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L’Uomo e la sua immensità

18 giugno, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

Quando ti accorgerai che sei umano?

Almeno una volta durante la tua vita?

Il giorno che ti ricorderai che sei umano diverrai divino, e la dualità si allontanerà.

Diventerai prospero e le opportunità ti si mostreranno.

Diventerai ricco senza aver bisogno di essere agiato.

Come essere umano sei illimitato.

Puoi capire il linguaggio di tutto, dalla pietra alla montagna, all’uccello e al verme.

Questa immensità ti può portare tutta la felicità che hai bisogno.

Questo è il tuo compimento.

Questo è il tuo adempimento.

Yogi Bhajan

YOGA FESTIVAL: 26 LUGLIO – 3 AGOSTO 2011, FONDJOUAN, FRANCE

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Ombra, tra guai e sconfitte

11 giugno, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

L’ombra non ha mai creato alcun problema a nessuno;

se però inizi ad aver paura della tua stessa ombra, allora sarai nei guai.

E se inizierai a lottare con la tua ombra,

la tua sconfitta sarà inevitabile.

Osho

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La compassione in azione

8 giugno, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Felicità, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

È più facile meditare che fare effettivamente qualcosa per gli altri.

La mia sensazione è che limitarsi a meditare sulla compassione equivale

a optare per l’opzione passiva.

La nostra meditazione dovrebbe creare la base per l’azione, per cogliere

l’opportunità di fare qualcosa.

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama

La compassione nel Buddhismo viene definita come il desiderio che tutti gli esseri siano separati dalla sofferenza.

Il desiderio di beneficiare gli altri promuove l’armonia laddove il narcisismo crea invece ogni tipo di disagio, facendo sorgere problemi, conflitti e sofferenze.

L’amore è in grado di fungere da antidoto all’odio – perché i due fattori mentali osservano lo stesso oggetto, ma in maniera diametralmente opposta – e, per lo stesso motivo la compassione è in grado di opporsi alla mente che non desidera il bene altrui.

Aver cura di tutti gli esseri ammorbidisce il pensiero ossessivo autoreferente, cosicché le tensioni egoistiche subito si placano, e si crea spazio, pace.

Mentre sviluppiamo amore e compassione deve essere presente la saggezza che realizza la vacuità: l’ala del metodo e l’ala della saggezza vanno utilizzate insieme, l’una non deve essere separata dall’altra.

Grazie alla comprensione della vacuità abbinata al metodo si può svolgere un immenso compito: la combinazione positiva di saggezza con amore e compassione può far agire in modo vasto per il beneficio degli esseri.

presso l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pisa), 24 – 26 giugno 2011

Comitato scientifico a cura di Mindfulness Project
Referenti: Sonia Bortolotto, Massimo Gusmano, Vincenzo Tallarico

Segreteria organizzativa:
Federica Luedtke
tel. 050 685778
cell. 333 3772644
segreteria@mindproject.com, presso l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pisa)

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La luce e il nulla, Tadao Ando e lo zen

6 giugno, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Spiritualità, Storie Giappone

Anche a giugno Tiziano Tosolini, missionario saveriano a Osaka, in Giappone, amico caro e vecchia conoscenza di questo sito, mi ha mandato la versione elettronica dei Quaderni del Centro Studi Asiatico, di cui è direttore.

Sono da tempo, non a caso, una fan di Tiziano, e ho spesso scritto di lui perché il suo sguardo sul Giappone è veramente particolare e privo di giudizio. Osserva e riporta: un sociologo e un giornalista di primordine, si potrebbe dire, anche se si occupa a tempo quasi pieno di filosofia, con il beneplacito della Missione, e dei Quaderni, naturalmente. Cose che capitano ai fuoriclasse.

Riporto, autorizzata, il suo articolo, Il nulla assoluto come preludio al divino, un capolavoro di stile, oltre che di pensiero.

Il nulla assoluto come preludio al divino

La scuola filosofica di Kyoto (fondata da Nishida Kitarō e proseguita con pensatori della statura di Tanabe Hajime e Nishitani Keiji) ha influenzato con la sua idea di «nulla assoluto» non solo studiosi di etica giapponese come Watsuji Tetsurō, cultori di estetica come Kuki Shūzō, interpreti e specialisti dell’influenza dello Zen sulla cultura giapponese come Hisamatsu Shin’ichi o teologi cristiani come Takizawa Katsumi e Mutō Kazuo, ma anche architetti famosi come Tadao Ando (1941).

Tadao Ando

I principi a cui si richiama questo artista minimalista ce li illustra lui stesso con queste parole: «L’architettura deve essere un luogo dove viviamo e moriamo, dove pensiamo alla vita e alla morte, al mondo di questa vita e al nirvana (nehan). Mediante l’architettura ricordiamo coloro che sono morti e ci risvegliamo alla realtà della nostra caducità». È quindi facile capire come mai Tadao abbia trovato in Nishida un ispiratore per i propri progetti e opere. Il «luogo» appena menzionato, infatti, corrisponde a quel locus o topos che Nishida aveva posto al centro delle sue riflessioni filosofiche sul nulla assoluto, cioè a quel «luogo» inteso come un universale che fa emergere tutte le operazioni della coscienza, quello sfondo su cui si riflettono e sono collocati sia la realtà dei fenomeni che l’autoconsapevolezza del soggetto. Il luogo del nulla assoluto, per Nishida, è quell’orizzonte incondizionato ed infinito che contiene e costituisce ogni forma o figura; nel contempo, questa stessa forma non è altro che una determinazione e concretizzazione del luogo stesso. Come egli scrive: «L’esistenza del sé è un’esistenza che è posta in tale luogo… La riflessione non è altro che l’attività di questo luogo che riflette sé stesso in sé stesso. Tutte le operazioni della nostra coscienza possono essere comprese a partire da questo luogo».

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Referendum sul nucleare e i villaggi fantasma

5 giugno, 2011 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Storie Giappone

A tutti i miei lettori

Sento il dovere civile di riportare su questo sito la mail privata che ho ricevuto oggi, 5 giugno 2011, dal mio caro amico Tiziano Tosolini, missionario saveriano a Osaka, in Giappone.


Carissima Patrizia,
spero che questa mia ti trovi in salute.

Grazie della tua e-mail. Qui in Giappone la situazione e’ al momento
stabile, nel senso che si sta acnora cercando con tutte le forze di
spegnere le centrali… il che ritarda di molto l’opera di ricostruzione,
di ritorno alla normalita’…
Anzi, alcune settimane fa, le autorita’ hanno ordinato a un villaggio di
7.000 persone che si trovava vicino al confine dei 20Km dalle centrali
(zone che ormai sono chiamate off-limits e in cui nessuno puo’ piu’
entrare, se non i militari per abbattere gli animali lasciati indietro)
di abbandonare definitivamente la zona e di spostarsi ad abitare altrove…
E ormai si comincia gia’ a paragonare questa cittadina e Pripyat, quel
“villaggio fantasma” ucranio abbandonato a se stesso dopo la tragedia di
Cernobyl… Povera gente, chissa’ che ne sara’ di loro…

La disgrazia che ha colpito il Giappone, comunque, sembra abbia
insegnato una volta di piu’ come la politica del nucleare debba essere
radicalmente rivista. Nelle scorse settimane, infatti, il governo -
avendo valutato che nei prossimi 30 anni ci saranno come minimo 3 grossi
terremoti che colpiranno le aree da Tokyo a Wakayama, e avendo anche
notato come una delle 18 centrali nucleari (quella di Hamaoka) situate
vicino all’oceano pacifico potrebbe subire la stessa sorte di quella di
Fukushima – ha dato subito ordine di spegnerla.

Comunque sia, la gente e’ ancora molto scossa e abbattuta per quanto
successo. Mi dicono che a Tokyo, le stradine del famoso distretto Ginza
dove la vita sembrava non fermarsi mai, neanche di notte, siano ora
deserte e vuote. I negozianti che prima facevano fatica a servire tutti
i clienti, ora si riversano per strada per invitare i passanti a
entrarci… Certo e’ che ci vorranno davvero tanti anni per riuscire a
superare questa tragedia e a riguadagnare una certa serenita’ di vita…

Termino qui… se ti scappa qualche preghiera e’ sempre ben accetta.

Con un abbraccio

Tiziano

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