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Istruzioni per una ciotola di riso

13 febbraio, 2010 | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Spiritualità, Storie di cucina

«Fin dall’antichità, nelle comunità che praticano la Via del Buddha, sono stati istituiti sei incarichi per dirigere gli affari del tempio. I monaci responsabili di ciascun incarico sono tutti discepoli del Buddha, e svolgono le attività del Buddha tramite i propri compiti rispettivi. Tra questi vi è il tenzo, responsabile della preparazione dei pasti per la comunità»

Così comincia Istruzioni a un cuoco zen. Ovvero come ottenere l’illuminazione in cucina, scritto da Dogen nel 1237, all’età di 37 anni, essendo nato nel 1200. Dogen Zenji fu un maestro zen illuminato e uno dei più grandi pensatori del Paese del Sol Levante, che raggiunse l’illuminazione durante il suo soggiorno di studi in Cina. Rientrato in Giappone, fondò la scuola zen soto, ancora oggi una delle più seguite. Morì nel 1253. Istruzioni a un cuoco zen è ancora oggi considerato una pietra miliare nella comprensione dello zen e della pratica dello zazen, la meditazione seduta.

Dogen

«Nel corso dei secoli, molti grandi maestri e patriarchi, quali Guishan Lingyou e Dongshan Shochu (antichi zen master, ndr), hanno svolto la funzione di tenzo. Benché il compito sia proprio quello della preparazione dei pasti, nello spirito è diverso dal lavoro del cuoco o sguattero ordinario». (…) «Nel lavare il riso, levate tutto la polvere. Nel farlo, non perdete neppure un chicco di riso. Quando esaminate il riso, guardate contemporaneamente la polvere; quando esaminate la polvere, guardate anche il riso. Osservateli entrambi con attenzione. Allora, preparerete naturalmente un pasto che contiene i sei sapori e le tre qualità». (…) «Pulite i bastoncini, i mestoli, e tutti gli altri utensili; maneggiateli con ugual cura e consapevolezza, riponendo ogni cosa al suo posto naturale. Concentrate la mente sul vostro lavoro e non lasciate in giro le cose trascuratamente».

«Quando preparate il cibo, non considerate mai gli ingredienti da una certa prospettiva ordinaria, né pensate a essi solo con le vostre emozioni. Mantenete un atteggiamento che cerca di costruire grandi templi con verdure ordinarie, che espone il buddhadharma con l’attività più insignificante. Quando fate una minestra con verdure ordinarie, non lasciatevi trasportare da sentimenti d’avversione per esse né stimatele poco». (…) «Chi è influenzato dalla qualità di una cosa, o chi cambia il suo linguaggio o il contegno a seconda dell’aspetto o della posizione sociale della persona incontrata, non è un iomo che opera nella Via». (…) Maneggiate anche una singola foglia di verdura in modo tale che manifesti il corpo di Buddha. Ciò a sua volta permette al Buddha di manifestarsi attraverso la foglia. È un potere che non potete comprendere con la mente razionale. Opera liberamente, secondo la situazione, in modo naturalissimo. Allo stesso tempo, tale potere agisce nella nostra vita per purificare e stabilizzare le attività ed è vantaggioso per tutte le cose viventi. FIniti tutti i preparativi per il pasto, pulite a fondo, riponendo ogni cosa al proprio posto».

riso al vapore

Dogen – Uchiyama Roshi, Istruzioni a un cuoco zen. Ovvero come ottenere l’illuminazione in cucina. Un testo classico di Dogen, commentato da un maestro contemporaneo, in cui si mostra come ogni mestiere, anche quello del cuoco, offra a chi lo esercita l’opportunità di realizzare la suprema manifestazione della mente. Traduzione dal giapponese di Thomas Wright. Ubaldini Editore – Roma, 1986, pgg. 17, 19, 20.

Thomas Wright fu allievo di Uchiyama Roshi. È lettore all’Università di Kyoto e tiene seminari di filosofia e pratica zen.

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