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	<title>Alchimie &#187; Diario di cucina</title>
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	<description>Queste sono le storie che vi voglio raccontare</description>
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		<title>4. Pranayama e Succo di sedano</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 15:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono una fortunata che non ha bisogno di caffeina o di teina per tenere alta l&#8217;attenzione e il morale. Ma sono un fan del tè verde giapponese Sencha o la versione cinese al gelsomino, fresco però, appena colto &#8211; mattina, pomeriggio, sera, pranzo, cena &#8211; perché entrambi hanno un aroma e un sapore fantastici e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono una fortunata che non ha bisogno di caffeina o di teina </strong>per tenere alta l&#8217;attenzione e il morale. Ma sono un fan del tè verde giapponese <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sencha">Sencha</a> o la versione cinese al <a href="http://www.riza.it/benessere/oli-essenziali-e-aromaterapia_il-gelsomino-il-bello-di-notte-che-protegge-le-donne__QQidcZ20QQidaZ456">gelsomino</a>, fresco però, appena colto &#8211; mattina, pomeriggio, sera, pranzo, cena &#8211; perché entrambi hanno un aroma e un sapore fantastici e perché mi sembra che tengano sotto controllo i grassi, non che ne abbia bisogno. Purtroppo questi tipi di tè sono astringenti, quindi mi provocavano dolori allo stomaco e alla cistifellea, e mi tengono all&#8217;erta più di quanto ne abbia bisogno, tanto più che non ne ho proprio bisogno. Come fare allora per togliersi il vizietto? Ho preso la situazione di petto e li ho regalati. Poi sono andata a comperare il tè <a href="http://www.lerboristeria.com/articoli/2005_01.php">Bancha</a> &#8211; quello dei &#8220;tre anni&#8221;, con gli stecchettini rinsecchiti e il retrogusto di tabacco &#8211; ma non è profumato quanto quello verde e, poi, sempre tè è, anche se contiene molta meno teina. Il Bancha langue da mesi in un bellissimo contenitore che mi aveva regalato anni fa la mia amica Françoise Kirkland prima che lasciassi definitivamente Los Angeles per fare rientro in patria. Finirà regalato anche quello, il Bancha, non il contenitore, che non darei via per nessun motivo.</p>
<div id="attachment_2168" class="wp-caption aligncenter" style="width: 261px"><img class="size-full wp-image-2168" title="images 2" src="http://www.patriziasanvitale.com/wp-content/personaluploads/2010/10/images-2.jpg" alt="© Cetriolo (immagine scaricata dal web)" width="251" height="201" /><p class="wp-caption-text">© Cetriolo (immagine scaricata dal web)</p></div>
<p><span id="more-2160"></span>Ma perché sto raccontando questa lunga storia? Perché quando muoio dalla voglia di prendere un tè, pur sapendo che mi farà un gran male &#8211; ho cominciato a farmi, in sostituzione, un succo di <a href="http://www.oltresalute.com/terapie-naturali/alimenti-curativi/proprieta-sedano.html">sedano</a><a href="http://www.mr-loto.it/sedano.html"></a> e <a href="http://it.geniuscook.com/le-proprieta-terapeutiche-del-cetriolo/">cetriolo</a><a href="http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/cetrioli.html"></a> (per allungarlo, il gusto del sedano non mi piace molto). Il suggerimento è sempre di <a href="http://www.jaspalcardellini.it/yogakundalini.htm">Yogi Bhajan</a>, che quanto ad alimentazione sa il fatto suo. Dice: «Per calmare e rinforzare il sistema nervoso, bevete un bicchiere da 8 once &#8211; poco più di 225 grammi &#8211; di succo di foglie e gambi di sedano appena centrifugati. Se non ne avete in casa, sostituitelo con succo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daucus_carota">carote</a> (difficile non averle, visto la loro versatilità in cucina). Devo confessare che mi sono sentita subito benissimo, ho immediatamente abbandonato il vizietto che avevo &#8211; più che altro il piacere di tenere in mano una tazza di acqua calda colorata &#8211; perché il succo di sedano e cetriolo è molto più corposo e dà un senso di euforia che nessun tè verde può dare &#8211; tanto meno quello nero, che poi è anche morto. Allora sono andata a vedere in rete le proprietà del sedano e ho scoperto che è ricco di calcio, potassio e fosforo e contiene due importanti sostanze anticancerogene. Scoperto l&#8217;arcano, ora vivo felice, anche perché sia il tè che il succo sono ugualmente verdi. Tra una centrifuga e l&#8217;altra, pratico il <a href="http://ecopsicologia.swami-center.org/pranayama.shtml">Pranayama</a><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__pranayama_la_dinamica_del_respiro.php"></a> secondo il Kundalini Yoga, una psicomagia sciamanica automatica, anche se un po&#8217; faticosa, ma decisamente inebriante e la combinazione con il sedano non è da scartare a priori.</p>
<div id="attachment_2167" class="wp-caption aligncenter" style="width: 231px"><img class="size-full wp-image-2167" title="images" src="http://www.patriziasanvitale.com/wp-content/personaluploads/2010/10/images2.jpg" alt="Yogi pratica il Pranayama (immagine scaricata dal web)" width="221" height="228" /><p class="wp-caption-text">Yogi pratica il Pranayama (immagine scaricata dal web)</p></div>
<p>Il resto del tempo lo passo scrivendo &#8211; e non solo questo blog &#8211; facendo il pane e cucinando per mio marito, che da quando è in pensione non fa altro che bere metà delle centrifughe che faccio e da quando è a casa vive felice. Sì, le mie giornate sono intensamente attive ma senza sintomi di stanchezza. Grazie Kundalini.</p>
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		<title>From Food to Book</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 20:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
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<div style="width: 530px; text-align: left;"><a href="http://issuu.com/patrizia/docs/ricette_usa_02?mode=embed&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Flight%2Flayout.xml" target="_blank">Open publication</a> &#8211; Free <a href="http://issuu.com" target="_blank">publishing</a><a href="http://issuu.com/search?q=trieste" target="_blank"><br />
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		<title>L&#8217;atomica a pressione</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 21:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non è più giovanissimo ricorderà che veniva chiamata semplicemente “l’atomica”, perchè era considerata una bomba di acqua bollente lì lì sul punto di esplodere. E a qualche disattento è esplosa veramente schizzando ovunque resti di minestrone di verdura sulla parete di cucina appena ridipinta o peggio ancora carbonizzando la carne da brodo per aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi non è più giovanissimo ricorderà che veniva chiamata semplicemente “l’atomica”</strong>, perchè era considerata una bomba di acqua bollente lì lì sul punto di esplodere. E a qualche disattento è esplosa veramente schizzando ovunque resti di minestrone di verdura sulla parete di cucina appena ridipinta o peggio ancora carbonizzando la carne da brodo per aver dimenticato di aggiungere il giusto contenuto di acqua, un po’ come succede ad un’altra bomba atomica domestica, la macchinetta del caffè.<br />
A noi in famiglia non è mai successo niente di simile, ma qualcosa di terrorizzante, anche se con un finale felice, c’è pur stato.<br />
La prima pentola a pressione, l’atomica appunto, è entrata in casa quando io avevo solo tre anni e ricordo che aveva un sibilo infernale. Il fischio mi spaventava moltissimo e, non appena sentivo che quello strumento andava riempiendosi di vapore, mi nascondevo sotto il tavolo da cucina con il ripiano di marmo. Finchè un giorno, improvvisamente liberata da ogni timore, mi lanciai verso la cucina economica e letteralmente abbracciai l’atomica ancora in ebollizione sotto gli occhi terrorizzati di mamma e nonna.<span id="more-33"></span><br />
A dispetto del suo nome, la pentola fu molto gentile con me e non sputò fuori nè il vapore nè il contenuto: un comportamento da vera signora. La mia pelle ne soffrì per qualche mese e fu riparata da una pomata alla candelula di colore giallastro e dall’odore inconfondibile. A distanza di quasi mezzo secolo, nessun segno di quella brutta ustione è presente sul petto e neppure sul braccio.<br />
Dopo molti anni, quella prima pentola, che peraltro sopravvisse ai miei assalti e alla mia longeva nonna, fu sostituita da una più moderna e anche questa non ha mai conosciuto soste: lavora tutti I giorni, anzi più volte al giorno.<br />
Cresciute con queste vecchie e salutari abitudini, mia sorella ed io non possiamo nemmeno immaginare cosa sarebbe la nostra vita di casalinghe a tempo perso senza la più attendibile delle pentole.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Insalata di patate al formaggio</span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
1/2 chilo di patate<br />
1 1/2 di formaggio latteria fresco,  Asiago, ecc.<br />
1 vasetto di joghurt magro<br />
2 cucchiai di olio<br />
1 cucchiaino di semi di finocchio<br />
1 spolveratina di paprica per il colore<br />
Bollire le patate con la buccia nella pentola a pressione con poca acqua per mantenere intatto il sapore ed evitare l’aggiunta di sale. Spellarle e affettarle piuttosto grosse per evitare che si rompano.<br />
Tagliare il formaggio molto sottile, unire alle patate. Condire con l’olio, lo joghurt e i semi di finocchio.<br />
Spolverare con la paprica prima di servire.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Minestra di riso e fagioli </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
200 grammi di riso<br />
200 grammi di fagioli secchi<br />
1 piccola cipolla, 1 carota, 1 foglia di alloro, una manciata di prezzemolo, olio, sale<br />
Lasciare a bagno I fagioli in acqua per una notte.<br />
Cuocere I fagioli in pentola a pressione insieme alla carota, la cipolla e l’alloro.<br />
Passare la metà dei fagioli al setaccio e riversare il composto in pentola. Tenere da parte l’altra metà dei fagioli.<br />
Cuocere il riso nel passato di fagioli allungato con 1/2 litro d’acqua. Due, tre minuti prima della fine della cottura, unire I fagioli interi. Togliere dal fuoco e aggiungere il prezzemolo tritato.<br />
Lasciar depositare la minestra qualche minuto prima di servire. Aggiungere un cucchiaio d’olio nel piatto.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Passato di zucca </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 6 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
1/4 di zucca (800 grammi circa)<br />
2 cipolle<br />
1 patata  media<br />
1 dado<br />
noce moscata<br />
Togliere la scorza alla zucca, dividerla in 8 pezzi. Cuocere in pentola a pressione per 10 minuti circa insieme a 2 bichieri d’acqua, alle cipolle lavate, pulite e tagliate in quarti, alla patata sbucciata e tagliata in quattro.<br />
Frullare o passare al setaccio. Rimettere il composto in pentola ed eventualmente aggiungere un po’ d’acqua o di latte magro fino ad ottenere la consistenza desiderata. Portare a ebollizione.<br />
Servire la crema con crostini. Se piace, aggiungere una spolveratina di noce moscata.</p>
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		<title>Vapori e vaporiera</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Vaporiera]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono cresciuta a Trieste, notoriamente la più orientale delle città di mare italiane e i miei primi ricordi sono legati ai vapori, le navi da carico che salpavano dal porto la mattina presto mentre mia madre cercava di farmi lavare. Tutte le mattine la stessa storia, tutte le mattine lo stesso suono: quello delle navi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono cresciuta a Trieste, notoriamente la più orientale delle città di mare italiane </strong>e i miei primi ricordi sono legati ai vapori, le navi da carico che salpavano dal porto la mattina presto mentre mia madre cercava di farmi lavare. Tutte le mattine la stessa storia, tutte le mattine lo stesso suono: quello delle navi che partono e che arrivano salutando la città con tre fischi. Noi non abitavamo vicono al mare, ma quell’annuncio arrivava dappertutto, fino a piazza Garibaldi e oltre. Così, ogni volta che uso la vaporiera è come se mi sentissi di nuovo a casa.<br />
La mia pentola a vapore non è altamente tecnologica. È tonda ed ha un coperchio ancora più tondo, nel senso che è bombato e ha un pippolino cilindrico di legno che dovrebbe essere un manico. Questo ce l’abbiamo messo noi quando si è rotto l’originale di bachelite. Carlotta, così l’abbiamo battezzata, è di alluminio ed è composta da un contenitore per l’acqua, da due strati con i buchi, quasi servissero a cuocere le castagne, e dal famoso coperchio.<span id="more-31"></span><br />
Credo che di questi tempi la vecchia ingombrante vaporiera di alluminio, tuttora in funzione, sia praticamente un cimelio e quelle di acciaio siano a prova di ogni esperimento. Questo tipo di pentola è assolutamente indispensabile nel caso in cui si sia in dieta. Ogni tipo di dieta: ipocalorica, iposodica, a basso contenuto di grassi. Diventa insostituibile quando si capisce che le verdure, che di questi tempi non sono molto saporite, sono più gustose cucinate al vapore. Non occorre aggiungere sale, basta condire con un po’ d’olio una volta servite.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Crema di zucchini e piselli </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
4 zucchine grandi<br />
1 piccola scatola di pisellini surgelati<br />
1 cipolla media, una manciata di prezzemolo<br />
1 tazza di latte scremato<br />
grattugiata di formaggio fresco tipo latteria<br />
4 fette di pane a cassetta per crostini<br />
Lavare, pulire e tagliare le zucchine in due parti e cuocere nella vaporiera insieme ai piselli finchè tutto non è diventato tenero. Frullare o passare al setaccio con un po’ dell’acqua di cottura per mantenere il composto morbido. Rimettere in pentola con 1 tazza di latte e 1 tazza del brodo di verdure. Girare bene e lasciare sul fuoco a fiamma bassa fino a quando la minestra ha raggiunto il punto di ebollizione.<br />
Nel frattempo tagliare il pane a dadini e fare I crostini in una pentola antiaderente senza l’aggiunta di olio o, se si preferisce, tostate le fette di pane e poi tagliarle a triangoli. Dividere la minestra in 4 piatti fondi, cospargere di prezzemolo ed eventualmente un po’ di peperoncino. Se piace, aggiungere una grattatina di formaggio fresco.</p>
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		<title>La pentola rossa</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia vita è cambiata il giorno in cui mi sono convertita alla pentola col fondo antiaderente. Si, proprio quella che si trova al supermercato per poche migliaia di lire. La nuova arrivata è stata così abile da convincermi a mettere definitivamente in pensione la batteria di pentole di acciaio Inox a fondo pesante che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La mia vita è cambiata il giorno in cui mi sono convertita alla pentola col fondo antiaderente</strong>. Si, proprio quella che si trova al supermercato per poche migliaia di lire. La nuova arrivata è stata così abile da convincermi a mettere definitivamente in pensione la batteria di pentole di acciaio Inox a fondo pesante che faceva parte del mio corredo di ragazza da marito. Ora compro e ricompro sempre la stessa Teflon, il modello con il contorno esterno rosso, della misura più grande che si trova in commercio.<br />
Lo so che, essendo la mia una fucina piuttosto che una cucina, dovrei averne almeno un paio, ma io sono affezionata a quella forma là, la prima che ho acquistato, e dentro ci faccio di tutto, dal soffriggere uno spicchietto d’aglio al cuocere i petti di pollo e finanche rigirare la pasta al sugo. Si, ogni giorno, butto a cuocere la mia vita dentro questa pentola rossa. <span id="more-29"></span><br />
<br style="color: #000000;" /><span style="font-weight: bold;">Vellutata di champignons </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
500 gr. di funghi champignons<br />
1/2 petto di pollo<br />
1 cipolla piccola, 1 rametto di salvia<br />
1/2 litro di latte magro<br />
Lavare, pulire i funghi e affettarli. Tritare la cipolla e cuocerla con i funghi in una pentola antiattacco. Dopo che il loro sugo si è completamente ritirato, aggiungere un po’ di birra per completare la rosolatura.<br />
Grigliare il petto di pollo insieme a qualche fogliolina di salvia. Tagliare a dadini piccolissimi o tritare.<br />
Mettere in una casseruola funghi, pollo, aromi, e mezzo litro di latte. Portare ad un accenno di ebollizione. Far riposare per qualche minuto prima di servire.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Pesce al limone </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 6 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
6 fette di tonno fresco non molto spesse<br />
2 cipolle<br />
2 arance piccole o una grande<br />
12 patate piccolette a pasta bianca<br />
1 manciata di prezzemolo<br />
1/2 cucchiaino di zafferano<br />
peperoncino, noce moscata<br />
Pulire le cipolle, affettare piuttosto sottile e grigliare in una pentola antiaderente. Quando sono quasi pronte, aggiungere le bistecche di tonno e proseguire la cottura finchè cipolle e pesce non appaiono dorati. Insaporite con un pizzico di peperoncino e una grattugiata di noce moscata. Aggiungere ora il succo d’arancia. Versare poi un bicchiere d’acqua tiepida in cui si sarà sciolto lo zafferano. Cuocere a fuoco lento fino a quando il sugo non si sia ritirato. A cottura quasi ultimata aggiungere 2 cucchiaini di buccia d’arancia grattugiata e il trito di prezzemolo.<br />
Servire in piatti individuali con un filo d’olio buono e con contorno di patate bollite.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Pollo ai funghi </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 6 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
1 pollo<br />
1/2 chilo di funghi porcini (ora si trovano anche I porcini coltivati, che hanno un prezzo più ragionevole) o 2 buste di quelli surgelati<br />
la mollica di un panino morbido<br />
2 cucchiai di latte<br />
2 spicchi d’aglio<br />
una manciata di prezzemolo tritato<br />
1/2 litro abbondante di birra<br />
Acquistare un pollo intero, naturalmente senza testa, zampe e interiora. Chiedere al macellaio di togliere la pelle.<br />
Sfregare bene il pollo dentro e fuori con un spicchio d’aglio. Riempire il pollo con un composto di: 1/3 dei funghi lavati e tagliati, il trito di aglio e prezzemolo e la mollica di un panino ammollata nel latte magro tiepido. Legare bene il pollo con lo spago da cucina per non far uscire il composto. Adagiare in una teglia da forno antiaderente e rosolare aggiungendo via via un po’ di birra per non farlo attaccare.<br />
Unire 1/2 litro di birra e portare a termine la cottura in forno già caldo a 150 gradi per circa un’ora.<br />
Affettare il resto dei funghi e far saltare con un po’ di prezzemolo, lo spicchio d’aglio affettato sottilissimo e un po’ di birra in una teglia antiaderente. A fuoco spento aggiungere 2 cucchiai di olio di oliva. Mescolare bene.<br />
Quando il pollo è pronto, trasferire sul piatto di portata e guarnire con I funghi saltati.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Patate alla maggiorana </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 6 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
8 patate medie<br />
2 pomodori<br />
2 cipolle<br />
2 cucchiaini di maggiorana<br />
1 bottiglia di birra<br />
Tritare le cipolle e farle appassire senza condimento in una pentola di teflon con manici da forno aggiungendo via via, se necessario, un goccino di birra per evitare che attacchino. Aggiungere I pomodori pelati, senza semi e tagliati a pezzi. Sbucciare, affettare le patate e unirle alle altre verdure. Salare leggermente, cospargere con la maggiorana e coprire con la birra, mettere il coperchio o una carta di alluminio e infornare.<br />
Cuocere per circa mezz’ora a fuoco moderato. Tenere la teglia in caldo fino al momento di servire.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Torta di riso e zucchine </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
3 etti di riso integrale<br />
4 zucchine medie<br />
1 cipolla media<br />
1 spicchio di aglio<br />
1 manciata di prezzemolo fresco<br />
Lessare il riso piuttosto al dente, scolare e passare sotto l’acqua fredda per fermare la cottura. Condire con due cucchiai di olio, il prezzemolo lavato e tagliato, lo spicchio di aglio pressato con lo spremiaglio o tagliato a lamelle sottilissime. Girare bene.<br />
Affettare piuttosto sottilmente le zucchine nel senso della lunghezza e grigliare in una pentola antiattacco. Grigliare anche la cipolla affettata.<br />
Mettere un po’ di riso in uno stampo unto di olio, fare uno strato di zucchine e cipolla e ricoprire con il resto del riso. Pressare bene, sformare la torta sul piatto da portata e decorare con le zucchine rimaste. Tenere in frigorifero fino al momento di servire.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Cipolle imbottite </span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>:<br />
4 cipolle<br />
1 etto di tonno in scatola conservato in acqua<br />
1 cucchiaio di capperi<br />
qualche goccia di succo di limone<br />
un po’ di latte<br />
Cuocere le cipolle intere senza buccia in una pentola antiaderente da forno appena unta con un po’ d’olio e poi privarle dalle foglie esterne. Far raffreddare, tagliare il cappellino, togliere un po’ di polpa centrale e porla in una ciotola. Aggiungere il tonno colato e sbriciolato e un po’ di latte. Frullare o passare al setaccio.<br />
Riempire le cipolle con il composto e guarnire con qualche cappero lavato con il succo di limone per togliere eventuali residui di sale o aceto. Servire a temperatura ambiente.</p>
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		<title>La carta da forno</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Il forno, a saperlo usare, è una di quelle scatole magiche dove si mettono dentro oggetti commestibili crudi e miscugli dolci e salati per ritirarli più tardi pronti da consumare. È vero, ci mette un po&#8217; di tempo, ma offre il vantaggio di lasciar fare altre cose durante la cottura. Io ne approfitto sempre per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia;"><strong>Il forno, a saperlo usare, è una di quelle scatole magiche</strong> dove si mettono dentro oggetti commestibili crudi e miscugli dolci e salati per ritirarli più tardi pronti da consumare. È vero, ci mette un po&#8217; di tempo, ma offre il vantaggio di lasciar fare altre cose durante la cottura. Io ne approfitto sempre per passare l&#8217;aspirapolvere. Naturalmente non bisogna abusare di lui, nel senso che dieci minuti prima di quando si immagina che la nostra cena sia pronta, si deve passare di lì e darci un&#8217;occhiata.</span><br />
<span style="font-family: georgia;">La carta da forno è la mia scoperta più recente. Nel senso che per anni ho usato la cosiddetta carta d&#8217;argento. Ho letto, però, che l&#8217;alluminio rilascia, appunto, tracce d&#8217;alluminio sul cibo, considerate nocive alla salute. Ora sto usando la carta da forno finchè un altro articolo non mi metterà in guardia anche dal papiro. Piccole tragedie culinarie provocate dall&#8217;eccesso di informazione. </span><br />
<span style="font-family: georgia;">La carta da forno, rispetto alla cottura tradizionale in teglia, offre dei vantaggi in più: la roba non brucia, al massimo si attacca, prendendo quel colore appena appena marroncino e quel gusto e quel profumo che sa di patate arrosto; non serve aggiungere nè sale nè olio, e poi tutti si meravigliano del risultato perchè pensano che sia impossibile cucinare senza condimenti. </span><br />
<span style="font-family: georgia;">La cottura senz&#8217;acqua ha la proprietà di trattenere i sali minerali e i sapori nei cibi che, sommato al profumo delle erbe fresche, ne garantisce un insperato successo a tavola. E poi i complimenti si sprecano. Sfido I vostri ospiti ad indovinare di essere stati invitati ad un banchetto dietetico. <span id="more-27"></span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold; font-family: georgia;">Verdure al cartoccio</span><br />
<span style="font-style: italic; font-family: georgia;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic; font-family: georgia;">Ingredienti:</span><br />
<span style="font-family: georgia;">4 patate piccole</span><br />
<span style="font-family: georgia;">4 zucchine piccole</span><br />
<span style="font-family: georgia;">4 carote piccole</span><br />
<span style="font-family: georgia;">2 piccoli finocchi</span><br />
<span style="font-family: georgia;">4 piccoli pomodoro</span><br />
<span style="font-family: georgia;">1 mazzo di cipollotti</span><br />
<span style="font-family: georgia;">rosmarino e altre erbe fresche</span><br />
<span style="font-family: georgia;">Lavare le patate lasciando la buccia e fare un piccolo taglio centrale. Lavare e tagliare le zucchine a metà. Lavare, grattare e tagliare le carote a metà. Lavare, eliminare la parte esterna e tagliare in quattro i finocchi. Lavare i cipollotti, tagliare via la parte verde, togliere la foglia esterna e farci un piccolo taglio dalla parte della testa. Lavare i pomodoro, tagliarli a metà e togliere i semi. </span><br />
<span style="font-family: georgia;">Prendere tanti fogli di carta da forno quanti sono i tipi di verdure che si vogliono cucinare. Mettere i vegetali nelle rispettive carte con l&#8217;aggiunta degli odori che si preferiscono: il rosmarino nelle patate, la mentuccia nelle carote, il prezzemolo nei finocchi, il basilico nei pomodoro. Avvolgere bene. Aggiustare la temperatura a 180 gradi, appoggiare la placca sul fondo del forno e inserire gli involucri contenenti le verdure. </span><br />
<span style="font-family: georgia;">Il tempo di cottura delle patate è di circa 45/50 minuti, anche perchè è bene che prendano un po&#8217; di colore; un po&#8217; meno per le altre verdure. </span><br />
<span style="font-family: georgia;">Attenzione ai pomodoro e alle cipolle: sono pronte in 30 minuti. Se i pomodoro avessero mollato dell&#8217;acqua, girarli a pancia in giù e farli asciugare sempre in forno a carta scoperta. </span><br />
<span style="font-family: georgia;">Quando tutto è pronto, preparare le verdure sul piatto di portata e cospargere con 3 cucchiai d&#8217;olio. </span><br />
<span style="font-family: georgia;">Servire come accompagnamento al riso integrale e a una porzione di stracchino. </span></p>
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		<title>La pentola di coccio a Los Angeles</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette USA]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
		<category><![CDATA[Coccio]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>

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		<description><![CDATA[La pentola di coccio è un classico regalo di nozze: costa poco e fa una gran bella figura. A dir il vero, il primo coccio è arrivato più o meno in vista del mio matrimonio, ma ha un&#8217;altra storia. Nel senso che era stato un regalo per le nozze di mia sorella che, non avendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La pentola di coccio è un classico regalo di nozze</strong>: costa poco e fa una gran bella figura. A dir il vero, il primo coccio è arrivato più o meno in vista del mio matrimonio, ma ha un&#8217;altra storia. Nel senso che era stato un regalo per le nozze di mia sorella che, non avendo mai capito come usarlo, dopo dieci anni e tre figli, decise di disfarsene. E fu così che la pesantissima pentola arrivò quasi intonsa a me. Io l&#8217;ho fatto viaggiare &#8211; sempre inutilizzata e conservata nella sua scatola di cartone originale di provenienza tedesca &#8211; per altri quindici anni qua e là per il mondo, fin quando un giorno, a Los Angeles, ho avuto una folgorazione. E se lo riscoprissi per cuocere i fagioli al fiasco?<span id="more-24"></span><br />
Ora bisogna sapere che mio suocero è un aretino verace e che nella sua casa di campagna, la domenica, cucina i fagioli dentro al forno, quello vero si intende. Come faccio io allora, nella mia cucina californiana, con una manciata di fagioli secchi americani, senza il fiasco e tanto meno il forno di campagna, ma con una voglia matta di umili sapori italiani a riprodurre quel gusto? Ecco qua.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Zuppa di fagioli nel coccio</span><br />
<span style="font-style: italic;">Dosi per 4 persone</span><br />
<span style="font-style: italic;">Ingredienti</span>: 250 grammi di fagioli secchi messi a bagno per una notte in acqua tiepida<br />
1 rametto di rosmarino o due foglie di alloro, peperoncino.<br />
Lavare I fagioli e metterli nel coccio insieme al peperoncino e alle erbe profumate. Coprire con acqua e mettere il coperchio.<br />
Adagiare la pentola sul fondo del forno e cuocere per un&#8217;ora e mezzo a 180 gradi. Dopo questo tempo controllare la quantità di acqua e la cottura ed eventualmente cuocere ancora un po&#8217;.<br />
Servire la zuppetta calda in piatti individuali con l&#8217;aggiunta di un cucchiaio d&#8217;olio. Oppure colare dal sugo e servire come contorno. In questo caso, conservare l&#8217;acqua di cottura per un eventuale risotto.</p>
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		<title>Birra, frutta e altri imbrogli</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Coccio]]></category>
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		<description><![CDATA[Se si cuociono le verdure in pentola a pressione o nella vaporiera, si userà la loro acqua di cottura per cuocere la pasta o i risotti, in sostituzione dell&#8217;acqua e dado, che poi alla fine ha sempre lo stesso gusto.
Si può fare a meno anche del soffritto. Basta bollire le cipolle affettate in un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Se si cuociono le verdure in pentola a pressione o nella vaporiera,</strong> si userà la loro acqua di cottura per cuocere la pasta o i risotti, in sostituzione dell&#8217;acqua e dado, che poi alla fine ha sempre lo stesso gusto.<br />
Si può fare a meno anche del soffritto. Basta bollire le cipolle affettate in un po&#8217; d&#8217;acqua per dieci minuti, grigliarle in una pentola antiaderente e procedere alla cottura dei sughi.<br />
Per prevenire un&#8217;eccessiva formazione d&#8217;acqua, la pentola di coccio andrà, appoggiata sul fondo del forno. Se la precauzione non bastasse, a cottura ultimata si farà ritirare il sugo sul fuoco nella solita padella antiaderente.<br />
La birra e la frutta, poi, risolvono brillantemente il problema dell&#8217;arrosto senza condimenti. L&#8217;aroma della birra, meno aromatico del vino, si amalgama meglio col cibo e si può usare prati: nei risotti, nei sughi, negli arrosti, sui petti di pollo alla griglia che, se tagliati troppo grossi, stentano un po&#8217; a cuocere.<br />
La frutta alleggerisce la compattezza delle carni e addensa naturalmente il sugo. L&#8217;uva, ad esempio, va molto d&#8217;accordo sia con il tacchino che con il filetto di maiale, che peraltro, a seconda della stagione, predilige mele e prugne.</p>
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		<title>Non è vero che una patata è solo una patata</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vaporiera]]></category>

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		<description><![CDATA[La dieta non va considerata come tale, ma piuttosto come un gioco a cui tutta la famiglia partecipa a cominciare dal prossimo lunedì mattina.
Dieta è una parola che non può far parte del vocabolario di chi deve controllare il peso e il livello del colesterolo. Nell&#8217;Italia che la televisione ci propone, piena di amari e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La dieta non va considerata come tale, ma piuttosto come un gioco</strong> a cui tutta la famiglia partecipa a cominciare dal prossimo lunedì mattina.<br />
Dieta è una parola che non può far parte del vocabolario di chi deve controllare il peso e il livello del colesterolo. Nell&#8217;Italia che la televisione ci propone, piena di amari e digestivi, viatico estremo che segue la santificazione della festa costellata di sofficini e merendine, ci fa sentire incompresi e messi da parte. Così, per evitare discussioni, mugugni su chi mangia cosa, costi eccessivi e inutili sprechi di tempo, tutta la famiglia pranzerà allo stesso modo.<br />
Si farà un piccolo investimento acquistando qualche rotolo di carta da forno in più, approfittando delle offerte &#8220;compra tre paghi due&#8221; dei grandi supermercati, e pentole col fondo antiaderente di diverse misure: una da bistecche, una piccola per i sughi, una da forno per gli arrosti, così da poter cuocere più pietanze contemporaneamente e creare un menu completo in poco tempo.<br />
Anche una vaporiera e una pentola a pressione saranno indispensabili. L&#8217;importante è non aggiungere acqua ai cibi durante la cottura. Se si bagnano, perdono il sapore e diventano immangiabili se non ci si mette il sale.<br />
Naturalmente bisogna cercare di acquistare &#8220;materie prime&#8221; di una certa qualità o provenienti da coltivazioni biologiche, generalmente di gusto migliore. Non è vero che una patata è nient&#8217;altro che una patata.</p>
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		<title>Gusto e semplicità sulla griglia</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Barbecue]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivere all&#8217;estero ti dà la possibilità di guardare alla cultura e ai fatti di casa tua con distacco: ti accorgi, per esempio, che la cucina toscana non poteva non avere successo in America. È semplice e fa gran uso della griglia. Fatte le debite proporzioni, se pensiamo che l&#8217;americano vive in perenne stato di dieta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vivere all&#8217;estero ti dà la possibilità di guardare</strong> alla cultura e ai fatti di casa tua con distacco: ti accorgi, per esempio, che la cucina toscana non poteva non avere successo in America. È semplice e fa gran uso della griglia. Fatte le debite proporzioni, se pensiamo che l&#8217;americano vive in perenne stato di dieta e considera il barbecue un oggetto sacro, quello che il ristorante &#8220;tipico toscano&#8221; offre, con una presentazione senza dubbio più sofisticata e un impiego di ingredienti migliori di quelli locali, non è altro che lo stesso pranzo che gli americani cucinano nei pomeriggi domenicali all&#8217;aperto. E il successo aleggia sui fumi del grill.<br />
La griglia, quella vera, ma anche quella piccola che si trova in tutti i forni italiani, risolve egregiamente molti dei nostri problemi di dieta: cuoce la carne e le verdure senza aggiunta di sale e olio e, per definizione, ne esalta i sapori. Cosi come la pentola antiaderente, è sempre pronta per l&#8217;uso.<br />
Molto, anzi moltissimo si può fare all&#8217;ultimo momento, sostituendo i sughi con l&#8217;assemblaggio di pezzetti di carne o pesce e verdure grigliate o cotte in forno con l&#8217;aggiunta di un po&#8217; d&#8217;olio crudo e dei profumi che ci piacciono, purchè siano freschi: salvia, rosmarino, prezzemolo, maggiorana, timo, mentuccia, origano, alloro. Io ne tengo sempre a portata di mano in un vaso da fiori: rallegrano la cucina.</p>
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