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Amnesty Internationale e il Buddhismo impegnato

15 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Charity

Qualche giorno fa ho ricevuto questa mail e questo testo che, in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno tibetano, mi fa piacere ritrasmettere.

Il 26 febbraio alle 20.45, presso il Centro Mindfulness Project in via Cenisio 5, a Milano, si tiene la conferenza Cina dietro la muraglia: diritti umani negati, tenuta da Paola De Pirro responsabile per Cina e Tibet del Coordinamento Estremo Oriente di Amnesty International.
Paola De Pirro da oltre 10 anni si occupa della repressione in Cina, Paese che ha visitato più volte a partire dal 1986. È stata poi in Tibet nel 1987 e nel 2004, e a Xinjiang nel 1991. Tutte le visite sono state effettuate da turista in quanto ad Amnesty International è vietato entrare ufficialmente in Cina. Ha preso parte a numerose conferenze in Italia e ha svolto lezioni presso Università e Licei sul tema della violazione dei diritti umani descrivendone tutti gli ambiti (minoranze religiose, intellettuali, utilizzatori di internet, difensori dei diritti umani ecc..)
La conferenza è gratuita ed è necessario confermare la presenza. Per iscrizioni: segreteria Mindfulness Project, e-mail centromilano@mindproject.com tel. 3468461065 orari: Lun. 16,00 – 19,00, Merc. 12,00 – 15,00, Ven 16,00 – 18

Immagine di Buddha in Tibet

IL “BUDDHISMO IMPEGNATO”
di Franco Cascini

1.

Dalla seconda metà del secolo scorso una corrente di “buddhismo impegnato” si è diffusa
nell’ambito della pratica e degli studi buddhisti. Questa corrente è caratterizzata da un riorientamento
della via di liberazione e dell’etica buddhiste in direzione della considerazione e della
cura di quelle fonti di umana sofferenza che si aggiungono al desiderio e all’ignoranza, quali
l’ingiustizia sociale, politica ed economica, la guerra, la violenza, il degrado ambientale. Nel suo
ambito trovano posto varie forme di attivismo sociale svolte in campi particolarmente importanti e
attuali, come l’oppressione politica, i diritti umani, la povertà, la razza, le relazioni di genere,
l’etnicità, la tutela della salute, le prigioni, la scuola, le condizioni dell’infanzia, l’ecologia, il
lavoro. Tutto ciò muove dalla convinzione che nel mondo attuale, caratterizzato da una diffusione
globale di umana miseria, ingiustizia sociale, oppressione e conflitti, la pratica buddhista non può
più consistere solo in fattori di miglioramento individuale come la cura della propria mente, la
moralità personale e singole buone azioni: troppe nuove istanze e prospettive sono emerse alla luce
di sempre più complessi problemi globali, tali da far ritenere che non è più possibile vedere
l’individuo come separato dal complesso di ruoli e relazioni che condizionano la sua vita nel
mondo. Di qui la necessità di praticare anche in termini di responsabilità sociale.
Naturalmente le tradizionali forme di pratica per la liberazione dalla sofferenza, le Nobili Verità,
l’Ottuplice Sentiero, la meditazione, rimangono totalmente in vigore: sono anzi considerate come
indispensabili vie di progresso psicologico e spirituale perché l’azione sociale possa essere
efficacemente intrapresa; ma ad esse questa azione va aggiunta se si vuole che la sofferenza nella
vita propria e degli altri sia realmente almeno alleviata.

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Stand with Haiti. Take action.

14 gennaio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Charity

Un pensiero per Haiti.

Avaaz, “The World in action” è un’organizzazione internazionale molto seria che lotta per la dignità dell’Uomo, ovunque si trovi. La seguo da anni, ricevo le sue mail, firmo sempre i suoi appelli, faccio girare il suo indirizzo tra tutti quelli che conosco. Vi chiedo di fare altrettanto, indipendentemente dal fatto che vogliate inviare del danaro oppure no.

T A K E  A C T I O N,  P L E A S E  !

Qui sotto potete leggere la mail che ho ricevuto durante la notte

Dear friends,
Haiti’s worst earthquake in 200 years struck yesterday, devastating the capital city, killing thousands and threatening over 3 million people in this desperately poor country.

Haitians are urgently appealing to the world for help — we’re already in touch with strong local organisations mobilising community-based relief efforts. Let’s send a worldwide wave of donations to the front lines, to save lives now and help people recover and rebuild. Avaaz will work partners to make sure the help reaches those who need it most. Click below to donate:

https://secure.avaaz.org/en/stand_with_haiti

Based on expert advice from leading humanitarian NGOs who have been working in Haiti for over 30 years, we’ll offer donations to trusted local organizations, including:
Honor and Respect for Bel Air, a big community-based network in Haiti’s capital Port-au-Prince, which is also supported by our friends at the respected Brazilian NGO Viva Rio
Coordination Régionale des Organisations de Sud-Est (CROSE), which brings together some of the most active community groups in the South of Haiti where the earthquake struck hardest. These groups include: women’s groups, schools networks and local cooperatives
In 2008, Avaaz members donated over $2 million for Burmese monks to respond to the devastating Cyclone Nargis. Our money made an incredible difference there — because it went directly to local people on the front lines of the aid effort.

With hope for Haiti,

Luis, Paul, Graziela, Paula, Ricken, Pascal, Alice, Benjamin, Milena and the whole Avaaz team

More information:

Haiti devastated by massive earthquake (BBC):
http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8455629.stm

Thousands feared dead as major quake strikes Haiti (Reuters):
http://uk.reuters.com/article/idUK126337392643._CH_.2420

Deadly earthquake hits Haiti (Reuters pictures):
http://www.reuters.com/news/pictures/slideshow?articleId=USRTR28T0W#a=7

ABOUT AVAAZ:

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