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4. Pranayama e Succo di sedano

4 ottobre, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Diario di cucina, Psicologia, Ricette, Spiritualità, Storie di cucina

Sono una fortunata che non ha bisogno di caffeina o di teina per tenere alta l’attenzione e il morale. Ma sono un fan del tè verde giapponese Sencha o la versione cinese al gelsomino, fresco però, appena colto – mattina, pomeriggio, sera, pranzo, cena – perché entrambi hanno un aroma e un sapore fantastici e perché mi sembra che tengano sotto controllo i grassi, non che ne abbia bisogno. Purtroppo questi tipi di tè sono astringenti, quindi mi provocavano dolori allo stomaco e alla cistifellea, e mi tengono all’erta più di quanto ne abbia bisogno, tanto più che non ne ho proprio bisogno. Come fare allora per togliersi il vizietto? Ho preso la situazione di petto e li ho regalati. Poi sono andata a comperare il tè Bancha – quello dei “tre anni”, con gli stecchettini rinsecchiti e il retrogusto di tabacco – ma non è profumato quanto quello verde e, poi, sempre tè è, anche se contiene molta meno teina. Il Bancha langue da mesi in un bellissimo contenitore che mi aveva regalato anni fa la mia amica Françoise Kirkland prima che lasciassi definitivamente Los Angeles per fare rientro in patria. Finirà regalato anche quello, il Bancha, non il contenitore, che non darei via per nessun motivo.

© Cetriolo (immagine scaricata dal web)

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From Food to Book

26 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Diario di cucina, Ricette
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L’atomica a pressione

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Diario di cucina, Ricette Trieste

Chi non è più giovanissimo ricorderà che veniva chiamata semplicemente “l’atomica”, perchè era considerata una bomba di acqua bollente lì lì sul punto di esplodere. E a qualche disattento è esplosa veramente schizzando ovunque resti di minestrone di verdura sulla parete di cucina appena ridipinta o peggio ancora carbonizzando la carne da brodo per aver dimenticato di aggiungere il giusto contenuto di acqua, un po’ come succede ad un’altra bomba atomica domestica, la macchinetta del caffè.
A noi in famiglia non è mai successo niente di simile, ma qualcosa di terrorizzante, anche se con un finale felice, c’è pur stato.
La prima pentola a pressione, l’atomica appunto, è entrata in casa quando io avevo solo tre anni e ricordo che aveva un sibilo infernale. Il fischio mi spaventava moltissimo e, non appena sentivo che quello strumento andava riempiendosi di vapore, mi nascondevo sotto il tavolo da cucina con il ripiano di marmo. Finchè un giorno, improvvisamente liberata da ogni timore, mi lanciai verso la cucina economica e letteralmente abbracciai l’atomica ancora in ebollizione sotto gli occhi terrorizzati di mamma e nonna. Continua a leggere »

Vapori e vaporiera

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Diario di cucina, Ricette Trieste

Sono cresciuta a Trieste, notoriamente la più orientale delle città di mare italiane e i miei primi ricordi sono legati ai vapori, le navi da carico che salpavano dal porto la mattina presto mentre mia madre cercava di farmi lavare. Tutte le mattine la stessa storia, tutte le mattine lo stesso suono: quello delle navi che partono e che arrivano salutando la città con tre fischi. Noi non abitavamo vicono al mare, ma quell’annuncio arrivava dappertutto, fino a piazza Garibaldi e oltre. Così, ogni volta che uso la vaporiera è come se mi sentissi di nuovo a casa.
La mia pentola a vapore non è altamente tecnologica. È tonda ed ha un coperchio ancora più tondo, nel senso che è bombato e ha un pippolino cilindrico di legno che dovrebbe essere un manico. Questo ce l’abbiamo messo noi quando si è rotto l’originale di bachelite. Carlotta, così l’abbiamo battezzata, è di alluminio ed è composta da un contenitore per l’acqua, da due strati con i buchi, quasi servissero a cuocere le castagne, e dal famoso coperchio. Continua a leggere »

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La pentola rossa

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Diario di cucina, Ricette

La mia vita è cambiata il giorno in cui mi sono convertita alla pentola col fondo antiaderente. Si, proprio quella che si trova al supermercato per poche migliaia di lire. La nuova arrivata è stata così abile da convincermi a mettere definitivamente in pensione la batteria di pentole di acciaio Inox a fondo pesante che faceva parte del mio corredo di ragazza da marito. Ora compro e ricompro sempre la stessa Teflon, il modello con il contorno esterno rosso, della misura più grande che si trova in commercio.
Lo so che, essendo la mia una fucina piuttosto che una cucina, dovrei averne almeno un paio, ma io sono affezionata a quella forma là, la prima che ho acquistato, e dentro ci faccio di tutto, dal soffriggere uno spicchietto d’aglio al cuocere i petti di pollo e finanche rigirare la pasta al sugo. Si, ogni giorno, butto a cuocere la mia vita dentro questa pentola rossa. Continua a leggere »