovo più comodo, situarlo nell&#8217;ultima decade dell&#8217;Ottocento». (&#8230;)</p>
<p>«Io (&#8230;) scelgo un&#8217;epoca un po&#8217; lontana, un luogo un po&#8217; distante, e questo mi accorda libertà, posso &#8230; fantasticare, magari falsificare. Posso mentire senza che nessuno se ne accorga e soprattutto, senza che io stesso me ne accorga, giacché è necessario che uno scrittore che scrive una favola, per quanto fantastica possa essere, creda, sul momento, alla realtà della favola».</p>
<p><em>Dallo scaffale dietro la mia scrivania </em></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges" target="_blank">Jorge Luis Borges</a>, <a href="http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8845245780" target="_blank"><em>Conversazioni</em> </a>(con Osvaldo Ferrari), <a href="http://bompiani.rcslibri.corriere.it/bompiani/" target="_blank">Tascabili Bompiani</a>, RCS, Milano, 2000, traduzione di Francesco Tentori Montaldo, cap. 6: <em>Come nasce e si fa un testo di Borges, </em>pg. 50, 51.</p>
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