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I datteri e l’Araba Fenice

22 dicembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Natale, Storie di cucina

Il nome greco della palma – phoînix – è lo stesso dell’Araba Fenice, il leggendario uccello che ogni 1461 anni rinasceva dalle proprie ceneri, ciclo temporale che corrispondeva al Grande Anno Egizio, alla cui fine si credeva che il cosmo si rigenerasse. Poiché l’inizio e il termine di questo periodo millenario era segnato dal sole, la fenice venne associata a Eliopolis, la città solare per eccellenza. E siccome la palma ha foglie simili ai raggi del sole e altrettanto luminose, il suo simbolo venne  associato per l’appunto a quello dell’Araba Fenice.

La leggenda vuole che, durante la fuga in Egitto, la Madonna, affaticata, si sia riposata all’ombra di una palma di cui voleva anche mangiare i datteri, ma la pianta era troppo alta. Allora Gesù Bambino, che la Madonna teneva in braccio, disse: “Piegati e ristora mia madre con i tuoi frutti”. L’albero si piegò verso Maria. “Ora – disse Gesù – libera dalle tue radici la vena nascosta sotto terra e lascia fluire da essa acqua a sazietà”.

La Sacra Famiglia poté così dissetarsi.

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Buone feste, buon Natale, buon anno

21 dicembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Natale

Buone feste agli amici, ai compagni di percorso, ai lettori e sostenitori di Krapfen e misteri, ai lettori occasionali.

Il sito è aggiornato quotidianamente anche durante le feste.

Santa Claus

Feste e origini della gastronomia

21 dicembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Alimentazione, Natale, Storie di cucina

La prima gastronomia degna di questo nome aprì i battenti a Firenze nell’Ottocento, in via dei Calzaiuoli. In vetrina aveva ostriche, caviale, prosciutto della Westfalia. Poco lontano, in via degli Speziali, si potevano trovare botteghe di secondo ordine che proponevano fritture di ranocchi, pesciolini e crema fritta accanto ad altre che servivano polenta dolce, castagnacci e necci. Dopo il tramonto, in piazza del Granduca, compariva Martino con i suoi maccheroni freddi al cacio e pepe, che andavano esauriti in un battibaleno.

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Il presepe di Salvatore Quasimodo.

19 dicembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Natale

Natale. Guardo il presepe scolpito, dove sono i pastori appena giunti alla povera stalla di Betlemme.

Anche i Re Magi nelle lunghe vesti, Salutano il potente del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio, Delle figure di legno: ecco i vecchi

Del villaggio e la stella che risplende, e l’asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno; ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.

Salvatore Quasimodo

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Il Natale e le sue origini pagane.

18 dicembre, 2009 | Commenta | Scritto da patrizia | Categoria: Natale

L’etimologia del termine Natale affonda le sue radici nella parola latina Natalis, che significa “relativo alla nascita”. Nel calendario romano, il 21 aprile indicava la celebrazione del Natalis Romae, e il 25 dicembre il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole, successivamente trasformato dalla Chiesa in Natalis Christi.

Dio Mitra

Il Natale attuale racchiude in sé tradizioni molto antiche e di origine diverse. Lo scambio di doni – dai Sigillaria che si festeggiavano il 20 dicembre; i banchetti – dai Saturnalia romani che si tenevano tra il 17 e il 23 dicembre; il Presepe, voluto nel Duecento da San Francesco d’Assisi, e l’Abete  – introdotto nel Cinquecento da Martin Lutero, l’iniziatore della Riforma Protestante. Secondo i Vangeli, Gesù nacque da Maria a Betlemme, dove lei e il marito Giuseppe si recarono per partecipare al censimento della popolazione voluto dai romani. Ma se tutti sono d’accordo sul luogo della nascita, non ci sono certezze riguardo l’anno, che gli storici indicano tra il 7 e il 4 a.C., mentre rimangono sconosciuti il mese e il giorno dell’Avvento.

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