I datteri e l’Araba Fenice
Il nome greco della palma – phoînix – è lo stesso dell’Araba Fenice, il leggendario uccello che ogni 1461 anni rinasceva dalle proprie ceneri, ciclo temporale che corrispondeva al Grande Anno Egizio, alla cui fine si credeva che il cosmo si rigenerasse. Poiché l’inizio e il termine di questo periodo millenario era segnato dal sole, la fenice venne associata a Eliopolis, la città solare per eccellenza. E siccome la palma ha foglie simili ai raggi del sole e altrettanto luminose, il suo simbolo venne associato per l’appunto a quello dell’Araba Fenice.
La leggenda vuole che, durante la fuga in Egitto, la Madonna, affaticata, si sia riposata all’ombra di una palma di cui voleva anche mangiare i datteri, ma la pianta era troppo alta. Allora Gesù Bambino, che la Madonna teneva in braccio, disse: “Piegati e ristora mia madre con i tuoi frutti”. L’albero si piegò verso Maria. “Ora – disse Gesù – libera dalle tue radici la vena nascosta sotto terra e lascia fluire da essa acqua a sazietà”.
La Sacra Famiglia poté così dissetarsi.
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