Un Augurio d’Essere per il 2010
Ho scritto diverse volte del Maestro Zen Carlo Tetsugen Serra e un paio di volte ho accennato a Jiso Forzani, monaco buddhista Zen, amico di padre Luciano Mazzocchi con cui divide l’avventura della Stella del mattino – o quanto meno ho fatto un link al suo sito. Oggi ritorno su questi due personaggi perché il 14 gennaio ho ricevuto dal Maestro Serra questa mail, che mi pare contenga un pensiero adeguato – quello suo e di Jiso Forzani – per questo difficile inizio d’anno. Ecco il contenuto della mail:
Un Augurio d’Essere per il 2010
Scrive il Maestro zen Jiso Forzani, presidente della Mission Zen Europea, nel documento “Quale buddhismo. Perche’. Per chi. Una proposta europea: “La civilizzazione occidentale non puo’ uscire dalla crisi globale in cui si trova perche’ non puo’ uscire da se stessa, non puo’ vedersi dall’esterno, in modo da comprendere quale e’ il punto cruciale. Si osserva dall’interno e gira a vuoto, come un cane che si morde la coda. Ha bisogno di un punto di osservazione “esterno”, di un osservatore non intrappolato da quel meccanismo, che indichi il punto in cui la strada si e’ smarrita. Il buddhismo, che si e’ sviluppato in forme distanti e differenti da quelle emerse all’interno della cultura europea e occidentale, puo’ svolgere questa funzione, perche’ e’ contemporaneamente gia’ presente all’interno delle societa’ occidentali ma non ancora inglobato completamente nei loro meccanismi“.
Le indicazioni che l’etica buddista propone quali il Nobile Ottuplice Sentiero non sono piu’ rivolte solamente ai praticanti buddisti ma divengono passo normale della persona che tenta di realizzare con la propria vita la difficile alchimia del risveglio nella vita dell’uomo, cioe’ trasformare la vita di ogni giorno da luogo di produzione e scontro di sofferenza e conflitti tra gli uomini, in una luce di liberta’ e pienezza di vivere.
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