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Piu’ alti con il massaggio antistress

17 marzo, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Psicologia, Ricette, Spiritualità

Venerdì 12 marzo ho intervistato il dottor Leanti La Rosa a proposito delle tecniche di massaggio antistress che ha messo a punto. Mi ha raccontato i suoi segreti e molto altro. Qui di seguito, un brano tratto dal suo libro, che ovviamente si chiama Il Massaggio Antistress.

«Che dopo i 20 anni non si potesse più crescere era mia convinzione, fino a quando casualmente, qualche anno fa, ho scoperto che si tratta di una convinzione sbagliata. Come medico e come docente in scienza dell’alimentazione e dietetica, ho sempre avuto a che fare con persone in sovrappeso e obese. In linea con i miei principi terapeutici le ho curate con dieta e massaggi antistress».

«Alla prima visita e prima di iniziare la dieta e il massaggio, come ogni buon dietologo facevo salire il paziente sulla bilancia per sapere quanti erano i chili da perdere in rapporto al peso e all’altezza. In questi casi il programma di cura prevedeva e prevede, oltre alla dieta da verificare settimanalmente, 20-30 massaggi, uno ogni 7 giorni. Ad ogni incontro, prima di iniziare il massaggio, si ripeteva l’emozionante rito del controllo del peso. L’altezza, allora, non veniva più misurata, perché né io né il paziente ci aspettavamo un aumento con i massaggi».

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Mente e corpo, indissolubili

16 marzo, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Storie di cucina

«Non si può toccare un fiore senza turbare una stella, né sfiorare un solo atomo del corpo senza turbare un neurone. Perché persino un pensiero è un campo elettrico, un piccolo vortice, come i gorghi che si formano nei fiumi, con una sua carica energetica, che risuona nel corpo, nell’ambiente circostante e nell’universo».

«L’ago infisso in un punto lungo il tracciato dei meridiani “viaggia” ben oltre il tempo e lo spazio della fisicità. Ogni emozione, in Medicina Cinese, è considerato un evento non solo mentale, ma anche biochimico ed energetico, che modifica l’intero campo energetico del nostro essere. E può essere “corretta” e riarmonizzata attraverso il cibo». (…)

«È la dietetica, infatti, la via maestra al benessere del corpo e della mente: scegliere un cereale, un ortaggio, un frutto o un pesce piuttosto che un altro, in un determinato momento dell’anno e della propria vita, è un modo per assimilare l’energia della natura in quel particolare momento cosmico e ri-sintonizzarsi sulla medesima lunghezza d’onda del cosmo: ci si mantiene in salute quanto più si riesce ad assecondare la corrente».

Rosalba Pagano, La dietetica cinese, Xenia Tascabili, Milano, 2003, capitolo 4, Tipologie e prescrizioni dietetiche, pg 41.

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Correnti, remi e la legge dell’attrazione

20 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Psicologia, Spiritualità

Sull’onda dei milioni di copie vendute di The Secret, il libro di Rhonda Byrne (con tanto di film omonimo) e di The Key, considerato la “chiave mancante alla legge dell’attrazione, il segreto per realizzare tutto ciò che vuoi” di Joe Vitale, anche Esther e Jerry Hicks hanno costruito il loro piccolo impero che si chiama La legge dell’Attrazione e l’incredibile potere delle emozioni.  Se non è zuppa è pan bagnato.

Esther Hicks crede di essere il canale attraverso cui certe identità soprannaturali – che lei chiama Abraham – fanno conoscere ai mortali alcune profonde verità. Con il marito Jerry ha scritto il best seller Chiedi e ti sarà dato. Esther è inoltre apparsa nella prima versione del film The Secret, quella del 2006. Scrivono i coniugi Hicks:

«L’arte del permettere consiste nel prestare attenzione a ciò che provate – per essere consapevoli del divario tra l’io e l’Io – e nel trovare deliberatamente pensieri meno resistenti, rinunciando alle idee negative. Non è neppure necessario produrre un crescendo di immagini molto positive, basta che smettiate di parlare di ciò che vi dà tanto fastidio. (…) Quando lasciate andare i remi, guarite se il vostro corpo è malato.(…) Il sollievo è la cura che la medicina sta cercando. Invece di cercare la cura, cercate la causa vibrazionale della malattia. Anzi, non dovete neppure trovarla. Non dovete nemmeno cercare il pensiero che causa la resistenza, basta che troviate il pensiero che non provoca resistenza. (…) Quando iniziate a seguire la Corrente, poiché tutto ciò che volete si trova a valle, cominciate a essere trasportati verso circostanze ed eventi che desiderate. Tutto ciò che aspettavate – a volte da molto tempo  vi appare davanti quasi subito, perché l’unico ostacolo che vi teneva lontani dalla realizzazione di quei desideri era la vostra decisione di remare controcorrente».

Forza di attrazione

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Istruzioni per una ciotola di riso

13 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Spiritualità, Storie di cucina

«Fin dall’antichità, nelle comunità che praticano la Via del Buddha, sono stati istituiti sei incarichi per dirigere gli affari del tempio. I monaci responsabili di ciascun incarico sono tutti discepoli del Buddha, e svolgono le attività del Buddha tramite i propri compiti rispettivi. Tra questi vi è il tenzo, responsabile della preparazione dei pasti per la comunità»

Così comincia Istruzioni a un cuoco zen. Ovvero come ottenere l’illuminazione in cucina, scritto da Dogen nel 1237, all’età di 37 anni, essendo nato nel 1200. Dogen Zenji fu un maestro zen illuminato e uno dei più grandi pensatori del Paese del Sol Levante, che raggiunse l’illuminazione durante il suo soggiorno di studi in Cina. Rientrato in Giappone, fondò la scuola zen soto, ancora oggi una delle più seguite. Morì nel 1253. Istruzioni a un cuoco zen è ancora oggi considerato una pietra miliare nella comprensione dello zen e della pratica dello zazen, la meditazione seduta.

Dogen

«Nel corso dei secoli, molti grandi maestri e patriarchi, quali Guishan Lingyou e Dongshan Shochu (antichi zen master, ndr), hanno svolto la funzione di tenzo. Benché il compito sia proprio quello della preparazione dei pasti, nello spirito è diverso dal lavoro del cuoco o sguattero ordinario». (…) «Nel lavare il riso, levate tutto la polvere. Nel farlo, non perdete neppure un chicco di riso. Quando esaminate il riso, guardate contemporaneamente la polvere; quando esaminate la polvere, guardate anche il riso. Osservateli entrambi con attenzione. Allora, preparerete naturalmente un pasto che contiene i sei sapori e le tre qualità». (…) «Pulite i bastoncini, i mestoli, e tutti gli altri utensili; maneggiateli con ugual cura e consapevolezza, riponendo ogni cosa al suo posto naturale. Concentrate la mente sul vostro lavoro e non lasciate in giro le cose trascuratamente».

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Cibo e meditazione

12 febbraio, 2010 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Psicologia, Spiritualità, Storie di cucina

Il Dalai Lama è il Dalai Lama. Daniel Goleman è uno dei direttori del Consorzio per la ricerca sull’intelligenza emotiva della Rutgers University e membro dell’American Association for the Advancement of Science, oltre ad essere autore di diversi libri di successo, quali Intelligenza emotiva.

Mente corpo e sfera emotiva sono gli argomenti di cui parla il saggio a cura di Daniel GolemanConversazioni con il Dalai Lama. Le emozioni che fanno guarire – che raccoglie alcuni interventi significativi fatti da scienziati rigorosi e maestri buddhsti, alla presenza del Dalai Lama, nel corso della Mind and Life Conference che si è tenuta nel 1991 a Dharamsala, in India.

Il brano che segue è tratto dal capitolo La consapevolezza come medicina, al paragrafo: Ansia e fisica mentale, a pagina 126.Riporta la conversazione tra Sharon Salzberg, Jon Kabat-Zinn con interventi del Dalai Lama. Sharon Salzberg presenta alcune tecniche di meditazione della tradizione theravada – degli anziani – e Jon Kabat-Zinn, che insegna alla Stress Reduction Center Clinic dell’University of Massachusetts Medical Center di Worcester – parla della consapevolezza e della meditazione non in termini di spiritualità o di religiosità, ma come di una forma di aiuto a persone sofferenti affinché imparino a migliorare il proprio stato di salute fisica, emotiva e mentale.

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Scrive Salzberg a proposito della meditazione che pratica: «È una tecnica che proviene dalla tradizione theravada e mi è stata insegnata dai miei maestri di pratica vipassana. Diamo loro (ai pazienti, ndr) tre chicchi di uvetta e li esortiamo a mangiarli uno per volta, con la massima consapevolezza. Per ogni chicco dovranno impiegare non meno di cinque minuti: li dovranno guardare, toccare, appoggiare sulla punta della lingua, infilarseli in bocca, e infine morderli e gustarne il sapore. Sono certo che con un po’ d’immaginazione riuscirete a sentirne il gusto anche voi. Mangiare è una delle cose che gli occidentali fanno più inconsapevolmente di qualsiasi altra. Molti dei nostri pazienti hanno problemi di sovrappeso: mangiano perché sono ansiosi o depressi, spinti da ragioni emotive – non mangiano perché il corpo è affamato, ma perché la loro mente lo è. Questo tipo di appetito che nasce dall’avidità non li soddisfa mai e non produce alcuna saggezza. Attraverso la consapevolezza del cibo, cerchiamo di sviluppare una nuova percezione delle cose». Continua a leggere »

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