Cibo e meditazione
Il Dalai Lama è il Dalai Lama. Daniel Goleman è uno dei direttori del Consorzio per la ricerca sull’intelligenza emotiva della Rutgers University e membro dell’American Association for the Advancement of Science, oltre ad essere autore di diversi libri di successo, quali Intelligenza emotiva.
Mente corpo e sfera emotiva sono gli argomenti di cui parla il saggio a cura di Daniel Goleman – Conversazioni con il Dalai Lama. Le emozioni che fanno guarire – che raccoglie alcuni interventi significativi fatti da scienziati rigorosi e maestri buddhsti, alla presenza del Dalai Lama, nel corso della Mind and Life Conference che si è tenuta nel 1991 a Dharamsala, in India.
Il brano che segue è tratto dal capitolo La consapevolezza come medicina, al paragrafo: Ansia e fisica mentale, a pagina 126.Riporta la conversazione tra Sharon Salzberg, Jon Kabat-Zinn con interventi del Dalai Lama. Sharon Salzberg presenta alcune tecniche di meditazione della tradizione theravada – degli anziani – e Jon Kabat-Zinn, che insegna alla Stress Reduction Center Clinic dell’University of Massachusetts Medical Center di Worcester – parla della consapevolezza e della meditazione non in termini di spiritualità o di religiosità, ma come di una forma di aiuto a persone sofferenti affinché imparino a migliorare il proprio stato di salute fisica, emotiva e mentale.

Scrive Salzberg a proposito della meditazione che pratica: «È una tecnica che proviene dalla tradizione theravada e mi è stata insegnata dai miei maestri di pratica vipassana. Diamo loro (ai pazienti, ndr) tre chicchi di uvetta e li esortiamo a mangiarli uno per volta, con la massima consapevolezza. Per ogni chicco dovranno impiegare non meno di cinque minuti: li dovranno guardare, toccare, appoggiare sulla punta della lingua, infilarseli in bocca, e infine morderli e gustarne il sapore. Sono certo che con un po’ d’immaginazione riuscirete a sentirne il gusto anche voi. Mangiare è una delle cose che gli occidentali fanno più inconsapevolmente di qualsiasi altra. Molti dei nostri pazienti hanno problemi di sovrappeso: mangiano perché sono ansiosi o depressi, spinti da ragioni emotive – non mangiano perché il corpo è affamato, ma perché la loro mente lo è. Questo tipo di appetito che nasce dall’avidità non li soddisfa mai e non produce alcuna saggezza. Attraverso la consapevolezza del cibo, cerchiamo di sviluppare una nuova percezione delle cose».«Insegniamo anche un tipo di meditazione che si può praticare stando in piedi, in qualsasi momento si ritenga opportuno: si può sperimentare alla fermata dell’autobus o mentre si fa la fila. Consiste nel percepire il contatto dei piedi con il terreno, nel sentire il proprio corpo, il respiro e così di seguito. La prossima volta che vi capita di fare la fila, invece di spazientirvi, provate a praticare la meditazione da fermi. Lo stesso vale camminando e nelle altre attività quotidiane. Si può fare la meditazione del lavare i piatti, del portare via l’immondizia, del pulire la casa, del farsi la doccia, ecc. Molto importante è la meditazione della parola, che consiste nell’essere consapevoli del momento in cui si parla: il tono della voce, la distanza dell’interlocutore, la capacità di ascolto».
Conversazioni con il Dalai Lama. Le emozioni che fanno guarire. A cura di Daniel Goleman, Oscar Mondadori, ultima edizione 2009.