Il cibo degli dei
Il cibo degli Dei è un libro di facile lettura e comprensione, in parte teorico, in parte pratico, ricco di schede sulle qualità dei singoli alimenti e corredato di ricette di facilissima esecuzione. Spiega come da almeno tre millenni lo Yoga suggerisca di curare l’alimentazione, nella certezza che il cibo influenzi, oltre la salute fisica, anche la mente e la sfera emotiva. Anche perché ciò che mangiamo non si sottrae alla legge cosmica per cui l’universo è regolato da tre forze: Tama, statica; Raja, dinamica; Sattva, senziente. Stando a queste leggi inafferrabili, corpo e mente dipendono strettamente dall’energia che assorbiamo con il cibo. Neanche dire che quello sattvico o senziente, è quello che ci porta sulla strada dell’evoluzione psicologica e spirituale.

Scrive l’autore, Christian Franceschini: «La dieta influenza il pensiero della persona e i pensieri delle persone influenzano la cultura, e quest’ultima è responsabile dell’espressione effettiva di una società. Mentre nelle civiltà prevalentemente carnivore si sviluppò un maggior interesse verso il mondo fisico o materiale e si sviluppò una mentalità analitica ed accademica, le civiltà vegetariane svilupparono maggiormente una scienza intuitiva e mistica. Le prime cercavano il paradiso nel godimento della vita animale, istintiva, le seconde rifiutavano il mondo e le sue sofferenze, rifugiandosi nella pura pratica spirituale. Naturalmente questa è una generalizzazione (…) In quel contesto sociale diversi grandi personaggi , come il principe Siddhartha detto il Buddha (l’illuminato) o il nobile Mahaviira (fondatore della religione jainista) o il re Krsna, insegnarono alla società con mentalità godereccia, che il vero paradiso o felicità stava nella spiritualità». (…)
«In Occidente (…) i vari leader spirituali o religiosi, non potendo risolvere i problemi alimentari ed economici in vita, promisero il paradiso dopo la morte. Con questo approccio “filosofico” qualsiasi ricerca nel campo mistico fu esclusa, o meglio, solo poche persone isolate sono riuscite a raggiungere stati di coscienza elevati tanto da percepire l’effetto del cibo sul pensiero. Se si studiano le abitudini alimentari dei grandi umanisti e mistici occidentali, si nota che molti di loro scelsero la dieta vegetariana. Fra questi vi sono S. Benedetto, S. Francesco, Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Tolstoy, Roberto Assaggioli (fondatore della Psicosintesi), Edward Bach (lo scopritore degli omonimi Fiori di Bach), eccetera».
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Christian Franceschini. Il cibo degli Dei. Alimentazione per l’evoluzione del corpo e della mente, Ananda Marga Edizioni, Verona, 1999.